Viterbo – Ugo Gigli davanti al tribunale del Riesame.
Il direttore generale dell’Ater di Viterbo, sollevato dall’incarico a fine gennaio, fa ricorso contro il sequestro del suo computer durante l’ultimo sopralluogo della finanza.
La procura ha provato a opporsi: il sequestro non sarebbe propriamente un sequestro, in realtà, ma un’acquisizione di atti, documenti e materiali utili al nuovo filone d’inchiesta contro ignoti per peculato, abuso d’ufficio e falso.
L’udienza è fissata al 3 marzo, quando il pm Renzo Petroselli e gli avvocati di Gigli discuteranno le loro posizioni davanti al Riesame.
All’Ater, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria, coordinati dal colonnello Costagliola, erano tornati la mattina del 19 febbraio.
Per diverse ore hanno setacciato gli uffici. Nel mirino degli investigatori, a quanto pare, sarebbe finito l’ultimo contratto di Gigli, che non risulta attualmente indagato nel nuovo filone d’inchiesta.
Dall’ente di via Garbini, le fiamme gialle della tributaria sarebbero uscite con un voluminoso faldone di atti, più i computer. Tra cui quello di Gigli. Proprio per questo l’ex numero uno dell’Ater ha dato mandato ai suoi legali di adire il tribunale del Riesame che, dal 3 marzo, ha dieci giorni di tempo per decidere se rimettere il computer in mano a Gigli o lasciarlo alla finanza.
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