(s.m.) – “Riziero Randazzo sta bene. Meglio di quanto pensassi. E’ in ottime mani”.
Dopo la visita al carcere di Mammagialla, Paolo Bianchini esce rincuorato. L’assessore provinciale alle Politiche sociali è andato a trovare Riziero Randazzo, il 49enne di Fabrica di Roma arrestato dopo il tentato suicidio con una bombola del gas.
E’ il primo che lo va a trovare. Hanno parlato più di un’ora. Randazzo gli ha raccontato tutta la sua storia. Dai suoi amori finiti male al lavoro perso due anni fa. Fino al proposito di inscenare quattro tentati suicidi in un mese solo per parlare con qualcuno.
“Ho letto l’articolo che parlava di lui su Tusciaweb e mi sono preoccupato – spiega l’assessore -. Volevo accertarmi della sua situazione e di come stava. L’ho trovato bene. E’ ancora abbattuto, non ha avuto una vita facile. Ma non vuole uccidersi e non ha mai voluto farlo”.
A Bianchini, Randazzo ha ripetuto tutto ciò che aveva spiegato sabato mattina, con la voce rotta, al giudice. “Mi ha detto di essere dispiaciuto per i suoi vicini di casa, per averli angosciati e messi in ansia. Aver vissuto da solo per un mese e mezzo, senza parlare con anima viva, lo ha distrutto. Ma non voleva fare del male. Solo essere ascoltato”.
Bianchini è entrato in carcere alle 10 di stamattina. Ha aspettato quasi tre ore per parlare con Randazzo, impegnato prima con il medico per la visita psichiatrica e poi col suo avvocato Daniele Saveri. Nel frattempo il giudice Gaetano Mautone, che sabato ha disposto il carcere con possibilità di trasferimento a Belcolle, ha dato l’ok al colloquio con l’assessore.
“Sono rimasto positivamente colpito dalla rapidità con cui il giudice ha autorizzato la mia visita. Anche per questo lo ringrazio. Mi ha dato la possibilità di sincerarmi delle condizioni di una persona che ha chiesto aiuto perché ne ha bisogno. Era mio dovere tendergli una mano”.
Anche il personale del carcere lo sta facendo. E il grazie di Bianchini va anche a loro. “Tutti, dalla direzione del carcere alla polizia penitenziaria, trattano Riziero con una cura estrema. Sanno che non è un delinquente. E’ solo disperato”.
L’esito della visita psichiatrica, con tutta probabilità, arriverà a fine settimana. Nel frattempo, Randazzo resterà in infermeria, un settore del carcere in cui non c’è pericolo che possa incontrare sue vecchie conoscenze. Come il cittadino romeno detenuto a Mammagialla per il pestaggio di un 90enne, che Randazzo avrebbe contribuito a far arrestare. “Anche questo temeva – afferma Bianchini -. Aveva paura di possibili ritorsioni da parte di questa persona. Ma la direzione è stata messa al corrente del problema. Riziero non incontrerà quest’uomo a Mammagialla. Si trova in un altro reparto del carcere. Non corre il rischio di incrociarlo“.
Un ultimo invito, l’assessore lo rivolge al primo cittadino di Fabrica di Roma, Mario Scarnati. “Al sindaco chiedo di allertare i servizi sociali nel caso in cui Riziero lasci presto Mammagialla o il reparto di medicina protetta di Belcolle, qualora vi fosse trasferito. Curare la sua salute è l’unico modo per evitare che possa di nuovo compiere gesti pericolosi. E’ un impegno che chiedo al sindaco di prendere. Per Riziero e per i cittadini di Fabrica“.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY