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Omicidio a Sutri - Ricoverato in rianimazione al Gemelli in gravi condizioni - Il sindaco Cianti: "Tutto il paese sotto shock"

L’assassino in prognosi riservata

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Omicidio di Sutri - Il corpo della donna portato via dalla casa e ne riquadro Aslan Agoj

Omicidio di Sutri – Il corpo della donna portato via dalla casa e nel riquadro Agaj Asilan

Omicidio di Sutri - L'intervento dei carabinieri

Omicidio di Sutri – L’intervento dei carabinieri

Omicidio di Sutri – Il capitano del Nucleo investigativo Giovanni Martufi

Omicidio di Sutri – Il capitano del Nucleo investigativo Giovanni Martufi

Omicidio di Sutri - Il comandante provinciale Mauro Conte

Omicidio di Sutri – Il comandante provinciale Mauro Conte

Omicidio di Sutri - L'intervento dei carabinieri - Il corpo della donna potato via dalla casa

Omicidio di Sutri – L’intervento dei carabinieri – Il corpo della donna portato via dalla casa

Omicidio di Sutri - L'intervento dei carabinieri - Il corpo della donna potato via dalla casa

Omicidio di Sutri – L’intervento dei carabinieri – Il corpo della donna portato via dalla casa

Omicidio di Sutri – Il pm Chiara Capezzuto esce dalla casa, con il colonnello Conte e il capitano Martufi

Omicidio di Sutri – Il pm Chiara Capezzuto esce dalla casa, con il colonnello Conte e il capitano Martufi

Omicidio di Sutri - L'appartamento sequestrato

Omicidio di Sutri – L’appartamento sequestrato

Sutri – (s.m.) – Agaj Asilan è in prognosi riservata.

Il 53enne albanese che ha ucciso a coltellate la compagna Brunilda Hoxha è ancora in rianimazione.

I sanitari sono arrivati anche per lui, martedì pomeriggio, nel piccolo appartamento di via Orlando Paladino 16, a Sutri. Lo sono venuti a prendere con l’elicottero: vomitava e perdeva sangue dalla bocca. In più era ferito a un polso, dopo aver cercato di tagliarsi le vene. A pochi passi da lui, la sua convivente giaceva a terra senza vita.

L’ha uccisa con sei coltellate: cinque al ventre e una alla gola. Colpi violentissimi, che le hanno squarciato la pancia e reciso la carotide. Mentre il tentativo di Asilan di farla finita non è andato a buon fine.

Per l’omicidio della donna che lo aveva accolto dentro casa, il 53enne ha usato un grosso coltello da cucina, dalla lama lunga tra i 20 e i 30 centimetri. Subito dopo, ne avrebbe preso un altro più piccolo per tagliarsi un polso. Poi ha bevuto candeggina. Poi ingerito farmaci.

Mentre i carabinieri del nucleo investigativo di Giovanni Martufi setacciavano la scena del delitto, lui veniva portato d’urgenza al Gemelli. I medici gli hanno fatto due endoscopie. Avrebbe riportato ustioni agli organi interni, tra l’esofago e lo stomaco. E’ molto grave, ma non al punto da rischiare la vita. Il pm Chiara Capezzuto aspetta che le sue condizioni migliorino per poterlo ascoltare.

Per ora, è piantonato dai carabinieri. In stato di fermo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà. La sua stanza è sorvegliata giorno e notte.

Non sembra fosse sotto l’effetto di alcun tipo di sostanza, neppure alcolica, quando ha impugnato il coltello contro la donna. 

Scavando nella sua vita, gli investigatori hanno trovato precedenti penali specifici. Cioè per lo stesso reato: nel 2001, Asilan aveva ucciso la moglie a picconate con un “maleppeggio”: un arnese edile a due punte, così chiamato perché nella tradizione popolare si dice che ‘una fa male, l’altra fa peggio’.

Un omicidio efferato di cui c’è traccia nella stampa nazionale: nel 2003 l’Adnkronos lanciò la notizia della condanna in appello di Asilan a 14 anni per omicidio. In primo grado, ne aveva presi 16. In carcere ne ha scontati nove. Secondo l’agenzia di stampa, il matrimonio era in crisi; la donna con cui era stato sposato da vent’anni ricevette colpi sul dorso, sul torace e sul cranio, con una violenza tale da sfondarlo.

Scene da brivido. Come si rabbrividisce al pensiero che un uomo tornato libero da appena quattro anni esca dal carcere e provi l’impulso di uccidere ancora. Cambia l’arma del delitto, ma il copione è lo stesso. Asilan massacra la donna che ha accanto e si costituisce. Omicidio. Carcere. Libertà. E poi ancora omicidio. 

Il 53enne era quasi un fantasma in paese. Lo conoscono in pochissimi. Il legame con quella donna di vent’anni più giovane, sua connazionale e a Sutri da circa un anno, era stato ‘ufficializzato’ da poco. Da un paio di settimane lo si vedeva venire a prendere a scuola i due figli di lei, il bimbo di 7 e la bimba di 12 anni. Lei aveva parlato di quella storia con qualche conoscente. Ma non sembrava turbata: aveva più l’aria di chi intraprende una relazione da troppo poco tempo per sapere cosa aspettarsi.

“L’avevamo aiutata a trovare un alloggio per lei e i bambini – spiega il sindaco di Sutri Guido Cianti -. All’inizio abitavano lontano, sulla Cassia e si spostavano solo a piedi. Con i Servizi sociali eravamo riusciti a trovargli una sistemazione più vicina al centro. Poi si è attivata la catena della solidarietà dei genitori che andavano a scuola con i bambini: le hanno dato una grossa mano per tutto”. 

Proprio il sindaco, ieri pomeriggio, è stato chiamato per il riconoscimento del cadavere. La donna non ha parenti qui. Il figlio maggiore vive in Albania. “Per Sutri è stato un duro colpo – continua Cianti -. Tutto il paese è sotto shock: non era mai successo. E tutti sono in pena per i bambini”. I due fratellini, ora, si trovano in una struttura protetta fuori provincia. Alle 4 di ieri pomeriggio – mezz’ora dopo l’omicidio – gli assistenti sociali sono andati a prenderli a scuola. Una psicologa ha spiegato loro cos’è successo. Hanno reagito bene e sono forti. Forse ancora troppo piccoli per capire quanto è grande il dramma che gli è crollato addosso.


Multimedia:  video –  video2: L’intervento dei carabinieri
fotoracconto  –  slide  –  fotocronaca  –  slide


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13 novembre, 2014

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