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Viterbo - Stefano Colao è genitore di due bambini che entravano per la prima volta all'asilo e alle elementari - Ieri mattina la riapertura degli istituti nel capoluogo della Tuscia - FOTO E VIDEO

“Il primo giorno di scuola è come l’inizio di una nuova vita”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il primo giorno di scuola è sempre importante perché è un po’ come l’inizio di una nuova vita”. Stefano Colao ha 46 anni e due figli. Nell’anno del Covid. Il più grande iniziava la prima elementare, il più piccolo il primo anno d’asilo. Ieri mattina, giorno di apertura degli istituti anche a Viterbo, dopo il rinvio voluto dal sindaco Giovanni Arena che ha dato retta alla richiesta dei dirigenti scolastici di spostare tutto dal 14, data prevista dal ministero, al 24 settembre.


Viterbo - Stefano Colao e il figlio

Viterbo – Stefano Colao e il figlio


Padri e madri, figli e studenti, dirigenti, docenti e sindacalisti. Il mondo della scuola dove, a differenza di un qualsiasi altro posto di lavoro, i ruoli convergono e si accavallano. Il docente non ha mai di fronte a sé soltanto lo studente, e viceversa, ma anche uno che gli potrebbe essergli figlio o genitore. La scuola come specchio di un mondo. Non solo esterno, ma anche interiore. Un luogo la scuola, dove il dirigente è stato innanzitutto docente e il sindacato è chiamato a gestire conflitti dove la figura del ds non è propriamente quella del padrone. E anche nel suo ruolo di dirigente ha più rogne e responsabilità, anche penali, che poteri decisionali.


Viterbo – Stefano Colao, genitore – Il primo giorno di scuola nel capoluogo della Tuscia


“Il primo giorno è un po’ una rottura di scatole, però cerchiamo di rimediare”, confidano Beatrice, Ludovica, Stella, Silvia e Denisa al loro ingresso all’istituto superiore Paolo Savi. Il primo giorno del primo anno di quella che una volta era Ragioneria. “Il lockdown del Covid – prosegue il gruppo di amiche – è stato abbastanza tosto da superare, perché ci dovevamo svegliare per le lezioni, prepararci e sistemare la stanza”. Ad aspettare gli studenti alle porte del Savi ci sono i bidelli, che hanno tenuto tutto pulito e danno le indicazioni del caso. Mascherine, chi non ce le ha gliele fornisce la scuola, autocertificazione, rispetto della segnaletica, detergenti per sanificare le mani, distanziamenti rigidi, turni per entrare in aula e controlli affinché nessuno esca senza il permesso di muoversi.


Viterbo – Paola Bugiotti, dirigente scolastico Istituto Paolo Savi – Il primo giorno di scuola nel capoluogo della Tuscia


“Ogni classe sarà una comunità a sé stante – ha detto la dirigente scolastica dell’istituto Paolo Savi, Paola Bugiotti – ciò significa che i contatti tra le classi saranno limitate al massimo e quando avverano per attività in comune, ogni spostamento dovrà essere segnato sul registro prevenzione Covid, in modo tale da isolare ogni possibile caso e facilitare la Asl qualora dovesse tracciare gli spostamenti fatti”.


Viterbo – Silvia Somigli, sindacalista Uil – Il primo giorno di scuola nel capoluogo della Tuscia


A terra e sui muri regole e segnaletiche, nuovi codici da rispettare e decifrare. Chiunque entri o esca da scuola deve mettere nero su bianco nome, cognome, data e ora di ingresso, motivo e ora di uscita. La temperatura agli studenti invece devono misurargliela i genitori prima che i figli escano di casa. A scuola, quando se li vedono arrivare di fronte, vanno a fiducia. E ad autocertificazioni, che a dichiarare il falso si rischia di andare incontro a un reato penale. Anche a dire che la febbre è stata misurata e poi non è vero.


Viterbo - L'istituto superiore Paolo Savi

Viterbo – L’istituto superiore Paolo Savi


Ieri a Viterbo, il primo giorno di apertura delle scuole sembrerebbe essere andato nel migliore dei modi. Senza entusiasmo, come si poteva immaginare. Con entrata e uscita a scuola a toni bassi e atteggiamenti guardinghi. Come se non ci fosse nulla da festeggiare. Quando invece il primo giorno, e lo è stato fino all’anno scorso, era una festa. Ieri soltanto un po’ di fruscio. 


Viterbo - Beatrice, Ludovica, Stella, Silvia e Denisa

Viterbo – Beatrice, Ludovica, Stella, Silvia e Denisa


Sono una cinquantina le istituzioni scolastiche in tutta la Tuscia e oltre 30 mila gli studenti. Molti concentrati a Viterbo dove arrivano dai paesi di tutta la provincia. A volte con viaggi in autobus, sfiancanti, di ore. Col tempo da trovare poi per studio e tempo libero. E alcuni di loro, soprattutto negli istituti tecnici, vanno a lavorare. Per mantenersi agli studi e aiutare la famiglia.


Viterbo - Un'aula di studenti il primo giorno di scuola

Viterbo – Un’aula di studenti il primo giorno di scuola


“La vera sfida di quest’anno – commenta infine Silvia Somigli, segretaria regionale della Uil Scuola Viterbo – è mettere al centro gli studenti. Preoccuparsi il più possibile di loro e fare in modo che si sentano il più possibile a proprio agio e il più possibile partecipi di un mondo che sta qui per garantire la loro formazione e il loro futuro. Quest’anno ci giochiamo il tutto per tutto. Sicuramente il più grande investimento che la scuola abbia mai fatto nel corso della sua storia”.

Daniele Camilli


Fotogallery: Il primo giorno di scuola – Video: La prima campanellaIntervista a Paola Bugiotti, dirigente scolastico Istituto Paolo SaviIntervista a Silvia Somigli, sindacalista Uil Scuola

Articoli: Classi rigidamente separate, entrate scaglionate e mascherine – “Buon anno scolastico ragazzi, date il massimo!” – Parte l’anno scolastico dei Centri di formazione professionale


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25 settembre, 2020

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