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Tentato suicidio a Fabrica - L'uomo, per ora, resta in carcere - I medici di Mammagialla dovranno decidere se trasferirlo in un reparto protetto a Belcolle

“Non avrei fatto saltare in aria nessuno”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Carcere con possibilità di passare al reparto protetto di Belcolle.

Lo ha disposto il giudice del tribunale di Viterbo Gaetano Mautone per Riziero Randazzo, il 49enne di Fabrica di Roma arrestato ieri dopo un tentato suicidio.

Procurato allarme, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale le accuse contestate all’uomo, comparso oggi in aula per il processo per direttissima.

All’alba di ieri ha fatto scendere in strada mezzo vicinato, in via Almirante, a Falerii, frazione di Fabrica di Roma. Randazzo minacciava di farsi esplodere con una bombola del gas, se non fossero arrivati subito i carabinieri. Dopo pochi minuti, i militari di Fabrica e Civita Castellana erano lì, con un’ambulanza e una squadra di vigili del fuoco.

L’uomo ha aperto il gas, ma poi è fuggito tagliando per i campi. I tre carabinieri che gli sono corsi dietro sono rimasti lievemente feriti, ma alla fine lo hanno raggiunto e portato in caserma.

“Non volevo far saltare in aria nessuno – ha spiegato, piangendo, al giudice -. So che, vicino a me, abitano delle famiglie con bambini. Non avrei mai fatto loro del male. Volevo solo un po’ di attenzione. Sono solo. Da un mese e mezzo non parlo con nessuno. Solo questo mi mancava. Parlare con qualcuno”.

Quello di ieri è il secondo tentato suicidio in quattro giorni. L’altro, sempre con una bombola del gas, risale alla vigilia di Ferragosto.

Il giudice ha disposto il carcere solo per precauzione, mettendo in moto la direzione sanitaria di Mammagialla. Un medico dovrà stendere al più presto una relazione sullo stato di salute mentale di Randazzo, per decidere se dovrà restare in carcere o potrà seguire una terapia in un reparto psichiatrico.


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18 agosto, 2012

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