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Viterbo - Da sei anni a 4 anni e 8 mesi, arriva lo sconto per il 33enne arrestato un anno e mezzo fa nelle campagne viterbesi - Sperano in una revisione della sentenza i due presunti complici, condannati a 10 anni e 8 mesi

Custodiva sette chili di droga in un casale di Tobia, pena ridotta in appello

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La corte d'appello di Roma

La corte d’appello di Roma

Viterbo - Assemblea liceo Ruffini - Il pm Franco Pacifici

Il pubblico ministero Franco Pacifici

Viterbo – (sil.co.) – Droga per sette chili in un casolare alle porte di Viterbo, è stata ridotta a 4 anni e 8 mesi in appello la condanna a sei anni inflitta in primo grado, il 22 giugno 2018 a Federico Morucci. 

E’ il 33enne viterbese arrestato in flagrante il 14 ottobre 2017 in un casale disabitato sulla Cassia Sud, lungo strada Carcarelle, non lontano dalla frazione di Tobia. Sperano in una revisione della sentenza i due presunti complici, condannati a 10 anni e 8 mesi.

Il giovane è stato processato l’anno scorso, col rito abbreviato, a porte chiuse, davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato.

Nei giorni scorsi, assistito dai difensori Domenico Gorziglia e Remigio Sicilia, è comparso davanti alla corte d’appello di Roma che ha ridotto la pena di un anno e quattro mesi. Dai sei anni iniziali agli attuali quattro anni e otto mesi. 

Non solo “fumo” ed “erba”. Nel casolare è stato scovato anche mezzo chilo di cocaina. Secondo l’accusa sufficienti a confezionare oltre 29mila singole dosi di stupefacente: 1287 di cocaina e ben 27.720 tra hashish e marijuana. Per un valore sul mercato superiore ai 300mila euro. 

La stessa sera furono fermati dagli uomini della narcotici della squadra mobile diretta da Donato Marano anche due imprenditori viterbesi, pure loro trentenni. Tutti e tre furono tenuti sotto torchio per un’intera notte in questura, dopo di che il 32enne venne arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre gli altri furono denunciati a piede libero.

Per i due imprenditori, titolari di diverse attività commerciali nel capoluogo, le manette sono scattate, a sorpresa, a distanza di di sette mesi, il 4 maggio2017. “Non semplici pusher, ma fornitori all’ingrosso del mercato viterbese”, secondo la procura. L’ articolata e complessa indagine è stata coordinata dal sostituto procuratore Franco Pacifici. 

Anche loro sono in attesa del processo d’appello. Si tratta di Maurizio Casarelli e Camillo Lamanda, condannati lo scorso 10 gennaio dal giudice Roberto Colonnello, in primo grado, a dieci anni e otto mesi ciascuno e a una maximulta di 100mila euro per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato. Sono difesi dagli avvocati Giovanni Labate e Marco Valerio Mazzatosta.


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28 maggio, 2019

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