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Corte d'appello - In primo grado erano stati condannati a un anno e 8 mesi per lesioni - Sono i tre ventenni arrestati all’alba del 29 novembre 2009 dopo avere investito due trentenni in viale Trieste

Processati per tentato omicido, finisce con mille euro di multa

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Un'aula del tribunale

Un’aula del tribunale

Viterbo – Accusati di tentato omicidio, se la cavano con una multa di mille euro. Dal processo per tentato omicidio alla condanna a un anno e otto mesi per lesioni in primo grado, a una semplice multa di mille euro in secondo grado. E’ finita così, ieri davanti alla corte d’appello di Roma, la controversa vicenda dell’investimento di due trentenni su viale Trieste, prima del passaggio a livello, all’incrocio con la Teverina. 

Tre gli imputati, all’epoca poco più che ventenni, che hanno oggi 27, 29 e 30 anni. Furono arrestati all’alba del 29 novembre 2009 quando – secondo l’accusa – alticci dopo una notte brava in discoteca, prima fecero a botte con una coppia di trentenni davanti a Baldini pizza notte, sulla Teverina, poi li investirono dandosi alla fuga mentre attraversavano viale Trieste, davanti al bar del passaggio a livello. Difesi dagli avvocati Silvia Delfino, Riccardo Micci e Franco Taurchini furono accusati a vario titolo di tentato omicidio, lesioni, danneggiamento, guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso. 

Per il tribunale di Viterbo non fu tentato omicidio, fu un investimento. Il 19 ottobre 2015 si sono salvati da una condanna a 5 anni e mezzo per tentato omicidio chiesta dal pm Massimiliano Siddi. Assolti dall’accusa di tentato omicidio, furono comunque condannati a un anno e 8 mesi per lesioni, nonché al risarcimento di 10mila euro all’unica vittima parte civile nel processo. L’altro giovane, invece, a un certo punto del processo, ha rimesso la querela e ritirato la costituzione di parte civile.

E’ stato uno dei processi più lunghi e controversi degli ultimi anni davanti al collegio, che in extremis ha voluto riascoltare i due trentenni, per sapere se avessero più subito minacce o intimidazioni. Un’aggressione a sfondo politico, si disse, visti anche i precedenti di due imputati, entrati in azione incappucciati, vicini agli ultras e coinvolti in risse tra opposte tifoserie. Ma in aula non è emerso. Il pm, indicando il movente nel “nulla”, parlò di “branco latente” e violenza gratuita: “Si sono appostati, sono partiti sgommando, sono andati contromano per colpire il bersaglio e scappati nel buio- disse – non facciamo che siccome non c’è scappato il morto…”.

“Partiti dal tentato omicidio, siamo arrivati a una multa. E’ stato solo un incidente. E se i tre imputati fossero finiti dal principio davanti al giudice di pace per il solo reato di lesioni sarebbero stati condannati a una semplice multa. Nei loro confronti c’è stata disparità di trattamento, lo abbiamo spiegato ai giudici della corte d’appello, che ci hanno dato ragione, cancellando l’ingiusta condanna a un anno e otto mesi e infliggendo loro una semplice multa di mille euro”, il commento dell’avvocato Franco Taurchini.


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24 febbraio, 2017

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