Viterbo – “Non ci sono i presupposti, non ho firmato e non ho intenzione di farlo”.
Crisi in comune, il giorno dopo l’annuncio a sorpresa del sindaco Michelini, con cui ha varato la nuova giunta a sette, il clima è tutt’altro che disteso e i problemi nel centrosinistra lontani dall’essere risolti.
Tanto che l’unica nuova (designata) assessora, Alessandra Troncarelli (Pd), insoddisfatta per come si vorrebbe chiudere la verifica, al momento non intende firmare l’accettazione delle deleghe, fra cui quella ai Servizi sociali.
Sostenuta da un gruppo di nove consiglieri, sette Pd e due Oltre le mura.
Ma la proposta del sindaco era prendere o lasciare. Altrimenti si dimette. C’è il rischio che si arrivi alle estreme conseguenze.
Come mai non intende firmare l’accettazione delle deleghe e quindi di fatto entrare in giunta?
“Non ci sono presupposti. Io e gli altri consiglieri del gruppo non lo facciamo per un capriccio. Ci descrivono come dissidenti. Non è così. Le nostre lamentele sono fondate, quest’amministrazione non va, l’esecutivo non funziona, i consiglieri non sono considerati minimamente da chi è in giunta”.
Cosa chiedete a Michelini?
“Un netto cambio di rotta. Noi avevamo proposto una giunta a otto per incidere nell’attività. Non c’è condivisione politica, volevamo dare un contributo maggiore e ingranare una marcia diversa. A noi consiglieri ci sono sempre proposte pratiche delle quali non sappiamo il più delle volte, nulla. Non ci sta bene”.
Michelini però nel presentare la nuova squadra è stato chiaro. O così o si dimette.
“Il sindaco, invece d’imporre decisioni come ieri, minacciando di dimettersi, dovrebbe ascoltare i problemi dei consiglieri, fare una sintesi, condividere un percorso. Non è accettabile imporre il prendere o lasciare”.
Quindi lei non firma?
Io personalmente non ho intenzione di firmare se le cose restano cosi. La posizione della giunta a sette non prende in esame nulla di quello che abbiamo chiesto. Non credo che il primo cittadino se la possa cavare con un contentino. Non si tratta di ottenere un posto, non è a quello che miriamo. Se fosse stato così, avrei già accettato da giorni. A noi interessa il buon andamento amministrativo. C’è un gruppo di nove consiglieri, fra Pd e Oltre le mura che non hanno punti di riferimento in giunta. C’è una mancanza da parte dell’organo esecutivo, pesante. I consiglieri sono utilizzati solo per votare. Noi vogliamo partecipazione e condivisione sui punti programmatici”.
Michelini minaccia di dimettersi, non teme che con questo scenario l’amministrazione comunale alla fine possa cadere?
“Io mi auguro che si trovi una soluzione, ma mi sembra che sia proprio il sindaco a non volerla trovare. Ieri in consiglio nessuno sapeva che avrebbe proclamato in diretta la nuova giunta. Sarebbe stato bene che prima radunasse la sua maggioranza, informando sulla sua decisione”.
La cronaca del consiglio comunale restituisce una maggioranza spaccata. A prescindere dalla nuova giunta. Si va in ordine sparso.
“E’ vero. C’è chi vota contro, le posizioni sono diverse. Perché una soluzione il sindaco nei fatti non l’ha trovata. E forse non riesce a trovarla. Per questo ha deciso d’imporre una sua decisione senza dire nulla. Proclamando direttamente la giunta. Ma prima ci sono problemi da risolvere, senza avere fretta”.
Quindi come se ne esce?
“Per me è una questione di dignità personale. Con gli altri sentiamo che ci hanno mancato di rispetto a livello politico e ripeto, anche personale. Comunque non mi pare che il problema esista solo nel gruppo dei nove consiglieri. C’è un senso di malessere diffuso, un dissenso all’interno dell’amministrazione”.
Ieri De Alexandris ha rimesso il mandato al consiglio comunale e oggi si è dimessa. Avete chiesto la presidenza del consiglio per il Pd?
“Ci tengo a precisarlo, non abbiamo mai chiesto la testa di Maria Rita De Alexandris, anche se qualcuno tenta di farla passare così. Assolutamente non lo abbiamo chiesto. Forse il sindaco vuole sistemare così la situazione di Viva Viterbo. Avendo due posizioni, presidenza e un assessorato, sono sovra rappresentati. Altri fra i civici potrebbero avere da ridire. Quindi, dovendo scegliere fra la presidente De Alexandris e l’assessore Barelli, si vuole sacrificare l’elemento più debole. Troppo facile”.
Si è parlato spesso dei suoi rapporti non proprio idilliaci con l’assessora Ciambella, area Fioroni. Come stanno le cose?
“L’assessora Ciambella sta facendo un buon lavoro. Però è uno degli assessori che non condivide praticamente nulla con gli consiglieri. A parte il bilancio, perché è inevitabile. Per il resto va avanti per la sua strada”.
A proposito di bilancio, c’è da approvare quello di previsione entro luglio. Con la crisi si mette male?
“Io auspico che si possa risolvere questa situazione, altrimenti è evidente che ci rivedremo in sede di bilancio. Ma non credo che sia possibile andare avanti così fino a quel momento, una soluzione va trovata prima. In mancanza di una via d’uscita non credo che ci sia altro da fare. Non si può andare avanti a tutti i costi quando non ci sono i presupposti all’interno della maggioranza, con il sindaco a farsi da garante e con una condivisione vera del progetto che s’intende portare avanti”.
Giuseppe Ferlicca
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