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Viterbo - In occasione della seconda serata della manifestazione

EstasiArci ricorda Nadia Benedetti

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EstasiArci

EstasiArci

Viterbo – Arci Viterbo e Arci Solidarietà Viterbo Onlus presentano la seconda serata di Estasiarci.

Dopo la giornata inaugurale con lo spettacolo di danze popolari israelo-palestinese a cura di Jesce Sole torna a piazza Unità d’Italia la manifestazione nata per celebrare la Giornata mondiale del rifugiato.

In programma l’esibizione di Stregoni, il progetto di Jhonny Mox e Above The Tree, e quella di Dj Khalab aka Raffaele Costantino che sveste i panni del conduttore radiofonico di Radio2. A partire dalle 21, ingresso gratuito. Nel pomeriggio invece un’iniziativa di disegno collettivo sui temi dei percorsi migratori dall’Africa all’Italia. Sempre a piazza Unità d’Italia, ma alle 17.30.

Durante la serata saranno ricordate Nadia Benedetti e Emmanuel Chidi Namdi. La prima, vittima del fondamentalismo islamico a Dhaka in Bangladesh, il secondo del razzismo e dell’intolleranza a Fermo.

Stregoni
Un vero e proprio laboratorio musicale dal vivo, che attraverso una serie di concerti-workshop organizzati sia nei centri profughi che nei club, cerca di raccontare quello che accade ogni giorno non in mare, non ai confini del deserto, ma nelle nostre città. 
Partendo dalle musiche ascoltate dai migranti e custodite nei loro smartphone, Johnny Mox e Above The Tree realizzano dei loop in tempo reale che costituiscono un punto di partenza, un frammento sonoro da cui creare composizioni originali. Sul palco assieme a Mox e Above the Tree ci saranno di volta in volta musicisti di ogni estrazione e provenienza in un vero e proprio laboratorio-live di Stregoneria.

Dj Khalab
I beat di dj Khalab seguono un sentiero immaginario che porta all’Africa del futuro: produzioni che esplorano la tradizione della musica panafricanista e al tempo stesso la sperimentazione elettronica più contemporanea. Un viaggio continuo di andata e ritorno dalle tribù alla psiche, dal deserto alle astronavi, dalla giungla ai grattacieli.


Programma

Anteprime
-3 Luglio ore 6 \ Cortile del Palazzo dei Priori: Concerto all’alba. Rosa fresca e aulentissima
-6 Luglio ore 19 \ Circolo Arci Il Cosmonauta: Il conciorto

Tre giorni Estasiarci a piazza Unità d’Italia
7 luglio ore 21 \ Piazza Unità d’Italia: Terre: La palma e l’ulivo
8 luglio ore 21 \ Piazza Unità d’Italia: Stregoni (Johnny Mox & Above the tree)
8 luglio a seguire \ Dj Khalab
9 luglio ore 21 \ Niagara
9 luglio a seguire \ Soviet soviet

Programma dettagliato
Anteprime
3 Luglio
Cortile del Palazzo dei Priori
Concerto all’alba. Rosa fresca e aulentissima
Meister J. S. Bach e Monsieur A. Sax
Musiche e strumenti a confronto
Pierpaolo Iacopini, Sassofono

6 Luglio
Circolo Arci Il Cosmonauta, Via dei giardini, 11 19.00
Il conciorto
Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone (Banda Osiris)
Ingresso riservato ai soci
L’orto è il luogo dove la parola è come un seme. Che poi getta foglioline che sono note. Che poi diventano piante in forma di canzone. Qui dunque crescono canzoni pop, rock e moderne che raccontano i vissuti di melanzane, peperoni e zucchine, e parlano degli stati d’animo dell’orticoltore, oltre a narrare le storie di orti di personaggi famosi. Le verdure in scena suonano, cantano, si raccontano attraverso la tecnologia di OTOTO (da Arduino). Bagini e Carlone accompagnano melanzane, carote, zucchine, cetrioli dolci, con flauti traversi, sax e chitarre per dare vita a un concerto sostenibile, un vero “live in the garden”.
https://ilconciorto.bandcamp.com/
Tre giorni in piazza Unità d’Italia, tutti a ingresso libero

