Viterbo – “Posso dire che hanno detto una coglionata”.
Facchini di santa Rosa – Comune, dopo sei mesi è il momento del confronto. Il sindaco Leonardo Michelini arriva all’assemblea del Sodalizio, insieme all’assessore Giacomo Barelli tenta di ricucire lo strappo dovuto alle dichiarazioni di consiglieri di maggioranza (video).
Ci mette la faccia: “Va apprezzato per questo – dice il presidente Massimo Mecarini – per essere venuto e avere parlato”. Ma le distanze restano e la ferita per il trattamento ricevuto in questi mesi non si rimargina.
“Farò tutto quello che è in mio potere – spiega Michelini – per sanare la situazione. Il consiglio è composto da 32 persone più il sindaco, si dicono sciocchezze.
Oggi sono qui, mi faccio carico di quello che gli altri dicono. Se certe affermazioni le avesse pronunciate un assessore, il giorno dopo gli avrei imposto di chiedere scusa. Perché gli assessori li nomina il sindaco. I consiglieri sono eletti, a volte dicono cose serie e altre, sciocchezze.
Io rappresento la massima autorità e nessuno può sostituirsi a quello che io dico”.
Quindi l’esclusione del clero e del Sodalizio dalla commissione chiamata a valutare la nuova Macchina: scelta imposta dalla legge.
Finito di parlare, Paolo Moneti prova a far fare al sindaco una “sintesi”: “Può dire – chiede Moneti – che i consiglieri sono dei cogl…?”.
Michelini trova la giusta mediazione: “Posso dire che hanno detto una coglionata”.
I facchini non sono convinti e il capo Sandro Rossi esterna un pensiero condiviso: “C’è stata una volontà politica, altrimenti potevano inserire i due rappresentanti comunque, senza diritto di voto e sistemavano tutto”.
Alla fine si va al voto. Sì alle cene in piazza: “Le facciamo solo per la cittadinanza – avverte Massimo Mecarini – a patto che quando presentiamo domanda, quindici giorni e arriva la risposta. Non come lo scorso anno, quando il permesso è arrivato la mattina stessa. Poi loro si metteranno in fila come tutti gli altri”.
Arrivano le nuove cravatte, sono 350, con il logo Unesco, le ha donate La mia camiciaia, ma sono solo per i Facchini.
Il Sodalizio dà il via libera anche alla partecipazione a Expo. “Capiamo che per la città è occasione unica – osserva Mecarini – ma la nostra sarà una presenza istituzionale, alle nostre condizioni. Se non rispettate, ci mettiamo un nanosecondo a fare marcia indietro”.
I facchini ancora una volta all’unanimità danno l’ok anche a strade separate il 3 settembre. “Andremo per conto nostro – osserva Mecarini – non ci sarà l’incontro con le autorità e sfileremo da soli, senza politici attorno.
Al raduno saremo solo noi. Con loro ci vedremo alle 21 direttamente a San Sisto.
Perché anche se andremo a Expo, non siamo ipocriti, la situazione non cambia”.
Insomma, l’impegno del sindaco Michelini è apprezzato, ma non basta. Perché secondo Luca Tola, presidente dell’assemblea, le esternazioni dei consiglieri comunali non erano personali ma politiche. Volute.
“Mi ha fatto male sentire un capogruppo di partito di San Martino al Cimino – dice Tola riferendosi a Francesco Serra – dire certe cose, non sa nemmeno cos’è la Macchina”.
Da queste parti hanno la memoria lunga. “Ci hanno pure detto a chiare lettere – incalza Mecarini – che i facchini sono incompetenti a giudicare la Macchina”. Poi però: “Il 3 settembre noi la portiamo – osserva Paolo Moneti – e voi vi fate belli”.
In diversi dalla sala prendono la parola. Sono tutti d’un sentimento. Amarezza per il trattamento ricevuto.
“L’ultima uscita improvvida – spiega Mecarini – l’ha fatta un giovane consigliere di maggioranza, dicendo che se non la smettevamo, ci avrebbero tolto la chiesa della Pace e la sede del Sodalizio. Lo ha detto Scorsi.
Una sede nuova l’abbiamo trovata e la chiesa non è nelle disponibilità dell’amministrazione. Ma il punto è che dopo le esternazioni in consiglio comunale, hanno continuato.
Tante cose non si possono cancellare. Parliamo di gente che rappresenta il comune. Non ho visto dissociarsi nessuno, ora sono passati sei mesi. Non so quanto serva.
Finché serviamo a dare lustro va bene, siamo quelli belli e forti, il motore che porta avanti la tradizione. Poi quando c’è da decidere qualcosa siamo totalmente messi da parte”.
Anche don Alfredo, pur sapendo quanto il sindaco sia sincero, deve convenire: “Sarebbe bastata una lettera di scuse.
L’augurio è che si ritrovi armonia, questa situazione è un dolore per la città”.
Durante l’assemblea stabilite le date per le prove di portata, il 25, 26 e 27 giugno e soprattutto i facchini hanno voluto ricordare e rendere ancora omaggio al presidentissimo Nello Celestini, scomparso poco tempo fa. Nelle parole del capofacchino Sandro Rossi, nel racconto di Massimo Mecarini e nei ricordi del figlio Lorenzo, che ha chiesto d’intitolare al padre il Sodalizio.
“Era ed è un grande uomo – dice il presidente Mecarini – e il suo nome comparirà accanto al Sodalizio e gli dedicheremo il trasporto 2015”.
Un personaggio unico.
“Come lui – ricorda Sandro Rossi – non ce ne sono più”.
Qualcosa di simile l’aveva detto pure Nello Celestini: “Mi ricordo una volta – dice il figlio Lorenzo – quando a un incontro un facchino rivolgendosi a mio padre gli disse d’essere come lui.
La risposta è stata pronta: se c’è un altro come me è truccato.
Ero abituato a prendere la parola sempre dopo di lui in diverse occasioni, prima del trasporto, ai pranzi sociali o in assemblee come stasera.
Mi ha sempre preceduto e pure stavolta. Si è parlato prima di lui”.
Giuseppe Ferlicca
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