– “Hanno colpito per uccidere, senza un motivo”.
E’ questo, secondo il pm Paola Conti, ciò che rende la brutale aggressione all’82enne Ausonio Zappa, morto dopo dieci giorni di agonia dal pestaggio di quella tragica notte di marzo, ancora più grave e quindi meritevole di una pena esemplare per tutti e quattro i ragazzi romeni che, direttamente o indirettamente, vi presero parte.
La requisitoria del pubblico ministero di fronte al gup Salvatore Fanti è durata due ore.
Dopo la ricostruzione dei fatti della notte del 28 marzo 2012, la dottoressa Conti ha chiesto l’ergastolo per i due ragazzi che entrarono nella villetta per la rapina, Adrian Nicusor Saracil e Cosmin Oprea, e finirono per massacrare di botte il professor Zappa riducendolo in fin di vita.
Più leggere, invece, le richieste di pena per gli altri due ragazzi che rimasero fuori, in macchina, a fare da palo: 30 anni ridotti a 20 per il rito abbreviato per Alexandru Petrica Trifan e 27 scontati a 18 per Daniel Ionel Oprea.
“Hanno colpito il professor Zappa per ucciderlo – ha detto il pm Paola Conti -. Non c’è altra spiegazione logica o altri motivi che possano giustificare un pestaggio di quel tipo. Forse sono entrati con l’intenzione di rapinare la villetta e poi, non riuscendo a trovare ciò che stavano cercando, si sono accaniti sull’82enne. E’ un gesto assurdo, brutale, che non ammette alcuna giustificazione e deve essere punito”.
Ad avvalorare la tesi dell’accusa e ad aggravare la posizione dei quattro ci sarebbe anche un altro particolare. Secondo quanto mostrato con un video in aula, quella notte nel cortile della villetta in strada Romana a Bagnaia era parcheggiata un’auto e la luce del giardino era accesa rendendola molto visibile anche da fuori.
“I ragazzi quindi – ha sottolineato la Conti – sapevano, o almeno potevano ipotizzare, che ci fosse qualcuno in casa e che qualora questo qualcuno li avesse scoperti c’era la probabilità che si arrivasse a uno scontro e a un’eventuale colluttazione. Questo particolare incastra anche i due giovani rimasti fuori a far da palo perché, comunque, anche loro ne dovevano essere consapevoli”.
Quanto alle riduzioni previste per via del rito abbreviato i 30 anni chiesti per Alexandru Petrica Trifan diventano 20, e i 27 chiesti per Daniel Ionel Oprea diventano 18. “Per gli altri due, Adrian Nicusor Saracil e Cosmin Oprea – ha spiegato la Conti dopo l’udienza – ho chiesto l’ergastolo che, con la riduzione prevista dall’abbreviato, sarà privo dell’isolamento diurno. Chiedere di meno avrebbe portato a uno sconto notevole e considerata l’efferatezza del delitto non mi sembrava giusto”.
Durante l’udienza, che è durata quasi cinque ore, sono stati ascoltati anche i quattro imputati. Tre di loro, i fratelli Cosmin e Daniel Ionel Oprea e Adrian Nicusor Saracil, hanno chiesto scusa per quanto commesso. Nessuna dichiarazione di questo tipo, invece, da parte del quarto ragazzo, Alexandru Petrica Trifan, l’unico che conosceva la famiglia Zappa poiché figlio dell’ex badante dell’anziano professore.
“Sentirli chiedere scusa dopo tutti questi mesi dall’accaduto – ha commentato Marco Zappa, uno dei figli della vittima presente in aula – mi sembra assurdo e poco sincero. Sembrano quasi ammaestrati…”.
Marco Zappa è soddisfatto, invece, delle pene richieste dal pubblico ministero. “La ricostruzione fatta dalla dottoressa Conti e la sua requisitoria sono state impeccabili – conclude -. Ci tengo a ringraziarla e a farle i miei complimenti. La richiesta delle pene mi sembra congrua, ora attendiamo il resto del processo e la sentenza del giudice”.
Gli ultimi a intervenire ieri sono stati gli avvocati di parte civile, Andrea Danti per la famiglia Zappa e Francesca Bufalini per il comune di Viterbo.
Il primo ha chiesto 200mila euro di risarcimento, come provvisionale per il milione di euro complessivo richiesto. “E’ bene non dimenticare però – ha sottolineato Danti – che noi non siamo qui per il denaro. La cifra non ci interessa, ciò che conta è che venga fatta veramente giustizia nei confronti dei familiari del povero Ausonio Zappa, ucciso brutalmente in casa propria”.
L’avvocato Bufalini ha chiesto, invece, cinquemila euro ad ognuno dei ragazzi come risarcimento dei danni al comune di Viterbo per il furto che la stessa notte dell’aggressione nella villa di Zappa fu messo a segno dai quattro nella scuola elementare Canevari.
“Anche per noi si tratta di una cifra simbolica – ha detto la Bufalini -. Del resto il comune si è costituito parte civile in questo processo più per dare un segnale morale che per la cifra da ottenere. Per la rapina in villa e la conseguente morte del professore il sindaco non avrebbe potuto avanzare richieste, ma comunque appellarsi alla vicenda della scuola è stato un modo per prendere parte al processo e, simbolicamente, rendere partecipe tutta la comunità viterbese, fortemente colpita dai fatti di quella triste notte”.
Il gup Salvatore Fanti ha aggiornato l’udienza a venerdì 8 febbraio quando si continuerà con le arringhe dei quattro difensori degli imputati.
Francesca Buzzi
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