Viterbo – “Le hanno portate via. Mamma e figlia sono qui, in una stazione dei carabinieri. L’ambulanza è per la madre”. Lo scrive su Facebook Patrizia Cadau, consigliera comunale M5s di Oristano. Il riferimento è alla vicenda della bambina di due anni e mezzo contesa dalla mamma che vive in Sardegna e il padre che risiede a Viterbo.
Questa mattina Cadau, che insieme a decine di persone era fuori casa della donna, aveva fatto sapere: “Sono riuscita a parlare con lei tramite cellulare. Le autorità sono intenzionate a portare via la bambina. È barricata in camera sua, con la figlia. Fuori dalla sua porta ci sono otto agenti, tra cui alcuni in divisa. Vogliono portare via la piccola separandola dalla madre e impedendo che lei possa accompagnarla. È riuscita a contattarmi attraverso il telefono della sorella, che è con lei. Mi ha detto che le è impedito mettersi in contatto con chiunque e al momento, dato il forte stato di stress e violenza cui è sottoposta, viste le circostanze, ha necessità di un medico. Qui fuori ci sono otto volanti della forze dell’ordine, con gli agenti per il servizio d’ordine pubblico”.
Poco dopo le 15 il nuovo messaggio Facebook di Cadau: “Le hanno portate via”. La folla urla: “Vergognatevi”. E alla mamma: “Non mollare”. In mattinata anche la madre della piccola aveva scritto un post sul social network: “Chi può si rechi subito a casa mia a Baressa, vogliono prendere la bambina”.
La vicenda la sta seguendo da vicino pure l’ex parlamentare e leader di Unidos, Mario Pili. “I carabinieri – ha reso noto in mattinata – sono entrati nell’abitazione della mamma di Baressa per portare via la bambina. Tutto questo nonostante il responso dei medici psichiatrici infantili che hanno messo nero su bianco il danno irreversibile che avrebbe subito la bambina dal distacco dalla madre. I carabinieri sono all’interno dell’abitazione”.
Lo scenario della vicenda è quello di una separazione conflittuale. La bambina, di due anni e mezzo, vive con la madre in Sardegna. Ma il papà ha ottenuto dal tribunale che sia affidata a lui. Ma risiede a Viterbo, e per la donna sarebbe impossibile poter vedere la figlia nei giorni consentiti. A maggio, quando i servizi sociali e i carabinieri hanno bussato alla sua porta, la mamma si è rifiutata di consegnare la piccola.
“Questa esecuzione comporta un grave trauma e una ripercussione irreversibile sulla futura crescita di mia figlia – ha detto la donna alle forze dell’ordine, parlando dal balcone di casa in cui si era barricata -. E da madre non lo posso consentire. Voi fate il vostro dovere, ma io faccio il mio. La bambina non la posso consegnare, e me ne assumo le responsabilità essendo consapevole di quello che ho dichiarato”.
La giudice del tribunale civile di Viterbo, Fiorella Scarpato, le ha così dato un ultimatum di dieci giorni: affinché consegnasse “spontaneamente” la bambina. Sennò, scaduto il tempo, “l’esecuzione forzata”.
“Uno scandalo – ha detto questa mattina uno dei tanti residenti di Baressa che si sono schierati con la mamma -. Oltre venti carabinieri per prelevare una bambina di due anni e mezzo. Qui sta bene ed è accudita, e l’hanno approvato sia gli assistenti sociali che gli psichiatri della Asl di Oristano. Va tutto bene ed è tutto in ordine, tranne per il giudice che la vuole strappare forzosamente dalle mani della madre”.
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