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Tribunale - Ultraottanenne, era accusato anche di aver fatto violentare la giovane moglie dagli amici - Per gli anni di piombo ha scontato una pena di 14 anni

Violenza domestica, ex terrorista dei Nap condannato a 2 anni e mezzo

di Silvana Cortignani
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Vetralla – Ex terrorista dei Nap a processo per maltrattamenti in famiglia, minacce, lesioni, stalking. e violenza sessuale. Avrebbe anche costretto la moglie ad avere rapporti con gli amici.

L’accusa ha chiesto che venisse condannato a una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei lo ha condannato a 2 anni e 6 mesi, assolvendolo “per non aver commesso il fatto” dall’accusa più infamante, quella di violenza sessuale sulla ex moglie di ben 35 anni più giovane di lui.

A distanza di nove anni dalla denuncia, la sentenza è arrivata poco prima delle cinque e mezza di ieri pomeriggio. 

Imputato L.F., un uomo ormai 83enne, difeso dagli avvocati Anna Paradiso e Giuseppe Picchiarelli, con alle spalle un passato nei Nuclei armati proletari, per cui ha scontato 14 anni di carcere. A Vetralla, dove aveva nel frattempo messo su famiglia, è stato denunciato nel 2012 dalla ex moglie, oggi 48enne. 


Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli


Durante il matrimonio, l’imputato avrebbe costretto la moglie a rapporti sessuali contro la sua volontà. Secondo l’accusa, anche con degli amici. A scopo terapeutico, per farle superare il trauma di presunti abusi sessuali subiti da piccola dal padre. Ma l’unico “amico” rintracciato, al processo ha negato.

Un calvario che sarebbe cominciato nel 1998. Durante l’istruttoria è stato sentito anche il figlio 28enne della vittima: “Mia madre aveva paura di mio padre”. “Eravamo tutti terrorizzati”, ha ribadito in aula l’ex suocera settantenne dell’imputato.

La figlia aveva appena 20 anni e l’ex nappista 55 quando si sono messi insieme. “Per un po’ hanno vissuto in una roulotte. Non lavoravano, non avevano amici. Poi si sono fatti casa e hanno preso un bar. Ma lavorava solo lei. E mio genero si lamentava pure. Non voleva. ‘Chi lavora si fa zoccola’, diceva. E le dava della puttana. ‘Sei andata a fare la zoccola, lo so che hai l’amico, ti ammazzo’. Tutte le sere. Era geloso, doveva stare a casa e basta. Nessuna amica“.  

Le minacce di morte alla moglie e ai suoceri sarebbero state all’ordine del giorno. “Aveva sempre il coltello in mano. A mio marito diceva ‘ti spanzo’. Gli dava del pedofilo. Lo accusava di abusi su nostra figlia alla mia presenza quando era piccola. Io questa storia l’ho saputa dopo”. Sentiva la figlia piangere attraverso i muri: “Lui la insultava e minacciava, lei piangeva. Fino a quando non lo ha lasciato”.

La ex si è costituita parte civile al processo con l’avvocato Cinzia Luperto. Nel 2016, l’ex Nap è stato nuovamente rinviato a giudizio, per avere stalkerizzato la moglie successivamente alla denuncia.

Silvana Cortignani


Articoli: “Non facciamoci condizionare dal suo passato da terrorista dei Nap” – “La costringeva a fare sesso a scopo terapeutico” – “La mamma aveva paura di mio padre” – “Io ti ho creato, io ti levo dal mondo” – Lei lo trascina in tribunale, lui la perseguita – Botte, insulti e abusi sessuali  – Violenze dal marito e dagli amici, ex terrorista a processo


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9 giugno, 2021

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