Sutri – Agaj Asilan è a Viterbo.
Il 53enne albanese reo confesso dell’omicidio della compagna Brunilda Hoxha è stato trasferito ieri al carcere Mammagialla, dato il miglioramento delle sue condizioni di salute.
Dopo aver massacrato con sei coltellate la 31enne sua connazionale l’11 novembre, Asilan aveva cercato di farla finita. Prima aveva tentato di tagliarsi le vene. Poi ha ingerito farmaci e candeggina. Un mix quasi letale che lo ha fatto finire in prognosi riservata al Gemelli. Ma da qualche giorno è ufficialmente fuori pericolo.
L’interrogatorio non è ancora stato fissato, ma è questione di ore. Se in un primo momento era stato stabilito di svolgerlo per rogatoria al Policlinico, con un gip del tribunale di Roma che avrebbe poi trasmesso il fascicolo a Viterbo, il trasferimento a Mammagialla rimette tutto in questione.
A questo punto, a sentirlo dovrebbe essere il gip Salvatore Fanti, che ha già convalidato l’arresto per omicidio volontario.
Brunilda Hoxha, madre di tre figli di 7, 12 e 14 anni, sarebbe morta intorno alle 15,30 dell’11 novembre, nella casa in cui abitava a Sutri. Asilan, suo ospite e compagno da poche settimane, l’ha accoltellata al ventre e alla gola, lasciandola in un lago di sangue, mentre chiamava il 112 per costituirsi.
I carabinieri del Nucleo investigativo di Viterbo lo hanno trovato che vomitava e perdeva sangue dalla bocca. Non ha fatto in tempo a dare spiegazioni: la candeggina e i farmaci ingeriti stavano già facendo effetto, rendendo necessario un trasporto d’urgenza al Gemelli.
Su Asilan pesa un precedente importante: nel 2001 uccise la moglie a picconate, sfondandole la testa. Subito dopo si era consegnato alla polizia municipale. Era uscito nel 2010 dopo nove anni di carcere.
L’autopsia sulla donna sarà eseguita oggi al cimitero San Lazzaro dal medico legale Giorgio Bolino, incaricato dal pm Chiara Capezzuto.
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