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Cronaca -   Sarebbe stato "quello di Viterbo" che ha rifornito la banda di 9 chili di marijuana e mezzo chilo di eroina

Spaccio sul litorale romano, 16 anni al boss Rebeshi

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Ismail Rebeshi

Ismail Rebeshi

Roma – (sil.co.) – Operazione Sottovuoto, condannato a 16 anni per spaccio di eroina e marijuana sul litorale romano il boss di mafia viterbese Ismail Rebeshi.

Rebeshi, che sarebbe stato il fornitore “viterbese” di una banda di pusher, è stato raggiunto dalla misura cautelare in carcere lo scorso 9 febbraio, nella sezione 41 bis del carcere di Cuneo, dove sta scontando la condanna a 10 anni e 11 mesi in secondo grado per associazione di stampo mafioso nell’ambito dell’operazione Erostrato, sfociata il 25 gennaio 2019 in tredici arresti. 

L’operazione “Sottovuoto” è scattata al culmine di un’inchiesta della squadra mobile di Roma che avrebbe smantellato una banda di 11 spacciatori italo-albanesi, di cui Rebeshi sarebbe stato il principale fornitore, attiva sul litorale romano tra Ardea e Pomezia. Il 38enne albanese, difeso dall’avvocato Roberto Afeltra, è stato condannato giovedì 4 novembre a Roma.

Ai vertici della banda ci sarebbe stato un albanese, conosciuto come Lele, “soggetto di notevole caratura delinquenziale”, il quale ad ogni trattativa si sarebbe recato armato di pistole con il colpo in canna. Secondo le intercettazioni, nonostante la “notevole caratura delinquenziale”, avrebbe avuto paura di Rebeshi. “Io stavo per spararmi con quello di Viterbo per questo mi sono raffreddato”, avrebbe detto riferendosi a Ermal, come lo chiamavano i sodali. 

Il 38enne Rebeshi, difeso come sempre dall’avvocato Roberto Afeltra, secondo l’accusa avrebbe ceduto alla banda, tra l’8 maggio e il 18 ottobre 2018, 9,5 chili di marijuana, un quantitativo di sostanza stupefacente non individuata del valore di 21mila euro e 538 grammi di eroina.

Rebeshi, chiamato “quello di Viterbo” è stato identificato grazie alle intercettazioni dirette che hanno riguardato la sua utenza, che hanno consentito di ricollegare al boss le conversazioni in cui si menziona il soggetto di Viterbo, individuato come il fornitore al quale gli altri indagati non avevano potuto saldare il proprio debito dopo l’arresto di S. ed il sequestro dei 9,5 kg. di marijuana.


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7 novembre, 2021

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