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Viterbo – Caso Lorenza Bentivoglio l’assessore parla di marciapiede condominiale e non del senso unico – La figlia: “Anche con la rampa mia madre dovrebbe fermare il traffico per salire in macchina”

Donna prigioniera in casa in via della Pila, Floris non comprende e replica: “Il problema non è legato ai lavori”

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Viterbo – (c.g.) – Il caso di Lorenza Bentivoglio, la donna in carrozzina e con l’ossigeno che in via della Pila ha denunciato di sentirsi “prigioniera” dopo le modifiche alla viabilità, arriva anche su Facebook. Le modifiche alla viabilità consistono in cordoli, pista ciclabile e un improvvisato senso unico. Tutti provvedimenti voluti dalla sindaca Chiara Frontini che costa alla comunità quasi 10mila euro lordi e  che non si è neppure degnata di andare sul posto in via della Pila il giorno della protesta. Come dire solo tagli del nastro, benemerenze e conferenze stampa inutili.


 – “Con la carrozzina non so come uscire dal palazzo, sono prigioniera…”


A intervenire sui social è l’assessore Stefano Floris, che dice di essere solidale con la donna, ma sostiene che il problema non sia legato ai lavori dell’amministrazione sulla strada.

Viterbo - Fontana di Piazza Dante - Chiara Frontini e Stefano Floris

Viterbo – Fontana di Piazza Dante – Chiara Frontini e Stefano Floris


“Sono senz’altro solidale con la signora Bentivoglio, che ho avuto il piacere di conoscere la settimana scorsa, ma vorrei sottolineare che la problematica non è legata evidentemente ai lavori che l’amministrazione sta eseguendo su via della Pila. La situazione evidenziata dalla signora è legata strettamente ad alcune barriere architettoniche dovute alla presenza di un marciapiede, che è di pertinenza condominiale e dove il comune non può in nessun caso intervenire. L’amministrazione si è comunque impegnata per cercare di semplificare la salita della signora Bentivoglio verso la sua abitazione, prevedendo la realizzazione di una piccola “rampa” che possa permettere il superamento del gradino in maniera agevole”.

Nel suo intervento, Floris rivendica poi l’attenzione dell’amministrazione verso le persone con disabilità e cita anche un intervento realizzato in via della Pila durante i lavori per la pista ciclabile. Insomma il solito autoincensamento per cose che sono doverose.

“Nello specifico questa amministrazione – racconta l’assessore – si è dimostrata sin dal primo momento sensibile alle problematiche legate al mondo dei disabili, risolvendo decine di situazioni distribuite sul territorio, che costituivano serie barriere architettoniche al libero movimento, sopratutto di chi percorreva strade o marciapiedi in carrozzina. Non ultimo, ritornando su via della Pila, proprio in concomitanza dei lavori per la costruzione della pista ciclabile, è stata realizzata una rampa in corrispondenza di un attraversamento pedonale, che terminava sul ciglio di un marciapiede, impedendone il superamento.
Sicuramente c’è ancora molto da fare, ma la collaborazione ed il confronto con i cittadini, in modo particolare con quelli che trovano quotidianamente difficoltà nei loro spostamenti, può aiutare a far crescere la nostra coscienza civile e con essa la nostra città”.

Viterbo - Via della Pila - Lorenza Bentivoglio in carrozzina

Viterbo – Via della Pila – Lorenza Bentivoglio in carrozzina


L’assessore Floris, però, evidentemente non ha compreso quale sia il problema e scarica tutto sul condominio. Ma è proprio il provvedimento del comune a creare un ulteriore problema, che si aggiunge alle barriere architettoniche. È proprio il senso unico a creare il problema. Floris si è talmente applicato da non capire il punto, tanto che la figlia dell’interessata, con molta gentilezza e pazienza, tenta di spiegare. Come dire: Floris illustra le magnifiche sorti e progressive della giunta Frontini, ma non comprende quale sia la questione sollevata da Lorenza Bentivoglio nella sua interezza.

Al post dell’assessore risponde Daniela Rotili, figlia di Lorenza Bentivoglio. Il punto, spiega, non è solo la rampa. Anche con la rampa, la madre dovrebbe comunque bloccare il traffico per salire in macchina, perché il senso di marcia non consentirebbe di farlo in sicurezza.

“Tentando di premiare la sua gentilezza, vorrei farle notare che se anche vi fosse la rampa mia madre dovrebbe comunque fermare il traffico per salire in macchina, visto che il senso di marcia non consente la possibilità di salire in sicurezza, tutto questo trambusto quando bastava costruire un marciapiedi per rendere felice chiunque, con o senza disabilità. Quello scempio non accontenta nessuno, né la praticità né l’estetica”.

La replica di Daniela Rotili riporta quindi il confronto sul punto sollevato da Lorenza Bentivoglio nell’intervista: il problema non riguarda soltanto il gradino o il marciapiede, ma anche la possibilità concreta di uscire di casa, raggiungere l’auto e salire in sicurezza.

La donna aveva spiegato di aver chiesto lo spostamento di un posteggio “un pochino indietro”, per lasciare spazio alla carrozzina e per non essere costretta a manovre pericolose. Aveva inoltre posto il problema dei soccorsi: in caso di emergenza, con la strada occupata e il nuovo assetto della viabilità, dove potrebbe fermarsi un’ambulanza?

La vicenda si inserisce nella protesta di via della Pila, dove residenti ed esercenti contestano cordoli, pista ciclabile e senso unico. Nei giorni scorsi il comitato spontaneo ha raccolto oltre 900 firme e ha chiesto una soluzione diversa per la strada.

Nel caso di Lorenza Bentivoglio, però, il tema è ancora più concreto: poter uscire di casa con la carrozzina e salire in macchina senza dover fermare il traffico.


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29 maggio, 2026

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