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Tribunale - Al via il giudizio abbreviato davanti al gup - La procura ha chiesto il rinvio a giudizio anche per il presunto complice

Ex magistrato-notaio accusato di usura: “Sono anche io una vittima”

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Viterbo – (sil.co.) – Ex magistrato-notaio accusato di usura: “Sono anche io una vittima”. Il professionista, che ha scelto il rito abbreviato, si difende così davanti al giudice. 

Lo scorso mese di febbraio il pm Stefano D’Arma ha chiesto il rinvio a giudizio sia per il notaio, che ha appunto un passato fa magistrato, sia per il coimputato. Il presunto complice, che ha invece scelto di proseguire col rito ordinario, è un 62enne di Magliano Sabina.

Per il notaio ha preso il via ieri, davanti al gup del tribunale di Viterbo, il processo col rito abbreviato, come chiesto dal difensore Riccardo Micci. Si tratta di un sessantenne di Roma che, nel corso dell’udienza a porte chiuse, si sarebbe difeso dicendo di essere anche lui una vittima e di essere stato all’oscuro di quanto sarebbe avvenuto ai danni della vittima. Parte offesa un imprenditore edile che si è costituito parte civile con l’avvocato Angelo Di Silvio ed è pronto a chiedere un maxi risarcimento di 4 milioni di euro.

 Al termine dell’interrogatorio il processo è stato rinviato al prossimo 30 settembre, quando è prevista la sentenza, dopo di che si deciderà la sorte anche del 62enne di Magliano Sabina, che non ha invece fatto ricorso a riti alternativi. Il notaio, in caso di condanna, potrà usufruire dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito. 


Angelo Di Silvio

L’avvocato di parte civile Angelo Di Silvio


Al centro della vicenda i rapporti tra il costruttore e una società finanziaria con sede presso lo studio di un commercialista di Viterbo. 

La vittima – la cui società è stata dichiarata fallita il 7 agosto 2017 – avrebbe visto volatilizzarsi un ingentissimo patrimonio immobiliare composto da otto autorimesse, due depositi, una villa in Sardegna, un complesso di 12 appartamenti e nove autorimesse.

Il notaio e il 62enne sarebbero stati, all’epoca dei fatti, i legali rappresentanti della società finanziaria. La procura, in fase preliminare, ha disposto una perizia, affidata al commercialista Giancarlo Puri. 

Nelle loro vesti, avrebbero stipulato contratti di finanziamento a favore dell’impresa di costruzioni, praticando tassi che avrebbero superato il tasso soglia previsto in materia di usura. 


Riccardo Micci

Il difensore del notaio, avvocato Riccardo Micci


Ad esempio, un importo di 35mila euro erogato il 18 dicembre 2007, da restituire in due rate, il 28 febbraio e il 31 marzo 2008, per un importo complessivo di 40mila euro, con un tasso dichiarato del 18%, mentre il tasso effettivo applicato era del 50,12%, ossia superiore al tasso di soglia  vigente che all’epoca era del 18,80%.

Nel 2008, avendo bisogno di liquidità per ultimare il complesso d 12 appartamenti e nove garage, la vittima si sarebbe rivolta alla finanziaria, che si sarebbe resa disponibile “previa cessione delle quote di maggioranza e conseguente ingresso nella compagine sociale”. 

Grazie a tale operazione, il 10 marzo 2009, il 62enne di Magliano Sabina è stato nominato amministratore unico, carica grazie alla quale avrebbe spogliato patrimonialmente la società degli immobili di proprietà a favore di due altre società a lui ricollegabili, con corrispettivi nettamente inferiori al loro valore di mercato. Avrebbe inoltre sottratto, secondo l’accusa, ingenti somme di denaro a favore della finanziaria, sotto forma di restituzione di finanziamenti, molti dei quali effettuati in contante, senza alcuna quietanza e per importi nettamente superiori al limite consentito dalla norma di legge sull’utilizzo del contante. 


Articoli: È un ex magistrato il notaio accusato di usura da un imprenditore – Usura aggravata in concorso, la procura chiede il rinvio a giudizio di un notaio


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 luglio, 2021

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