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Soriano nel Cimino - Professore scomparso - Venerdì l'addio all'architetto trovato morto il primo dell'anno nelle acque del lago di Vico

Catalani sarà cremato

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Leonello Catalani

Leonello Catalani

Il luogo sul lago di Vico dove è stato trovato il corpo del professore Leonello Catalani

Il luogo sul lago di Vico dove è stato trovato il corpo del professore Leonello Catalani

Leonello Catalani

Leonello Catalani

Soriano nel Cimino – Sarà venerdì il giorno dell’addio a Leonello Catalani.

I funerali del professore scomparso a novembre e trovato morto il primo dell’anno si terranno alle il 10 gennaio alle 14,30 al duomo di Soriano nel Cimino.

A officiare la cerimonia sarà il parroco don Enzo Celesti, che potrebbe essere affiancato dal vescovo di Viterbo Romano Rossi. 

I familiari dell’architetto 54enne hanno deciso di farlo cremare.

Un corpo che troverà finalmente pace, quello di Catalani, rimasto probabilmente per più di un mese e mezzo nelle acque del lago di Vico, a Caprarola.

E’ qui che alcuni fotografi e un graduato dell’aviazione dell’esercito lo hanno trovato il primo giorno dell’anno, di mattina, impigliato tra il fitto canneto quasi a riva.

Il professore era scalzo. Immediata l’identificazione: in tasca Catalani aveva ancora i documenti e le chiavi della sua Peugeot 206, abbandonata in un parcheggio a San Martino al Cimino. La macchina è tuttora in mano al Ris: i carabinieri del reparto specializzato la stanno passando al setaccio in cerca di impronte o tracce biologiche che disegnino piste alternative. Ma per ora l’ipotesi più probabile resta quella del suicidio.

A confermarlo ci sarebbero i racconti degli studenti e dei familiari di Catalani, che nell’ultimo periodo lo avevano visto un po’ abbattuto e trasandato. Una malinconia rimasta vaga e senza un perché.

Resta l’anomalia della distanza tra il parcheggio in cui è stata trovata la macchina, tre giorni dopo la scomparsa, il 20 novembre, e il punto in cui è riaffiorato il cadavere.

Catalani sperava di depistare le indagini per non farsi trovare? E com’è arrivato fino al lago dove, poi, si sarebbe ucciso? A piedi dovrebbe aver macinato almeno dieci chilometri. A meno che qualcuno non gli abbia dato un passaggio.

Tutte ipotesi che, per ora, restano sospese, in attesa di riscontri più chiari dagli accertamenti sull’auto e dall’autopsia del professor Ciallella.

Secondo indiscrezioni, le prime analisi confermerebbero l’annegamento. Ma per avere certezze sulla dinamica della morte è ancora presto. Le conclusioni del medico legale saranno pronte solo in capo a due mesi. 


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8 gennaio, 2014

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