7 luglio
Piazza Unità d’Italia
ore 21.00
Terre: La palma e l’ulivo
Spettacolo di danze popolari israelo-palestinese a cura di Jesce Sole
In uno spazio geografico comune a più culture, nel cuore del Mediterraneo, c’è una terra ricca di piante che forniscono da sempre la base del nutrimento per i popoli di questo bacino, come l’olio e i datteri: la palma e l’ulivo. Le danze tradizionali sono, nel nostro spettacolo, il filo conduttore che percorre le varie culture di provenienza di questa terra antica, arabo-israeliana. All’interno del patrimonio coreutico israeliano, grandissima è l’influenza, in molte danze, dei caratteri palestinesi o di altre culture limitrofe. Si tratta in genere di danze guerriere, maschili, a cerchio aperto: le “debka”, fiere e assertive. Le danze israeliane di cultura ebraica prendono invece spunto dai versetti della Bibbia; sono meditative, o, al contrario, rappresentano un invito a superare tutte le traversìe della storia di un popolo: un autentico inno alla vita. Brani della Bibbia si intrecciano quindi a letture da “ Le mille e una notte” in un universo mitico, fuori dal tempo, ma anche, proprie del nostro tempo, pagine che esprimono il senso della riappropriazione di un territorio mai avuto e la confusione disperata per uno spazio sempre più angusto e minacciato, dove la stessa aria, la stessa acqua, la stessa zolla non rimandano più ad un’idea di condivisione. Danze e musiche tradizionali come patrimonio comune, e, come la palma e l’ulivo, simboli universali di pace.
8 luglio
Piazza Unità d’Italia
Ore 21.00
Stregoni (Johnny Mox & Above the tree)
(tribal / psychedelic)
Quanto conosciamo delle storie e della musica che arrivano nelle nostre città attraverso i migranti? 
Stregoni è il tentativo di comprendere attraverso il linguaggio sonoro quello che sta accadendo dentro e fuori dai confini di un continente segnato dalla più grande crisi politica dalla nascita dell’Unione.
Un vero e proprio laboratorio musicale dal vivo, che attraverso una serie di concerti-workshop organizzati sia nei centri profughi che nei club, cerca di raccontare quello che accade ogni giorno non in mare, non ai confini del deserto, ma nelle nostre città. 
Partendo dalle musiche ascoltate dai migranti e custodite nei loro smartphone, Johnny Mox e Above The Tree realizzano dei loop in tempo reale che costituiscono un punto di partenza, un frammento sonoro da cui creare composizioni originali. 
I cellulari rappresentano il principale oggetto narrativo del progetto Stregoni e di questi viaggi di nomadismo digitale. Senza uno smartphone arrivare in Europa è impossibile.
Da quei suoni comincia il viaggio di Stregoni. Una colonna sonora che vuole raccogliere tutte le voci e le musiche di chi si sposta a fatica lungo i confini del Vecchio Contintente. 
Electro-tribalismo, hip hop, psichedelia, afro e gospel si fondono con la musica che risuona nella cuffie dei migranti respinti alla frontiera.
Sul palco assieme a Mox e Above the Tree ci saranno di volta in volta musicisti di ogni estrazione e provenienza in un vero e proprio laboratorio-live di Stregoneria.
L’obiettivo finale del progetto Stregoni è quello di ripercorrere la strada dei migranti da Lampedusa a Stoccolma in un lungo viaggio verso nord realizzando un documentario che possa raccontare un’Europa diversa da quella che chiude le frontiere e che fino ad ora si è mostrata incapace di dare una risposta politica forte a questa emergenza umanitaria mondiale.

