Castiglione in Teverina – Sarà processo subito per il carabiniere arrestato per violenza sessuale su un 20enne.
Per G.O., brigadiere alla caserma di Castiglione in Teverina, la prima udienza è fissata a dicembre.
Così ha voluto il pm Franco Pacifici, titolare delle indagini sugli abusi sessuali denunciati da un giovane, che punta il dito contro il brigadiere. Il magistrato ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato: un processo dalla straordinaria velocità perché senza udienza preliminare. Strategia che l’accusa utilizza quando l’indagato è ancora agli arresti o le prove sono schiaccianti.
In questo caso, il brigadiere è recluso in casa da agosto. Il tribunale del Riesame non ha voluto saperne di revocare i domiciliari.
Gli abusi, secondo le indagini, sarebbero stati commessi su un ragazzo poco più che ventenne, che ha sporto denuncia per fatti iniziati nel 2011. Ai carabinieri ha raccontato di una valanga di sms e telefonate per ottenere incontri intimi. Ma anche convocazioni in caserma con pretesti di ogni tipo e al di fuori da qualunque motivazione ufficiale o di servizio. Da qui, l’accusa di abuso d’ufficio per avere, secondo gli inquirenti, approfittato del suo ruolo di militare dell’Arma per incutere timore nel giovane e poi quella di stalking vista la frequenza e l’ossessività dei contatti.
Quattro anni di violenze, secondo gli investigatori, avvenute anche dentro le camerate della caserma di Castiglione, dove G.O. prestava servizio.
All’interrogatorio di garanzia, rispondendo alle domande del gip, il brigadiere aveva respinto ogni addebito. Soprattutto quello di violenza sessuale.
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