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Tribunale - Sono imputati di sfruttamento e induzione alla prostituzione minorile e l'anziano anche di violenza su minore

Baby squillo al Riello, chiesti 7 e 5 anni di carcere per un 42enne e un 82enne

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Viterbo – (sil.co.) – Giro di baby squillo al capolinea del Riello, il pm Massimiliano Siddi ha chiesto 5 anni di carcere e 10mila euro di multa per un 42enne romeno di Grotte di Castro e 7 anni e 4mila euro di multa per un 82enne viterbese originario di Montefiascone.


Prostituzione - Controllo dei carabinieri

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Entrambi sono a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Savina Poli per sfruttamento e induzione alla prostituzione minorile e l’anziano anche per violenza su minore, una ragazzina che all’epoca aveva soltanto 14 anni, con cui avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento. 

I fatti risalgono alla primavera e all’estate del 2015. Le presunte vittime sono tre ragazze di origine romena che all’epoca dei fatti avevano 14 e 15 anni. La più piccola, che frequentava la terza media in una scuola di Viterbo, ha oggi 25 anni. Le altre due hanno 26 anni. 

L’inchiesta, scaturita dalle indagini della Dda di Roma dopo le prime segnalazioni raccolte dai carabinieri della compagnia di Ronciglione a Blera, ha portato a un imponente impianto probatorio: 13.800 intercettazioni telefoniche, di cui circa duemila utilizzate dall’accusa e 254 trascritte dalla polizia giudiziaria.

Secondo le ricostruzioni investigative, l’allora settantenne avrebbe inizialmente consumato rapporti a pagamento con la 14enne, per poi trasformarsi in una sorta di “manager territoriale”. L’uomo concordava le prestazioni e i compensi – pari a 50 euro a testa, o 100 euro per incontri di coppia – per conto di amici e conoscenti del posto.

Gli incontri venivano fissati, secondo l’accusa, al capolinea dei bus al Riello, dove i clienti passavano a prendere le ragazzine in auto per poi riaccompagnarle a prestazione conclusa. I rapporti si consumavano in abitazioni del centro storico, tra piazza del Comune, il Sacrario e San Faustino.

L’allora trentenne connazionale delle minori, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, le avrebbe a sua volta indotte a prostituirsi, tentando inoltre di avviarle al lavoro in un night club erotico dove le ballerine avrebbero dovuto intrattenere sessualmente i clienti.

Dalle udienze è emerso come le minorenni utilizzassero i propri profili social con pose ed atteggiamenti da adulte per agganciare o rassicurare i clienti.

Il processo è stato rinviato per sciogliere la riserva su una questione sollevata dal difensore dell’82enne italiano, avvocato Mirko Bandiera, relativa ai rapporto sessuali a pagamento dell’anziano con la baby squillo adolescente, che, se accolta, potrebbe cambiarne le sorti.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 ottobre, 2026

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