Dj Khalab
(Afro future beat shake)
I beat di dj Khalab seguono un sentiero immaginario che porta all’Africa del futuro: produzioni che esplorano la tradizione della musica panafricanista e al tempo stesso la sperimentazione elettronica più contemporanea. Un viaggio continuo di andata e ritorno dalle tribù alla psiche, dal deserto alle astronavi, dalla giungla ai grattacieli. Di recente è entrato a far parte del roster di Black Acre Records, etichetta di Londra molto seguita dai più attenti e consapevoli dj, produttori e radiofonici internazionali, molto attenta alle diverse declinazioni della musica africana in chiave elettronica e sperimentale, per la quale ha già pubblicato sia un singolo – “Walkiana”, all’interno di Adaptations EP – sia “Elon Mentana”, traccia in collaborazione con Clap! Clap!. Il primo EP di Khalab uscirà in estate. Nel frattempo Khalab continua ad interagire con artisti legati alla tradizione. Da Baba Sissoko – polistrumentista griot tra i più celebri musicisti d’Africa – a Kenny Wollesen, batterista newyorkese universalmente riconosciuto per aver collaborato con artisti del calibro di Tom Waits, John Zorn.
https://djkhalab.bandcamp.com/
9 luglio
Piazza Unità d’Italia
Ore 21.00
Niagara
(electronic / psychedelic)
Se i loro ultimi lavori sono stati accolti positivamente dalla stampa italiana ed internazionale (Noisey, NPR, XLR8R, NOWNESS, Consequence of Sound, Fact, BBC, Redbull, Thump, The Creators Project, Clash, Rolling Stone) ed i loro live hanno sempre conquistato il pubblico e gli addetti ai lavori, il nuovo album – uscito il 29 aprile 2016 – sta facendo tremare ancora una volta l’asticella del made in Italy di qualità. Dopo aver dato un assaggio del nuovo live con un breve tour in compagnia dei Battles, il duo torinese – che dal vivo diventa trio, con l’aggiunta di Paolo Scapazzoni alla batteria – è già in viaggio per un tour in collaborazione con Radar Concerti. Tra i tanti palchi di assoluto prestigio su cui salirà la band, anche quello dell’Ypsigrock. Già assieme in progetti come N.A.M.B. e Gemini Excerpt, il progetto Niagara – formato da Davide Tomat e Gabriele Ottino – non si limita ad esplorare i confini della musica elettronica, ma amplia il concetto stesso di produzione musicale coinvolgendo varie forme d’arte visiva, sia in studio, con una cura maniacale dell’artwork e dei videoclip, sia dal vivo, con visuals psichedelici e l’uso di nuove tecnologie segretissime.
http://www.niagaraniagara.it/
Soviet Soviet
(postpunk)
Il progetto Soviet Soviet nasce sulla costa adriatica di Pesaro nel 2008, ed è formato da Alessandro Costantini (chitarrista), Andrea Giometti (voce/basso) e Alessandro Ferri (batteria). In attesa del nuovo album di prossima uscita, lo scorso inverno i Soviet Soviet hanno pubblicato le ristampa delle loro prime due fatiche in studio, l’EP Summer, Jesus (Tannen Records, 2011) e Nice (Tannen Records, 2011), e per festeggiare hanno portato in giro per l’Europa il loro Nice – Summer, Jesus Tour. Dopo aver calcato i palchi di Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Austria, Croazia, Portogallo ed Italia, il trio pesarese continua a percorrere la nostra Penisola con una nuova serie di date estive, tra cui le performance in apertura a Foals, Black Mountain e Diaframma. Post-punk potrebbe essere un facile aggettivo da attribuire al genere dei Soviet Soviet, ma la band cerca di incanalarsi anche verso orizzonti come la coldwave e l’art-punk, sfuggendo alle definizioni più stringenti per cercare di creare un sound fresco e al contempo ricercato.
https://sovietsoviet.bandcamp.com/


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7 luglio, 2016

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