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Viterbo - Tesori di palazzo Spreca staccati e rivenduti - In aula l'ispettore Felice Orlandini

“14 affreschi a 10mila euro”

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Felice Orlandini

Felice Orlandini

Le virtù di Palazzo Spreca

Le virtù di Palazzo Spreca

Le virtù di Palazzo Spreca

Le virtù di Palazzo Spreca

Le virtù di Palazzo Spreca

Le virtù di Palazzo Spreca

Viterbo – Affreschi staccati e rivenduti, in aula il primo testimone.

E’ stato ascoltato ieri mattina Felice Orlandini, l’ispettore di polizia giudiziaria che nel 2012 si occupò degli affreschi strappati da palazzo Spreca e poi rivenduti.

I tesori di palazzo Spreca: fotocronaca1slidefotocronaca2slide

A processo sono finiti un antiquario umbro e il proprietario dell’edificio da cui vennero sottratte 14 virtù profane. Le opere, di fine Quattrocento, sarebbero state staccate, vendute ed esposte alla Biennale internazionale di antiquariato di Roma nel 2012, a palazzo Venezia.

Ieri davanti al giudice Giacomo Autizi, Orlandini ha risposto alle domande del pm e del procuratore capo Paolo Auriemma e dei difensori dei due imputati finiti alla sbarra,a vario titolo, per danneggiamento, ricettazione e violazione delle norme sul patrimonio artistico. L’accusa, in pratica, è quella di aver venduto un bene inalienabile perché vincolato.

L’ispettore ha ripercorso tutta la fase d’indagine, partendo dalla denuncia del professor Enzo Bentivoglio. Fu lui ad accorgersi dell’anomalia. Molti dei suoi libri sono dedicati al patrimonio artistico viterbese e il suo occhio esperto riconobbe subito uno degli affreschi: lo ricordava sulle mura dell’antico palazzo nel centro storico.

Le indagini partono proprio da questa segnalazione. “Nell’ottobre del 2011 – spiega Orlandini – facemmo il primo sopralluogo. In una piccola sala dell’immobile si notava la mancanza di alcuni affreschi: le cornici erano rimaste, ma delle opere neppure l’ombra”.

Le 14 virtù profane furono recuperate a Spoleto, nello studio di un antiquario finito prima nel registro degli indagati e poi a processo. “Aveva dieci affreschi conservati in altrettanti cassettoni – continua Orlandini -. Gli altri quattro li aveva dati a un amico. Ma non solo. Nel suo giardino trovammo anche un’edicola lavabo, sempre sottratta da palazzo Spreca. Secondo l’antiquario, le 14 virtù gli vennero vendute a 10mila euro”.

Dello strappo degli affreschi si è occupata fin dalla prima ora la task force di investigatori incaricata dall’ex procuratore capo Alberto Pazienti e specializzata nella tutela del patrimonio artistico: oltre all’ispettore Orlandini, anche il luogotenente della finanza Sandro Calista.

A novembre la prossima udienza, quando verranno ascoltati sei dei ventinove testimoni della pubblica accusa. Quello dei tesori di palazzo Spreca è un processo che non si preannuncia breve. Con lo spettro della prescrizione.


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8 luglio, 2016

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