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Evasione milionaria - Imprenditori a processo - Più la confisca di 5milioni di euro di beni - Un anno e mezzo per un loro dipendente che si è difeso in aula

Il pm chiede 2 anni e 3 mesi per i Sacconi

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Alessio Sacconi

Alessio Sacconi

 

Fabio Galanti

Fabio Galanti

Viterbo – Due anni e tre mesi ai Sacconi. Un anno e mezzo a Fabio Galanti. Più la confisca di 5milioni di euro di beni. Si è conclusa così la requisitoria del pm Fabrizio Tucci, nel processo per evasione fiscale agli imprenditori viterbesi e a un loro dipendente.

Alla sbarra c’è quasi un’intera famiglia: Mauro Sacconi, i figli Alessio e Simone e uno dei loro dipendenti, Fabio Galanti.

L’impero dei Sacconi, imprenditori molto noti a Viterbo, finisce sotto la lente della finanza nel 2008. L’indagine inizia da una verifica fiscale sulla società Ecoedil. Secondo gli investigatori, ricevuto il verbale delle fiamme gialle, i Sacconi iniziano a ‘svuotare’ la Ecoedil, trasferendo da una società all’altra immobili, soldi e, infine, cedendo il ramo d’azienda.

Movimenti che i finanzieri ricostruiscono andando a ritroso, quando i colleghi di Grosseto gli segnalano che una certa società Ecoedil ha sede in un indirizzo inesistente e risulta evasore. “Un’errore – si è difeso ieri in aula Galanti -. L’assemblea dei soci invece che indicare Manciano, in provincia di Grosseto, ha indicato solo il capoluogo. Ma, ripeto, si è trattato di un errore”.

Sulla società si accendono anche i riflettori dell’Agenzia delle entrate, secondo la quale lo ‘svuotamento’ della Ecoedil era “un chiaro tentativo di sottrarsi al pagamento delle imposte relative agli avvisi di accertamento”. Secondo la difesa, avvocato Franco Taurchini, i trasferimenti non sarebbero stati sufficienti, in se, per evadere le imposte: “I beni sono stati venduti da una società all’altra, sempre del gruppo Sacconi. Erano operazioni tra parenti: gli oneri fiscali che gravano su chi compra li eredita chi vende”.

Parte civile l’Agenzia delle entrate, rappresentata dall’avvocato Samuele De Santis. Davanti al giudice Silvia Mattei, ha chiesto una provvisionale di un milione 161mila euro.

Il pubblico ministero, invece, al termine della requisitoria ha chiesto due anni e tre mesi di reclusione per Mauro Sacconi e i figli Alessio e Simone, e un anno e mezzo per Fabio Galanti. Più la confisca di 5milioni di euro di beni.

Tra poco più di due settimane la decisione del giudice, dopo l’arringa del difensore.


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14 gennaio, 2017

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