– Nessun commissariamento e la prossima settimana tutti da Lorenzo Cesa, nel tentativo di ricucire la frattura che si è creata nell’Udc dopo le due lettere firmate da una quarantina di membri del comitato provinciale vicini a Santucci e Brachetti.
Finita la riunione del comitato, ieri sera è lo stesso Gigli a provare a dipanare la matassa di un’intricata vicenda interna al partito.
Partendo da un punto: “Non c’è nessun commissariamento – spiega Gigli – io non ho capito nemmeno se c’è uno o più documenti”. Riferimento alle due lettere (Santucci – Brachetti) consegnate al segretario nazionale Cesa in cui il segretario provinciale Romoli e il presidente Bigiotti sono sfiduciati.
Le missive sono state protocollate dalla sua segreteria il 4 ottobre.
“Si parla di 45 nomi – spiega Gigli – mi sembrano cose fantasiose, una favola. Vedremo.
Ieri sera al direttivo eravamo in quarantacinque, la sala non è grande, ma era piena. Non tutti i presenti facevano parte dell’organismo”. Qualcuno ha contato una trentina, altri una ventina, di gigliani stretti. Ma in questo caso la matematica è un’opinione.
Quelli vicino a Santucci non si sono visti. “Loro non sono venuti – spiega Gigli – solo qualcuno, ma Gianmaria ne ha pochi di rappresentanti, è Brachetti ad averne di più”.
L’incontro è stato a tratti acceso, ma qualcosa ha prodotto secondo Gigli. “Io mi sono sentito in mattinata al telefono con Cesa – dice ancora Gigli – con lui abbiamo concordato di soprassedere su ogni discussione che interessa l’amministrazione provinciale e tutto quanto ne consegue. Ma che non riguarda in ogni caso quella che è stata definita la cacciata di Santucci dalla giunta a palazzo Gentili.
Quello che si tenta d’accreditare non è la realtà dei fatti. Dell’amministrazione provinciale discuteremo dopo un incontro che avremo martedì o mercoledì a Roma direttamente con Cesa o con il dirigente organizzativo e ovviamente i rappresentanti locali dell’Udc. Le due fazioni diciamo. Vediamo se si riesce a gettare acqua sul fuoco”.
In zona “gigliana” c’è chi parla di un segretario nazionale non proprio entusiasta nel vedere sui media discutere d’argomenti anche delicati, attribuendo contatti diretti con lui. Della serie, se lo dice Gigli d’avere parlato con Cesa è un conto…
Ieri in comitato provinciale si è parlato di regione e soprattutto comune. “Abbiamo nominato – ricorda Gigli – la delegazione che deve iniziare gli incontri con le forze politiche in vista delle comunali a Viterbo, capire cosa pensano gli altri, i programmi. E’ una fase d’incontro”.
Ne fanno parte il segretario provinciale Romoli, quello comunale Tofani e il capogruppo in consiglio comunale Barbieri. Anche se quest’ultimo ieri non era presente.
Niente commissariamento, insiste Rodolfo Gigli. “Se si vuole sfiduciare un organo si presenta una mozione, si vota e se si ha la maggioranza la sfiducia passa. E’ così che funziona”.
La situazione invece ha preso un’altra piega. E tra una piega e l’altra si nasconde l’esatto quadro di una forte contrapposizione che non ha precedenti nell’Udc e di una vicenda politica ancora tutta da chiarire.
Giuseppe Ferlicca
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