Viterbo – Trent’anni ad Antonio Matuozzo.
A tanto è stato condannato il 66enne napoletano, ex parrucchiere in pensione, accusato di aver ucciso con cinquanta coltellate la compagna Anna Maria Cultrera, 61enne viterbese.
La donna fu massacrata in casa a Barbarano Romano la notte del 12 ottobre 2013. Fu l’omicida a chiamare i carabinieri.
Matuozzo ha scelto il rito abbreviato. I trent’anni chiesti dal pm Fabrizio Tucci erano il massimo della pena, per le modalità e i benefici del rito alternativo, che consente lo sconto di un terzo sulla condanna.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Marcucci, non ha chiesto l’assoluzione. Puntava su un’attenuazione della pena, chiedendo il riconoscimento della semi-infermità mentale: anche se il perito del tribunale Maurizio Marasco lo ha definito lucido e capace di intendere e di volere, Matuozzo soffre di un disturbo di personalità bipolare.
Inoltre, per il suo legale, Matuozzo soffriva particolarmente lo stress emotivo dovuto al logoramento del rapporto con la compagna.
La sentenza del gup Salvatore Fanti è arrivata alle 12,10. Oltre alla condanna a trenta anni, Matuozzo è stato dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Dovrà versare 100mila euro ai familiari, costituiti parte civile, come provvisionale immediatamente esecutiva: 50mila euro alla figlia della vittima, Liliana, e 25mila euro ciascuno ai fratelli Vincenzo e Silvana Cultrera.
Il risarcimento vero e proprio, però, sarà da stabilire al processo civile.
Soddisfatti i familiari. “Questa sentenza fa giustizia non solo per Anna Maria, ma per tutte le donne vittime di questa inaudita violenza dei loro compagni. Era il massimo che potevamo ottenere”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY