Viterbo – Ex segretario comunale con coppola e lupara, condannato Gianlorenzo.
Un fotomontaggio di Rosario Terranova dentro un corpo da picciotto. L’ex segretario comunale compariva con coppola in testa e lupara alla mano in un articolo di Nuovo Viterbo oggi del 7 febbraio 2008.
Per quell’articolo e quel fotomontaggio, il tribunale di Cassino ha condannato l’ex direttore del giornale Paolo Gianlorenzo a tre mesi di reclusione, con la condizionale, e 20mila euro di risarcimento.
La sentenza di primo grado è arrivata nel settembre 2011. Non è ancora definitiva: la difesa del giornalista ha fatto appello per la prima parte del dispositivo. Quella che condanna Gianlorenzo a tre mesi e a rimborsare Terranova per i danni morali. L’udienza è fissata per la fine dell’anno.
La seconda parte della sentenza, invece, lo vede assolto sempre dal reato di diffamazione, per altri due articoli per i quali l’ex segretario lo aveva denunciato.
Nel primo, condito dal fotomontaggio, Gianlorenzo scriveva che Terranova era stato ‘cacciato’ dall’incarico di segretario comunale dal sindaco. “Circostanze false e prive di ogni fondamento”, si legge sul provvedimento del giudice Massimo Lo Mastro. Ma c’è di più: il giudice qualifica il termine “cacciato” come un'”espressione infamante e inutilmente umiliante, sintomatica di mera aggressione personale”.
Per non parlare del fotomontaggio: “obiettivamente offensivo della reputazione” ed “evocativo di atteggiamento mafioso”. L’ex direttore di Nuovo Viterbo oggi si difese attaccando: sostenne che Terranova era piombato nella sua redazione “adombrando ritorsioni” per vecchi articoli. Da qui, il nuovo pezzo sul segretario comunale con fotomontaggio, pubblicato, quindi, “per replica o per reazione”, come deduce il giudice che, però, non giustifica il giornalista.
“Il fatto che il dottor Terranova si sia recato nella redazione del quotidiano dopo la pubblicazione degli articoli giornalistici per ottenere notizie sul conto dell’autore degli stessi non giustifica in alcun modo il ricorso a un fotomontaggio per dipingere il criticato quale persona pericolosa”, afferma il giudice.
Quanto agli altri due articoli, uno riguardava la mancata specifica dell’archiviazione di un procedimento a carico di Terranova, citato dal giornalista; l’altro informava che l’ex segretario era stato ‘licenziato’ dal sindaco. Linguaggio e contenuti rientravano nell’ambito del diritto di cronaca e di critica. In un caso, infatti, non ci sarebbe prova che il giornalista abbia volontariamente omesso di dare notizia dell’archiviazione dell’indagine. Nell’altro, il giudice conclude che, “benché non pienamente corrispondente a un ‘licenziamento’, era chiaro che il rilevante provvedimento di revoca fosse prodromico all’allontanamento del segretario generale dalle sue funzioni”.
Non è comunque la prima volta che l’ex direttore di Nuovo Viterbo oggi finisce nei guai per diffamazione. Lo stesso giudice Lo Mastro del tribunale di Cassino lo ha condannato nell’aprile 2013 per un articolo diffamatorio nei confronti dell’ex pm Donatella Ferranti: venti giorni di carcere, con la condizionale. Un’altra condanna è arrivata dal tribunale civile di Viterbo lo scorso aprile: anche in questo caso diffamazione, a danno dell’ex segretario provinciale Pd Angelo Allegrini.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY