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Tribunale - Fabrica di Roma - L'imputato dovrà anche versare alla vittima diecimila euro di provvisionale

Perseguitata dal vicino tenta il suicidio, 45enne condannato a un anno per stalking

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Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato di parte civile Giuseppe Picchiarelli

L'avvocato Alberto Parroccini

Il difensore Alberto Parroccini

Fabrica di Roma – (sil.co.) – “Ho tentato il suicidio perché non ne potevo più, quell’uomo mi ha devastato la vita senza un perché”. Lo aveva detto la vittima il 12 aprile 2018, nel corso di una drammatica testimonianza nel processo in cui si è costituita parte civile (con l’avvocato Giuseppe Picchiarelli) contro un vicino di casa che, tra le altre cose, avrebbe anche avuto il vizio di filmare e fotografare sia donna, oggi 45enne, sia la figlia all’epoca quindicenne.

L’uomo, un 46enne di Fabrica di Roma imputato di stalking, è stato condannato ieri dal giudice Elisabetta Massini a un anno di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 10mila euro alla parte offesa, cui è stato riconosciuto un risarcimento da quantificare in sede civile. 

A novembre 2015, la donna ha tentato di togliersi la vita, restando ricoverata per dieci giorni all’ospedale di Belcolle.

Tra ottobre 2013 e febbraio 2014, sarebbe stata lasciata dal compagno, che non ne avrebbe potuto più di vederla dormire vestita sul divano per paura che il vicino venisse a ucciderla.

Avrebbe dovuto rinunciare al suo negozio di parrucchiera e perfino alla figlia. “Sono stata costretta a farla rifugiare a casa del padre, a Ostia, per timore che le facesse del male”, ha detto. Un giorno l’avrebbe trovata per strada in lacrime: “Le aveva strappato dalle mani la pagella e gliel’aveva fatta a pezzi”. 

Ignoto il motivo di tanto accanimento: “Non so perché ce l’avesse tanto con me, con mia figlia e il mio ex compagno. Entrambi viviamo in campagna, in una zona isolata, dove c’è un’unica stradina per passare. Lui mi spiava dalla casa e poi si appostava sulla strada, fermando la mia macchina e aprendo la portiera per picchiarmi. Un paio di volte c’è riuscito. Una volta mi ha preso a cazzotti in faccia mentre cercavo di chiudermi dentro. Un’altra mi ha tirata fuori mentre chiamavo al telefono i carabinieri, strappato il cellulare, sbattuta per terra e trascinata verso la sua abitazione”, ha raccontato nell’aula colma di pubblico, tra le lacrime.

Il 45enne, difeso dall’avvocato Alberto Parroccini, più volte denunciato per molestie e minacce da tutto il vicinato, lo scorso giugno era stato assolto dall’accusa di stalking a una coppia che, per colpa della persecuzione, nello stesso periodo sarebbe stata costretta a cambiare casa. 


Articoli: “Ho tentato il suicidio perché non ne potevo più” – Sassate all’auto dei vicini di casa, assolto stalker – “C’è un filmato in cui lo stalker prende a sassate l’auto delle vittime” – Doppio processo per il “serial stalker” di Fabrica di Roma


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3 marzo, 2020

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