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Caffeina - Mentana fa il pieno con oltre mille persone al parco del Paradosso

Berlusconi? Un vecchio nonno…

di Carlos Marighella
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Enrico Mentana

Enrico Mentana a Caffeina

Enrico Mentana
Enrico Mentana con Filippo Rossi - Il pubblico

Il pubblico

Enrico Mentana con Filippo Rossi

Mentana con Filippo Rossi

Enrico Mentana
Enrico Mentana con Filippo Rossi

– “Il rapporto degli italiani con Berlusconi? Beh per molti versi è rimasto uguale. Certo qualcosa è cambiato. Lo considerano un po’ in decadenza. Lo vedono un po’ come un vecchio nonno. Un po’ meno tonico. Che si addormenta mentre legge il giornale. Che se passa una cameriera gli tocca il sedere. Insomma, a parte le battute, Berlusconi ha 75 anni”. Enrico Mitraglietta Mentana, si sa, venderebbe la madre per una battuta, e ieri sera, a Caffeina di fronte a oltre mille persone, non si è risparmiato (gallery).

Ha fatto, con il sorriso lieve sulle labbra, un ritrattino di Berlusconi che avrebbe ucciso un rinoceronte. Ma lo ha fatto con il suo stile apparentemente lieve.

Stimolato dalle domande di Filippo Rossi, Mentana non si è tirato indietro su nulla. La professione. La prima repubblica. Mediaset. La Rai. Santoro. La7. Berlusconi, appunto. E poi il Pd: con quello strano signore di nome Bersani che “certamente non è il leader del futuro”.

Insomma una serata da non perdere. La chiosa su Belusconi è un capolavoro di gentlizza: “Siamo al tramonto, chiaramente. Ma nessuno può dire quanto durerà questo tramonto. Non sarà in ogni caso breve. Non è saltato il tappo come dice qualcuno. E’ vero che tutti si stanno riposizionando. Certo che qualcosa è cambiato: non basta più mettere su una scheda il nome di Berlusconi per vincere le elezioni. Questo non toglie che Berlusconi abbia dato dignità e rappresentanza politica ai valori della destra. Questo quando prima di lui non ci si poteva neppure dire di destra. Ha ancorato questo paese ai valori di destra”.

E sul centrosinistra: “In questa fase di tramonto di Berlusconi, in realtà l’opposizione non è vincente. E questo accade solo nel nostro paese. Bersani non è il leader dell’Italia del futuro. E non lo sono neanche Di Pietro né Vendola. E questo nonostante che l’azione di governo non si veda. C’è qualcuno che ricordi una riforma importante del centrodestra, a parte la patente a punti”, sogghigna ironico il direttore del Tg7.

Mentana boccia Berlusconi anche sulla giustizia: “Non c’è stata nessuna riforma, solo uno slalom per evitare i problemi del presidente”.

Una mezza promozione per Di Pietro: “Sa che con la fine di Berlusconi, finisce anche l’antiberlusconismo. Per questo si sta riposizionando. Dopo la mezza vittoria di Napoli e la vittoria per i referendum”.

Non poteva mancare una chiosa sul caso Santoro- La7.

Santoro, come Fede, è un fazioso palese e quindi non può fare grandi danni. In questo momento sembrava che il matrimonio con La7 e Santoro fosse per lui la cosa migliore. Questo anche se lui rimane innamorato della Rai. La faziosità palese è un valore. E Santoro sarebbe stato prezioso in questo momento per La7. Ora che c’è stata una rottura della trattativa, con tanto di stracci che volano, credo sia difficile che Santoro possa venire alla 7. Anche se La7 ha lo spazio per lui, e lui sarebbe prezioso per La7. La7 è il luogo ideale per Santoro. Ma ora sarà difficile ripredere il bandolo della trattativa. Ma non dispero”.

Sulla ragioni della rottura, Mentana non ha certezze assolute ma crede ai suoi dirigenti.

“Credo che le motivazioni siano tutte interne alla trattativa. Non credo alle ragioni indicate dal Fatto. Alle pressioni esterne. I dirigenti della 7 mi hanno assicurato che è stata una loro scelta. Anche se il fatto che la cosa fosse sgradita al governo, può avere il suo peso. Fin dall’inizio mi erano arrivate voci che “Papino il breve” avrebbe fatto pressioni, ma sono solo voci. Io credo, lo ribadisco, che tutto sia dipeso, in realtà, da problemi interni alla trattativa”.

Spiega così il suo Tg7 che sta andando fortissimo: “Il Tg5 era stato rivoluzionario, perché mentre tutti parlavano solo di politica, noi facemmo irrompere la realtà nel tg. Oggi che tutti si occupano di cronaca e non si vive più senza l’ultima da Avetrana, io sono tornato a fare un Tg tradizionale. Che magari parla delle questioni di cui gli altri non possono parlare per varie ragioni”.

Non sono macate le definizioni e le risposte folgoranti.

“La Rai? E’ la biografia della nazione”, tanto per citare Gobetti. Grillo: “Beato il paese che non ha bisogno di comici”.

Pd & c: “Il centrosinistra non ha più parole. Gli unici che hanno ancora parole sono Di Pietro, Travaglio e Saviano. Tutti uomini di destra”.

Pdl: “Il Pdl vi pare un partito cattolico? Al massimo è deferente per utilità”.

Minzolini: “Paga lo scotto di non aver mai fatto televisione e di aver tagliato con la tradizione apparentemente al di sopra delle parti del Tg1”.

E ancora.

C’è un suo futuro in Rai? “No e se mi vedrete in Rai siete autorizzati a sputarmi addosso”.

E’ facile dire no a Berlusconi? “Se lo chiedete a Ruby vi dice di no. E poi Berlusconi ha una logica inclusiva. E’ capace di tentare di convicere Vendola a votarlo…”.


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5 luglio, 2011

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