Viterbo – Violenza sessuale sulle figlie di cinque, otto e dieci anni. Davanti al giudice, stavolta, finisce una mamma sui cinquant’anni, sospettata dell’accusa più terribile. Un’accusa che le arriva di riflesso.
Per gli abusi sulle bimbe, sotto la doccia o mentre si vestivano, raccontati agli operatori di una casa famiglia, sono stati condannati il padre e lo zio delle bambine, oggi tutte studentesse, affidate ad altre famiglie.
Gli imputati erano fratelli gemelli: dodici anni di carcere al padre, otto allo zio. Ma era solo il primo grado di giudizio di una dolorosa storia iniziata nel 2006 e mai finita.
Se per i gemelli viterbesi, ci sono ancora le possibilità di appello e Cassazione, per la mamma si è appena conclusa l’udienza preliminare.
Ieri, il gup Franca Marinelli l’ha rinviata a giudizio: da aprile, affronterà un processo con l’accusa di non aver impedito le violenze sulle figlie.
Il perito del tribunale, lo psicologo Capri, ha dichiarato attendibile solo una delle tre sorelline. La denuncia era partita tre anni dopo le violenze: nel 2009 le tre sorelle ricordano che era presente anche la mamma, durante gli abusi sessuali. Il pm Fabrizio Tucci apre un fascicolo. Ad aprile, il processo.
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