Nepi – (sil.co.) – Dà una sberla alla figlia quindicenne davanti a un bar poi la lascia in lacrime in mezzo alla strada e scappa in macchina nella notte col figlioletto di dieci anni. Sul posto si è precipitata la madre che ha chiamato i carabinieri. Era la sera del 20 luglio 2020 e l’uomo, denunciato dalla ex moglie, è a processo per maltrattamenti davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco. Nel frattempo è tuttora sottoposto al divieto di avvicinamento e può vedere i figli solo una volta ogni 15 giorni alla presenza di una psicologa. I figli, invece, non vorrebbero vederlo.
Carabinieri – foto di repertorio
Chiesta revoca incontri protetti “obbligati” col padre
Al termine dell’udienza di ieri, dedicata ai testi delle difesa, l’avvocato di parte civile della ex moglie ha chiesto la revoca degli incontri protetti con i figli adolescenti che, in seguito a quell’episodio, non vorrebbero più vedere il padre, nel frattempo sottoposto da quasi due anni a divieto di avvicinamento.
Circostanza confermata in aula dall’assistente sociale del comune di Nepi che segue la vicenda con una psicologa.
“Anche i figli sono sottoposti a una sorta di misura cautelare – ha detto il legale, presentando l’istanza – perché una volta ogni quindici giorni sono costretti, obbligati, a incontrare il padre che non vogliono cedere e al quale non rivolgono parola”.
“Dopo tutto questo tempo, con la madre costretta ogni volta a convincerli a partecipare, crediamo sia il momento di fare qualcosa. Manca l’obiettivo, che deve essere quello della liberalizzazione al più presto degli incontri. I figli devono poter vedere il padre quando vogliono e farlo spontaneamente”, ha concluso.
Ultimo teste della difesa, il pediatra dei figli
Il collegio deciderà sugli incontri. Intanto la difesa, a sorpresa, ha chiesto e ottenuto di poter ascoltare un testimone non previsto, prima della discussione, il dottor Alessandro Ruffi, il pediatra di Nepi che ha sempre seguito i figli della coppia. I testimoni di ieri hanno ripercorso intanto ancora una volta le fasi pre e post separazione dei genitori.
“Era sua moglie che aveva una relazione extraconiugale con mio marito”
Tra i testimoni della difesa anche la presunta nuova compagna dell’imputato, per la quale il padre avrebbe dato un ceffone alla figlia che davanti a lei gli diceva “sei un padre di merda”.
“Mai avuta una relazione con lui, il mio compagno è un altro, lui è solo un caro amico – ha detto la donna – siamo diventati amici quando abbiamo scoperto che sua moglie aveva una relazione extraconiugale con mio marito”.
Ha negato, dal canto suo, di fare da “paravento” alla relazione tra i due coniugi traditi un’amica della presunta “fidanzata” del padre, anche lei presente al bar quando la figlia sarebbe andata su tutte le furie.
“Ci ha insultate entrambe, poi ha detto al padre che era un padre di merda, beccandosi un sonoro schiaffone, dopo di che lui è salito in macchina col figlio e se ne andato via”, ha riferito la donna, chiarendo che nessuna delle due aveva una relazione sentimentale con l’imputato.
Secondo alcuni vicini di casa l’imputato e la ex moglie erano “una bella coppia, serena e affiatata” e i due figli erano “bambini gioiosi”. Entrambi avrebbero però rotto i ponti con tutti subito dopo la separazione.
Il processo, giunto ormai al rush finale, riprenderà il 25 ottobre.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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