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Tribunale - La difesa: "Non voleva incolpare di un reato le parti offese pur sapendole innocenti"

Dà del mafioso al sindaco Romoli, “collezionista” di querele assolto da calunnia

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Alessandro Romoli

Alessandro Romoli

Anna Paradiso 

L’avvocato Anna Paradiso

Bassano in Teverina – (sil.co.) – Dà dei mafiosi a sindaco, assessore e comandante dei vigili di Bassano in Teverina, assolto dall’accusa di calunnia il “collezionista” di querele. “Non voleva incolpare di un reato le parti offese pur sapendole innocenti”, il commento a caldo della difesa, ricordando gli elementi costitutivi della calunnia. 

Si è chiuso così, ieri, davanti al giudice Ilaria Anghilleri, l’ultimo processo all’imputato, un uomo originario di Roma, difeso dall’avvocato Anna Paradiso, che dopo avere scelto il caratteristico borgo della Tuscia quale buen retiro ha più volte attaccato, anche tramite social, la pubblica amministrazione subendo nel corso degli ultimi anni vari procedimenti per reati come diffamazione, stalking e per l’appunto calunnia. 

Parti civili, oltre al sindaco Alessandro Romoli, anche l’assessore ai lavori pubblici e il comandante della polizia locale.

Lo scorso 6 ottobre furono sentite le parti offese. Oltre al sindaco di Bassano in Teverina nonché presidente della provincia Romoli, l’assessore ai lavori pubblici Stefano Abati e il sovrintendete capo dei vigili urbani Giampiero Pompili.

I fatti al centro del processo risalgono al 2017, quando l’imputato si sarebbe scagliato più volte contro le vittime dando loro dei mafiosi, avrebbe inviato mail per segnalare abusi, presentato esposti, ipotizzato presunti favoritismi, attaccato l’utilizzo delle grotte del borgo per l’allestimento del presepe vivente, sollevato dubbi sulla concessione di un locale dell’Ater per dei laboratori di ceramica nonché fatto scattare verifiche su certificati di residenza secondo lui sospetti.

Tutte denunce che non avrebbero trovato alcun riscontro. Così come, secondo la difesa, non sono emerse prove che la volontà dell’imputato fosse quella di calunniare, ovvero incolpare di un reato le parti offese pur sapendole innocenti. Assolto.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 

 


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14 marzo, 2023

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