Omicidio di Natale – Via Polidori (nel riquadro la vittima Orobosa)
Viterbo – Morte di Enogieru Orobosa, è stato condannato ieri a 10 anni per omicidio volontario il connazionale Nelson Christofer.
Nessuna riqualificazione del reato in legittima difesa o omicidio preterintenzionale, come chiesto dal difensore Rolando Iorio del foro di Avellino.
Ma il gup Giacomo Autizi, pur confermando l’omicidio volontario sostenuto dalla pm Paola Conti per la procura, ha ridotto la condanna di quattro anni rispetto ai 14 anni di reclusione chiesti dall’accusa.
Si tratta solo della sentenza di primo grado, contro la quale la difesa è pronta a presentare appello, non appena saranno rese note le motivazioni.
Nel frattempo il tribunale di Viterbo ha anche riconosciuto ai familiari della vittima, parte civile al processo, il diritto a chiedere un risarcimento da quantificare in sede civile.
La pm Paola Conti
Nelson Christofer è il 32enne nigeriano detenuto nel carcere di Mammagialla dal 25 dicembre 2021 con l’accusa di avere ucciso con una coltellata all’addome che gli è stata fatale, sferrata la sera della vigilia di Natale di due anni fa, il connazionale 28enne tra via Marini e via Garbini, in seguito a un litigio scoppiato nell’abitazione condivisa da alcuni richiedenti asilo tutti di nazionalità nigeriana.
L’omicida, arrestato la mattina di Natale dalla polizia, ha sempre negato di avere sferrato lui la coltellata, dicendo di essere stato lui inseguito in strada dalla vittima che, armata di coltello, lo avrebbe stretto dietro un cancello minacciandolo di morte.
Ne sarebbe nata una colluttazione, in seguito alla quale l’imputato sarebbe riuscito a divincolarsi e scappare, senza accorgersi che il connazionale era rimasto ferito.
Vittima sepolta nel settore islamico del cimitero di San Lazzaro
I funerali di Enogieru Orobosa, celebrati secondo il rito islamico, si sono svolti il 23 febbraio dell’anno scorso, quasi due mesi dopo il delitto.
C’era anche la sorella della vittima, Osarugue Ebohon, venuta apposta a Viterbo dalla Germania, che non vedeva il fratello da 20 anni. Con lei il marito, i parenti, la famiglia e almeno una cinquantina di lavoratori che hanno chiesto il giorno di permesso per poter seppellire il proprio amico al cimitero di San Lazzaro.
Orobosa era venuto in Italia con il barcone, cinque anni fa, passando per i lager libici. Dopo aver attraversato il deserto. Secondo quanto raccontato a Tusciaweb da chi lo conosceva, “era un ragazzo molto tranquillo. Era molto religioso, molto rispettoso delle persone. Aveva preso la patente, stava studiando e cercando un appartamento per sé. Non aveva mai avuto problemi”.
Silvana Cortignani
Articoli: Uccise connazionale con una coltellata, giovane nigeriano condannato a 10 anni per omicidio volontario – Omicidio di Natale, il difensore di Christofer: “Fu legittima difesa, la vittima lo inseguiva col coltello…” – Chiesti 14 anni di carcere per l’omicidio di Natale, tocca alla difesa – Omicidio di Natale, chiesti 14 anni di carcere per Nelson Christofer
Fotogallery: I funerali di Enogieru Orobosa – Video: La sepoltura
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY