Giuseppe Centamore alle cascate del Niagara
Viterbo – (sil.co.) – Morte di Giuseppe Centamore, definitiva la condanna del gestore del campeggio della località turistica di Aigues-Mortes, in Francia, dove il sedicenne viterbese ha perso tragicamente la vita risucchiato da una piscina il 30 giugno 2015 mentre era in vacanza con la famiglia.
Il 6 settembre il gestore del campeggio La Petite Camargue di Aigues-Mortes, Bernard Sauvaire, è stato condannato in via definitiva dalla corte di cassazione francese a 9 mesi di reclusione per omicidio colposo.
“Giustizia non è – torna a dire, oggi come allora, il papà Salvatore – noi siamo condannati all’ergastolo e nessuno dei responsabili, ribadisco nessuno, fino ad ora si è mai degnato di chiederci scusa o un semplice ‘mi dispiace'”. Quindi sottolinea: “Malgrado il risultato complessivo non ci soddisfi, esso è il frutto della nostra tenacia”.
“Siamo stati sempre presenti alle varie udienze, e so io quanto mia moglie ha sofferto ad ogni viaggio da e per la Francia, ma se io ce l’ho fatta è solo grazie ad essa- prosegue il padre di Giuseppe – parimenti, anche se malgrado per noi, ripeto, insoddisfacente, siffatto risultato è il prodotto della tenacia e della abnegazione dei miei legali francesi, Jean Pierre Cabanes e Audrey Moyal dello studio Ergaomnes di Nimes, nonché dei legali cassazionisti parigini dello studio Buk Lament – Robillot”.
“Domani, nel frattempo, dopo uno stop di due anni a causa del Covid, tornerà a disputarsi il torneo di calcetto Memorial Giuseppe Centamore”, dice papà Salvatore, ribadendo che lui e la sua famiglia continueranno a fare di tutto perché Giuseppe non sia dimenticato.
Nimes – I genitori di Giuseppe Centamore con i loro avvocati fuori della corte d’appello il 6 maggio 2021
Giuseppe Centamore è morto in fondo a una piscina, vittima di un drammatico incidente, avvenuto sette anni fa in un campeggio di Aigues-Mortes, una località turistica della Camargue, tra le città di Nimes e Montpellier, in Francia, dove era in vacanza coi genitori Paola e Giuseppe e la sorella Elisabetta più piccola di tre anni. Risucchiato da una griglia che lo ha intrappolato, l’adolescente è giunto in condizioni disperate all’ospedale di Nimes dove è spirato e dove si è svolto il processo che ha fatto seguito alla tragedia.
In primo grado, nel novembre 2019, il tribunale aveva condannato a 100mila euro di multa e alla pubblicazione della sentenza la società e a nove mesi di reclusione e 25mila euro con sospensione della pena l’amministratore Bernard Sauvaire quale persona fisica. Il 6 maggio 2021 la corte d’appello di Nimes aveva confermato la condanna al dirigente, mentre la società ha rinunciato al ricorso pagando un’ammenda di centomila euro allo stato.
“Nove mesi di reclusione – dice ancora papà Salvatore – sono una magra consolazione, anche se siamo soddisfatti che sia stato condannato, perché avevamo paura che condannassero soltanto la società e non lui come persona fisica, che con grande faccia tosta si è sempre dichiarato innocente, arrivando fino al terzo grado di giudizio per sentirsi confermare le sue responsabilità”.
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