Viterbo – “Heroin in the street”. L’hanno chiamata così l’operazione che ha stroncato un traffico di eroina in città. Talmente intenso da accertare quaranta episodi di spaccio in meno di due mesi (video –fotocronaca – slide).
Gestore del traffico, M.T., 47enne viterbese già noto alla polizia e in carcere da stamattina, dopo l’operazione della squadra mobile. Con lui è finito in arresto per detenzione ai fini di spaccio di droga il suo complice M.M., ai domiciliari, e con l’obbligo di firma la sorella del 47enne, con le sue stesse iniziali (M.T.).
L’indagine parte a primavera. La squadra mobile di Fabio Zampaglione nota alcune intossicazioni sospette, tra consumatori di droga conclamati costretti a ricorrere al Narc: una puntura al cuore capace di bloccare l’overdose, se il paziente è preso in tempo. Non solo. Tra il primo e il 2 aprile 2015 muore Marco Zena, 48enne: gli agenti lo trovano senza vita in una rimessa per gli attrezzi al quartiere Pilastro. Capiscono subito che il decesso è probabilmente dovuto a un’iniezione letale di eroina.
Dalla cornice iniziale, il quadro che scoprono è dettagliato: “Organizzatore dello spaccio di eroina in città è M.T. – spiega Zampaglione -. Complici il suo più stretto collaboratore M.M. e la sorella. La droga viene comprata a Perugia, ma M.T. non si reca mai di persona a comprarla: manda i suoi corrieri, tra cui M.M. e altri. Cinque persone sono state indagate a piede libero”.
Tra appostamenti e intercettazioni, a maggio la polizia ferma M.M. e un suo conoscente, di ritorno da Perugia con un carico di stupefacenti. I due vengono arrestati dopo un rocambolesco inseguimento sulla superstrada, dove i poliziotti li avevano aspettati bloccando tutte le uscite. Intanto, per M.T., scattano i domiciliari durante altri controlli. Poco importa: “Dai domiciliari ha continuato a gestire lo spaccio di eroina ancor più tenacemente – continua Zampaglione -. La partecipazione della sorella al business è confermata dall’impiego della sua macchina per le trasferte a Perugia, come anche dal fatto che, nelle intercettazioni, M.T. la rimprovera per aver sbagliato il quantitativo di droga da inserire nelle dosi”.
Il costo di un grammo di eroina variava dai 30 ai 50 euro, per un giro d’affari – ancora non quantificato precisamente -compreso tra le 1500 e le 3000 euro. La polizia ha sequestrato 50 grammi di eroina e accertato 40 episodi di spaccio. Ma è possibile che il business fruttasse ancora di più.
La morte di Marco Zena è stata il motore delle indagini che, al momento, proseguono per capire se agli indagati – o almeno ad alcuni di loro – possa essere ascritta la diretta responsabilità del decesso del 48enne. In breve: resta da chiarire se gli indagati siano anche gli stessi spacciatori che hanno venduto l’eroina letale alla vittima.
Tutti e tre erano già noti alle forze dell’ordine, M.T. ed M.M. per droga, mentre la donna aveva avuto solo vecchie segnalazioni per piccoli reati, non riguardanti gli stupefacenti.
Le misure cautelari, richieste dal pm Stefano D’Arma, sono state emesse dal gip del tribunale di Viterbo Francesco Rigato.
Il blitz all’alba ha visto impegnati 50 uomini. Diciotto le perquisizioni eseguite dagli agenti.
Un’operazione che denota il ritorno in voga dell’eroina, sicuramente più economica della cocaina. Ma con gli stessi effetti letali.
Stefania Moretti
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