Roma – Sono iniziati giovedì gli accertamenti sulla sim card trovata nel velivolo che si è schiantato a Tuscania.
A bordo c’erano il generale Giangiacomo Calligaris e il capitano Paolo Lozzi, 57 e 25 anni, in forza all’Aves di Viterbo. Nessuno dei due è sopravvissuto allo schianto del 23 gennaio in località Pian di Selva, nella campagna tra Tuscania e Monte Romano.
A distanza di un mese, gli inquirenti cercano di ricostruire la dinamica, anche grazie i reperti trovati nel velivolo. Tra questi, la sim card della videocamera in funzione nell’Ab 206 durante l’ultimo volo di Lozzi e Calligaris. E’ anche in quella piccola scheda che gli investigatori confidano: il filmato dell’esercitazione sarebbe dovuto confluire in uno speciale televisivo dedicato ai militari dell’Aves e alla loro vita in caserma.
Oggi quelle immagini potrebbero dire molto sulle cause della caduta dell’elicottero. L’ipotesi iniziale era un urto contro i cavi dell’alta tensione, ma non è escluso che il velivolo possa aver toccato i fili elettrici anche in un secondo momento, quando era già in caduta libera.
L’incontro di giovedì al comando del Racis di Roma è servito proprio a dare il via ufficialmente agli accertamenti sulla sim. Hanno partecipato il colonnello nominato della procura, Marco Tedesco, e il consulente della famiglia Lozzi.
Si tratterà di recuperare prima il file del video, per poi estrarre le immagini utili a ricomporre gli ultimi istanti di vita di Lozzi e Calligaris. Sulle possibilità di recupero del file audio e video, gli investigatori sono ottimisti, ma non si sono pronunciati sulla tempistica. Per estrarre e valutare le immagini potrebbero volerci poche settimane come mesi.
L’inchiesta è coordinata dal pm Chiara Capezzuto, che indaga per disastro aviatorio. Il fascicolo, al momento, è contro ignoti.
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