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Nepi - Operazione barbarie - I medici legali dovranno dire se hanno trovato tracce di maltrattamenti sugli anziani ospiti della struttura

Riesumate le salme degli anziani, periti in aula a maggio

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Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Nepi – Ancora un rinvio.

Slitta a fine maggio l’incidente probatorio sugli anziani maltrattati nella casa di riposo di Nepi.

I medici legali che hanno riesumato le salme degli ottuagenari ospitati nella struttura dovranno dire se, sui loro corpi, hanno trovato segni evidenti di percosse e lesioni. La perizia è stata depositata pochi giorni fa. Troppo pochi per discuterla ieri, in aula. 

L’accertamento era stato chiesto dalla difesa della due donne arrestate, Michelina Miseria, titolare della “Serena Senectus”, e la figlia Rosalia Ceci.

E’ già passato quasi un anno e mezzo dall’operazione dei Nas che fece scattare le manette ai polsi di madre e figlia. La chiamarono “operazione Barbarie”, come la barbarie trovata dai carabinieri nelle intercettazioni ambientali: i filmati mostravano gli anziani legati mani e piedi durante i pasti, per impedire loro di muoversi. Le arrestate si rivolgevano ai vecchietti ricoprendoli di insulti: “Ma che cazzo fai, ma sei deficiente?”, “Te possa pijà un colpo!”, “E’ Gesù Cristo che te fa campa’, se te facesse morì…”. E ancora: “Tu non hai finito de dormì?”, si sente dire da un’operatrice un anziano che si era accasciato durante il pranzo.

Difficilmente i periti potranno dire di aver trovato tracce evidenti di maltrattamenti. Le salme degli anziani sono state riesumate nell’estate 2014, quando gli ospiti della casa di riposo erano morti già da almeno due mesi e dai maltrattamenti contestati era passato più di un anno. 

Lo stesso tipo di accertamento medico legale, riesumando le salme degli anziani, è stato bocciato dal tribunale in un caso analogo: quello dell’abbandono di incapaci alla casa di riposo di Gradoli “Il Fiordaliso”. Anche qui, erano state le difese a chiedere di riesumare i cadaveri dei 13 anziani. Richiesta respinta proprio per il troppo tempo trascorso, ma in quel caso le vittime dei presunti maltrattamenti sono morte più di cinque anni fa.


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28 aprile, 2015

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