Montefiascone – Permessi facili e bustarelle, assolto con formula piena il dirigente comunale Angelo Cecchetti e insieme a lui un geometra per i quali il pm Stefano d’Arma aveva chiesto una condanna a un anno due mesi di reclusione per abuso d’ufficio. Prosciolti anche gli altri sei imputati, per alcuni dei quali la stessa procura ha chiesto l’assoluzione, mentre per altri il reato è stato dichiarato estinto per intervenuta prescrizione. Cadute le accuse di falso e corruzione.
Otto gli imputati, rinviati a giudizio nel 2015 per fatti avvenuti a Montefiascone tra il 2008 e il 2011, tra i quali il dirigente difeso dall’avvocato Giovanni Labate. Davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, oltre al dirigente, erano imputati anche due privati accusati di aver pagato mazzette a Cecchetti, due geometri, il proprietario di un terreno in località Rosignolo, il progettista dei lavori nonché il titolare della ditta che li ha eseguiti. Difesi dagli avvocati Mauro Masi e Marco Prosperoni.
Ieri la discussione. Le presunte pratiche edilizie lampo in cambio di bustarelle erano quelle relative alla costruzione di un fabbricato ad uso residenziale-agricolo, munito di recinzione e muri di contenimento in cemento armato, in via Cassia Vecchia. Al centro del processo anche uno scavo su una superficie di 260 metri quadri e la realizzazione di una rampa di cemento in località Rosignolo, sempre a Montefiascone, per il quale, dopo la mancata sospensione della Dia, il 15 settembre 2011 è giunto l’okay alla variante al permesso a costruire datato 2006, nel frattempo decaduto.
Chiedendo la condanna di due imputati, il pm D’Arma ha sottolineato la valenza penale dei presunti accordi “ex ante”, spiegando come, secondo l’accusa, tutte le pratiche, in base alle intercettazioni che sono state il punto di partenza investigativo dell’inchiesta, venissero svolte dal dirigente Cecchetti, titolare anche di un avviato studio a Grotte Santo Stefano assieme a uno degli altri imputati, indagato in quanto progettista, definito “semplice scagnozzo” ricalcando una delle conversazioni captate dagli investigatori.
D’Arma ha inoltre calcato l’accento sulla “gestione allegra, familistica e clientelare” dell’ufficio tecnico del comune di Montefiascone,di cui Cecchetti è tuttora il responsabile, così come emerso dalle stesse intercettazioni.
Riguardo alle contestatissime foto aeree dei luoghi, il pm è tornato a ribadire di non avere dubbi sull’interpretazione delle immagini dall’alto dei carabinieri forestali,mentre il difensore Labate ha portato, a prova contraria, due ulteriori fotografie, acquisite in extremis ieri dal collegio, datate 2006 e 2014, per corroborare la testi della difesa, secondo cui quelle prodotte dall’accusa erano state equivocate.
Labate, chiedendo l’assoluzione, ha parlato di “indagini grossolane”. Prosperoni, facendo altrettanto, ha anche voluto sottolineare al collegio il “cattivo affare” fatto dal privato che, comprando il terreno nel 2007, ad oggi si ritrova ancora in mano, senza colpe, un campo di sterpaglie.
Dopo una camera di consiglio di nemmeno mezz’ora, il collegio ha prosciolto tutti e otto gli imputati.
Silvana Cortignani
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