Guardia di finanza – Operazione “Big dog”
Viterbo – (sil.co.) – Maxi blitz antidroga della compagnia di Tarquinia della guardia di finanza, oggi interrogatori di garanzia davanti al gip Giacomo Autizi per i cinque sospetti spacciatori specializzati in hashish e cocaina dell’operazione Big Dog sottoposti dal 15 novembre a misura cautelare.
Il bilancio è di 11 indagati, sei a piede libero (due per spaccio e quattro per favoreggiamento) e cinque sottoposti a misura, solo uno dei quali trasferito in custodia cautelare presso il carcere di Mammagialla.
Si tratta di un 64enne di Monte Romano, difeso dagli avvocati Paolo Delle Monache e Simona Mancini. Difesa dagli stessi legali anche l’unica donna del gruppo. Altri tre, assistiti dall’avvocato Remigio Sicilia, sono ai domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico, mentre uno è sottoposto a obbligo di firma.
Secondo l’accusa, il 64enne di Monte Romano avrebbe acquistato solitamente, dall’insospettabile fornitore “all’ingrosso” della capitale, 200 grammi di hashish e 15 grammi di cocaina per volta, che poi sarebbero stati ceduti dallo stesso ai “pusher”, per la successiva vendita “al dettaglio” dello stupefacente agli assuntori, con un “giro di affari” fino al litorale.
Tra gli indagati c’è anche un 58enne di Tarquinia.
Guardia di finanza – Operazione “Big dog”
Roma-Tarquinia-Monte Romano
Le indagini avviate nel luglio del 2021, a seguito di attività info-investigativa dei militari della compagnia di Tarquinia, hanno permesso, attraverso l’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e pedinamenti, di individuare i responsabili del sodalizio criminale dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina sulla tratta Roma-Tarquinia-Monte Romano, con unico canale di approvvigionamento individuato nella capitale.
Oltre diecimila intercettazioni
L’attività investigativa è stata diretta dalla procura della repubblica di Viterbo e le attività di natura tecnica – supportate dallo Scico della guardia di finanza e dalla Dcsa – si sono concretizzate con il monitoraggio di numerosi obiettivi. Tra utenze telefoniche, autovetture ed appartamenti in uso agli indagati ed una conseguente captazione ed analisi di oltre diecimila conversazioni telefoniche e video-ambientali.
Corriere insospettabile
L’efficacia di tale apparato investigativo ha consentito di ricostruire oltre 160 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, ricostruire forniture di sostanze stupefacenti, pari a circa 500 grammi di cocaina e circa un chilo e mezzo di hashish, trasportati a Tarquinia e Monte Romano da un corriere romano incensurato ed assolutamente insospettabile. Nel corso delle indagini, a riscontro delle investigazioni eseguite, sono state tratte in arresto due persone, sottoponendo altresì a sequestro considerevoli quantitativi di hashish e cocaina.
Articoli: Traffico di droga sul litorale, è di Monte Romano lo spacciatore finito in carcere – Spaccio di cocaina tra Roma, Tarquinia e Monte Romano: quattro arresti
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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