Franco Pacifici
Viterbo – (sil.co.) – Lago di vico “avvelenato”, non decolla il processo d’appello agli ex sindaci di Caprarola e Ronciglione. Imputati Alessandro Cuzzoli e Massimo Sangiorgi, difesi rispettivamente dagli avvocati Luca Chiodi e Antonello Stella.
Sangiorgi e Cuzzoli sono stati indagati, rinviati a giudizio e assolti in primo grado dalle accuse di disastro colposo, omissione di atti d’ufficio e distribuzione al consumo umano di acque contaminate. Secondo la procura, tra il 2007 e il 2011, non avrebbero adottato tutti i provvedimenti utili a scongiurare il peggio.
Ieri avrebbe dovuto essere il giorno della famosa udienza straordinaria davanti alla corte d’appello di Roma. Il procuratore generale sarebbe stato per la conferma della sentenza di primo grado. Presente il pm Franco Pacifici.
Non sono stati convocati i testi dell’accusa, i primi che devono essere sentiti, rendendo così vana la citazione dei testimoni della difesa, invece tutti presenti come da scaletta, tra i quali consulenti provenienti anche dalla Puglia.
Scintille difese e i giudici. Si sarebbero accesi gli animi, anche alla luce, secondo i legali degli ex sindaci, dell’ormai intervenuta o al più imminente prescrizione.
Il pm, titolare della maxinchiesta partita da arsenico e alghe rosse, ha però ribadito che la contestazione è relativa al presunto “avvelenamento” del bacino lacustre, per cui i tempi sarebbero abbastanza lunghi da permettere di celebrare il processo di secondo grado.
Fatto sta l’udienza è stata sdoppiata e rinviata al 13 e al 16 luglio, per sentire tutti i testimoni, come sarebbe dovuto avvenire già l’anno scorso, quando il processo bis è saltato una prima volta per via del Covid.
Il procedimento è figlio del ricorso presentato dalla procura della repubblica di Viterbo e dalle sei parti civili (Comitato acqua potabile, Accademia Kronos, Codacons, Codici ambiente e due privati cittadini presunte vittime dell’inquinamento) contro la sentenza d’assoluzione di Cuzzoli e Sangiorgi dall’accusa di disastro ambientale.
Tribunale – Gli ex sindaci Cuzzoli (a sinistra) e Sangiorgi (a destra) dopo la sentenza d’assoluzione
Assolti con formula piena dall’accusa di disastro ambientale
A maggio del 2018, Cuzzoli e Sangiorgi sono stati assolti dalla pesante accusa con formula piena in primo grado dal collegio del tribunale di Viterbo ex articolo 129, ovvero senza bisogno che l’istruttoria avesse inizio, anche se poi il processo è proseguito con tutti i testimoni per le altre imputazioni, da cui sono stati anche assolti, con sentenza in giudicato.
Assolti “perché il fatto non sussiste” in quanto, secondo i magistrati, che hanno dato ragione alla difesa, dalla relazione del professor Pietro Gallina non sarebbe emersa alcuna prova a sostegno dell’accusa di disastro colposo. Si tratta del perito della procura, sentito in sede di incidente probatorio, secondo il quale il lago non sarebbe stato né eutrofizzato, né inquinato. Il consulente lo ha definito una “tigre dormiente”.
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