Viterbo – Quando la mobilitazione di un intero quartiere trova come risposta… una transenna.
In questi giorni a Viterbo a tenere banco è la questione della pista ciclabile al quartiere Pila.
Una decisione presa dall’alto, insieme al conseguente provvedimento di istituzione del senso unico, che ha scatenato non solo polemiche e dibattiti, ma una vera e propria mobilitazione di quartiere.
Viterbo – La transenna comunale all’inserzione di via Monte Bianco su via della Pila per impedire incidenti
Una mobilitazione spontanea da parte di cittadini che non capiscono il senso di un provvedimento che va a incidere direttamente sulla loro vita quotidiana e per alcuni anche sul loro lavoro.
Ieri, durante la mattinata, si sono rischiati una ventina di incidenti frontali, alcuni documentati con foto e video, prima che il comune inviasse attraverso l’ufficio tecnico dei cantonieri a posizionare una transenna con il nastro monitore.
Nessuno della maggioranza dell’amministrazione sedicente civica, guidata dalla sindaca Chiara Frontini che guadagna ogni mese quasi 10 mila euro lorde, è intervenuto al sit in per dare risposta ai cittadini.
Viterbo – Via della Pila – Le auto contromano
E quella transenna messa lí, all’inserzione di via Monte Bianco su via della Pila per impedire incidenti, racconta il modus operandi frequente nella risoluzione dei problemi da parte di palazzo dei Priori.
Una transenna e passa la paura. Non si formano e non si informano i cittadini. Come questa e altre situazioni che vanno a modificare la vita quotidiana delle persone meriterebbero. Fino al giorno prima si passava? Oggi si decide che non si passa più. Senza comunicazioni adeguate, senza motivazioni, senza alcun confronto. Si rischiano incidenti? Una bella transenna e si risolve il problema.
Parla Andrea Cinesi del comitato spontaneo
Se ne contano decine e decine solo nel centro storico, a vegliare come testimoni involontari, impotenti e silenziosi su strade disconnesse, buche e cantieri abbandonati. Testimoni dell’insipienza e incapacità amministrativa di Frontini e company.
La transenna è diventata il simbolo di come un’amministrazione sedicente civica abbia abdicato alla vocazione naturale che dovrebbe avere: l’ascolto della città.
Novecento cittadini che si mobilitano in modo civile e composto meritano più di una transenna come risposta.