(s.m.) – La disperazione l’ha spinta a occupare un appartamento al Carmine. Non pensava di arrivare a tanto Tiziana Maccarone, 36enne viterbese disoccupata, sfrattata e con due figli di 5 e 4 anni. Una con la bronchite asmatica.
“Non sapevo più che fare – racconta a Tusciaweb -. Io non lavoro e il mio compagno si arrangia a fare il muratore saltuariamente. Arrivare alla fine del mese è un’impresa”.
Fino a cinque anni fa, faceva la barista. Poi è rimasta incinta e ha perso il lavoro. Da quel giorno non ne ha più trovato un altro. “Siamo stati sfrattati perché non riuscivamo a pagare 400 euro al mese d’affitto. Ora vivo a casa di mia madre con i miei figli e il mio compagno. Dormiamo in quattro in un letto a una piazza e mezza. Mia madre ci mantiene con la sua pensione”.
Ieri mattina ha deciso. “Sapevo di un alloggio disabitato al Carmine. Non ci ho pensato due volte. Ho voluto fare come fanno tutti. Quella stessa casa era di una signora che l’aveva occupata tempo fa, ma so per certo che non ci vive. Ho preso e sono andata. Poi ho chiamato i vigili per autodenunciarmi per occupazione. Tanto, se non l’avessi fatto io, ci avrebbe pensato qualcuno del palazzo”.
E’ arrivata prima la polizia locale. Poi i carabinieri. Che l’hanno convinta ad andarsene. “Ho dovuto chiamarli io – spiega -. Il sedicente padrone dell’appartamento mi minacciava, fuori dalla porta. I carabinieri lo hanno calmato e mi hanno detto che, se fossero venuti gli assistenti sociali, mi avrebbero portato via i bambini. In casa mancavano i sanitari, i termosifoni e l’allaccio dell’acqua. Anche per questo, ho i miei dubbi che fosse abitata… comunque, ho dovuto andarmene. Da mamma che potevo fare?”.
“Chiedo solo di avere il tetto che mi spetta di diritto – spiega -. Mi hanno parlato di case libere a San Martino. Conosco gente che occupa alloggi a destra e a sinistra. Qualcuno anche a pagamento e qualche inchiesta recente lo dimostra. Ma io non li ho 5mila euro per occupare una casa. L’unica soluzione che mi hanno proposto è mandare i miei figli in casa famiglia. Non voglio neanche pensarci”.
Tiziana si è rivolta all’avvocato Samuele De Santis. Ora, chiede aiuto al Comune. A chi l’ha illusa di poter avere un sussidio per pagare almeno l’affitto. “Per un periodo, ho avuto mille euro al mese. Mi avevano promesso di continuare ad aiutarmi in caso di sfratto. Ma non l’hanno fatto. Anzi. Mi hanno anche detto che se fossi stata straniera, con tre figli a carico, magari con invalidità, avrei ottenuto una casa più facilmente. L’ho visto. In graduatoria sono stata scavalcata tre volte. Dal nono posto sono passata al ventiduesimo. Quanto dovrò aspettare, ancora, ingiustamente?”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY