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Tribunale - Il bilancio fu di due feriti, ma nessuno si è costituito parte civile - I primi testimoni dell'accusa saranno sentiti dopo oltre cinque anni

Rissa di Santa Rosa in piazza del Gesù, maxiprocesso per diciotto imputati

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Rissa di Santa Rosa, sarà maxiprocesso per diciotto imputati. Ma per sentire i primi testimoni bisognerà aspettare il 31 gennaio 2020, quando il dibattimento entrerà nel vivo con i primi dieci testi dell’accusa. Nel frattempo saranno passati oltre cinque anni dal far west che nel cuore della notte del Trasporto della Macchina scosse il cuore del centro storico di Viterbo. 

Una trentina, invece, i testimoni, parte dei quali in comune, indicati dai difensori degli imputati. Nessuna delle vittime si è invece costituita parte civile all’udienza di ammissione prove che si è tenuta ieri mattina davanti al giudice Gaetano Mautone. Il bilancio fu di due feriti. 

In diciotto alla sbarra. Sono i presunti protagonisti del quarto d’ora di follia che si è consumato la notte tra il 3 e il 4 settembre 2015 in piazza del Gesù, dove verso le due un branco di una trentina di giovani ubriachi ha iniziato a scagliare bottiglie, tavoli, sedie e perfino un passeggino contro la folla. 

Nel caos hanno fatto la loro comparsa anche una cintura con la fibbia metallica usata per tirare cinghiate e un coltello. 

Un 50enne finì in ospedale con un orecchio quasi reciso da una sediata. Due in totale i feriti, con dieci e trenta giorni di prognosi. Per sfuggire al far west scoppiato sulla piazza, una decina di persone riuscì a barricarsi dentro un locale.

Testimoni raccontarono di gente a torso nudo e con la testa rasata. Erano tifosi della Viterbese e del Latina, i cui gruppi di ultrà Questione di stile e Brigata littoria sono gemellati da anni, legati anche da consonanza politica in quanto gruppi di estrema destra. 

Nel dicembre successivo ci fu un blitz parallelo della Digos di Viterbo e di quella di Latina. Una raffica di perquisizioni, in cerca di oggetti atti a offendere. Furono sequestrati mazze di legno, coltelli, la riproduzione di una pistola Beretta e una maglietta utilizzata la notte della rissa. 

Il bilancio, a pochi giorni, era stato di due denunce, un arresto e l’identificazione di 12 ultras. A tradire il resto del branco, oltre ai testimoni, le telecamere della municipale, da pochi giorni prima collegate permanentemente con la sala operativa della questura.

Fu escluso il movente politico, alla base della scazzottata ci sarebbe solo l’alcol. Per la cronaca, già verso le 22,30 una decina di giovani avevano accesso due fumogeni rossi sulla piazza. 


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2 marzo, 2019

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