Viterbo – “No al prolungamento dell’orario di chiusura dei locali. I residenti del centro storico vanno salvaguardati altrimenti se ne vanno”. Maria Elena Pierini è la presidente del comitato di quartiere di San Pellegrino.
“Dalla giunta Frontini – ha poi aggiunto Pierini – ci aspettiamo innanzitutto la lotta al degrado nel centro storico. Così come un intervento sulle strutture fatiscenti e sul piano stradale. Ci sono dei lastroni che si muovono. Basta appoggiarci il piede. Vanno poi riviste le fognature. Molti residenti lamentano il problema dell’allagamento delle cantine. Cosa che mette a rischio la solidità delle strutture”.
Maria Elena Pierini – Comitato San Pellegrino
Maria Elena Pierini, quali sono secondo lei i primi interventi che dovrebbe fare la giunta della sindaca Chiara Frontini?
“Gli interventi da fare sono molti e urgenti. Soprattutto dal punto di vista strutturale e urbanistico, con le strade dissestate, le fognature da risistemare e il degrado architettonico. Poi ci sono i problemi legati alla sicurezza. Abbiamo già chiesto di mettere nuove telecamere e in particolar modo le luci nei vicoli. Vicoli stretti dove la gente di notte si rifugia e lì avviene un po’ di tutto. Anche lo spaccio di sostanze stupefacenti, denunciato da alcuni nostri associati. Servirebbe poi un nuovo regolamento dell’ornato per salvaguardare e valorizzare il centro storico. Questi sono gli interventi più urgenti che andiamo chiedendo da tempo. Spero inoltre, come ci aveva promesso la precedente amministrazione, che siano state recepite le nostre richieste nel nuovo bando per la pulizia urbana”.
Cosa avevate chiesto?
“Di inserire nel bando la richiesta di strumenti idonei per la pulizia dei vicoli stretti che finora non sono stati puliti quasi per niente. Così come il controllo dei proprietari dei cani che non raccolgono i bisogni. Fondamentale, come già detto, è poi il decoro urbano, soprattutto per attirare turisti che in questi ultimi tempi sono sempre più numerosi. E a proposito di turisti servirebbero dei pacchetti che tengano conto anche degli altri paesi della Tuscia, costruendo un network con le realtà territoriali. Aspettiamo anche che sia confermato, come ci aveva detto la precedente amministrazione, l’avvio del procedimento di tutela del centro storico”.
In cosa consiste?
“E’ in corso al comune un iter amministrativo che riguarda la tutela del quartiere San Pellegrino. L’iter riguarda innanzitutto restrizioni all’apertura di nuovi locali notturni. Il centro storico è un luogo abitato e le strade sono molto strette. Il modo in cui si propagano le voci è molto particolare. I residenti che abitano ancora nel centro storico devono essere salvaguardati. Non solo, ma in questi anni nel quartiere sono sorte molte strutture turistiche. Basta fare un giro per i vicoli. A ogni passo ci sono b&b e case vacanze. Resta tuttavia il fatto che San Pellegrino è anche un posto dove le persone ci abitano e vogliono dormire. Una battaglia che portiamo avanti da diverso tempo”.
Viterbo – Il centro storico
Diversi gestori di bar e locali chiedono di rivedere il piano del commercio prolungando gli orari di chiusura fermi oggi all’una di notte. Lei che ne pensa?
“Noi pensiamo che questo nel centro storico non sia assolutamente possibile. Non solo, ma siamo anche pronti con una denuncia perché nessun locale ha fatto il rilevamento tecnico di impatto acustico, come invece prevede la legge. Se il comune non lo farà, lo faremo noi affidandolo a privati. Non è assolutamente possibile che venga prolungato l’orario di chiusura. Specialmente su via San Pellegrino dove le voci delle persone rimbombano e si propagano tra i piani alti delle case. Non si può pensare a far vivere il centro storico se poi non ci sono più gli abitanti. Diventa poi una sorta di luna park. Un luogo finto. Tanto vale andare a Las Vegas. Se il centro storico di Viterbo conserva, ancora oggi, il suo valore è perché si tratta di un centro storico vivo e abitato. Una prerogativa che deve assolutamente conservare”.
In questi ultimi anni San Pellegrino ha perso altri abitanti?
“Sì, tantissimi. Personalmente ho anche una mappatura precisa di persone che se ne sono andate e di altre che se ne stanno andando perché non possono dormire a causa dei rumori notturni”.
Che ne pensa invece di fare del centro storico un vero e proprio polo universitario all’interno delle mura con tanto di aule per le lezioni?
“Certo che si può fare. Non configge con la residenzialità. L’importante è che si rispetti chi risiede nel centro storico, perché la gente che ci abita ha diritto alla salvaguardia della salute, un diritto fondamentale della nostra Costituzione. E il sindaco è il primo garante del diritto alla salute dei cittadini”.
Viterbo – Turisti in via San Pellegrino
Cosa si aspetta dalla giunta Frontini?
“Ci aspettiamo innanzitutto la lotta al degrado nel centro storico. Così come un intervento sulle strutture fatiscenti e sul piano stradale. Ci sono dei lastroni che si muovono. Basta appoggiarci il piede. Vanno poi riviste le fognature. Molti residenti lamentano il problema dell’allagamento delle cantine. Cosa che mette a rischio la solidità delle strutture. E’ evidente che va messa mano pure al sottosuolo. Ci aspettiamo quindi interventi dal punto di vista urbanistico, tenendo in considerazione la vivibilità di chi abita in centro. Dove non è facile stare. Chi ha scelto di abitarci si sobbarca di diversi disagi che in qualche modo dovrebbero essere presi in considerazione”.
Ci può fare degli esempi?
“Ad esempio sarebbe ora di chiudere il transito alle macchine delle persone che non abitano nel centro storico. Sarebbe anche ora di destinare ai soli residenti alcuni parcheggi fissi, altrimenti i residenti non ne hanno. A tutto vantaggio di chi viene invece a parcheggiare da fuori”.
Secondo lei i grandi eventi nel centro storico, come una volta Caffeina, potrebbero contribuire a rilanciarlo oppure no?
“Il festival dei libri di Caffeina era un evento importante. Invece non ho mai condiviso l’evento natalizio, il Christmas Village, perché rendeva impossibile la vita ai residenti che, sotto le feste di Natale, non si potevano avvicinare nemmeno alla loro casa. Ogni volta che si organizza un evento nel centro storico bisogna sempre fare delle considerazioni”.
Quali?
“Innanzitutto non rendere impossibile la vita ai residenti. In secondo luogo fare degli eventi che abbiano una certa ricaduta dal punto di vista culturale e turistico, invitando le persone che arrivano a trattenersi in città”.
Daniele Camilli
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