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Tribunale - Saltato l'accompagnamento coattivo di una delle presunte vittime

Violentatore seriale di lucciole, la supertestimone resta in Sardegna

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Squillo

Prostituzione


Viterbo – (sil.co.) – Violentatore seriale di lucciole, la supertestimone resta in Sardegna. È  saltato l’accompagnamento coattivo di una delle presunte vittime. Una prostituta che nel frattempo si è trasferita sull’isola. 

Era invece puntualmente presente in aula anche ieri, accanto al suo difensore Carlo Taormina, il presunto stupratore seriale di lucciole, un pregiudicato 45enne di Bracciano, arrestato a settembre 2019 grazie alle tracce di Dna che lo avrebbero tradito.

Davanti al collegio c’era anche l’avvocato di parte civile di una delle vittime, la legale viterbese Anna De Cesare. Assiste la prostituta che l’uomo, esattamente sette anni fa, il 15 marzo 2016, a Monterosi, avrebbe costretto a un rapporto orale in mezzo alla strada strattonandola per i capelli e spingendole con forza la testa sui suoi genitali. Poi l’avrebbe spinta all’interno della vettura e l’avrebbe violentata, obbligandola a un rapporto sessuale completo senza protezione. 

Mancava però il quid indispensabile perché potesse celebrarsi l’udienza, ovvero la supertestimone, il cui ascolto è stato sollecitato dal pm Michele Adragna, per la quale era stato disposto l’accompagnamento coattivo “con vettore aereo” dalla Sardegna, dove nel frattempo si è trasferita. Accompagnamento in aereo poi revocato, non si è capito se per ragioni di economia, e non disposto con altri mezzi, magari in nave. Fatto sta che il processo riprenderà soltanto il prossimo autunno, quando sono state già calendarizzate due udienze con l’obiettivo di giungere al più presto a sentenza.


Carlo Taormina

Il difensore Carlo Taormina


I tre punti cardine della vicenda

Maniaco fotografato su una Smart grigia. La vittima dopo avere sporto querela si sarebbe confidata con un’altra prostituta, a sua volta aggredita a Capena nel febbraio 2018, la quale, incoraggiata a denunciare, ha consegnato agli investigatori, coordinati dalla procura di Tivoli, una foto scattata al suo aguzzino e alla sua Smart di colore grigio, quando si sarebbe ripresentato nella sua “zona” in cerca di prestazioni. 
Dna dell’imputato su una delle vittime. Sugli abiti della seconda vittima, la prostituta aggredita a Campagnano, ricoverata con codice rosa al san Filippo Neri, sono state rinvenute tracce biologiche dell’uomo che l’aveva aggredita. Le foto e l’analisi del Dna hanno permesso di risalire al 45enne, risolvendo anche il caso di Monterosi. 

Un solo modus operandi. Il modus operandi, secondo l’accusa, sarebbe stato sempre lo stesso. Il 45enne si sarebbe mosso con una Smart grigia a caccia della vittima di turno. Dopo averla fatta salire, si sarebbe fermato con l’auto in campagna, costringendola ad avere rapporti sessuali non protetti, rapinandola di soldi e cellulari e abbandonandola in un’area isolata.


Articoli: Stupratore seriale di lucciole tradito dal dna, salta testimonianza vittima – Stupratore seriale di lucciole, una delle vittime lasciata nuda in mezzo alla strada – Alla sbarra stupratore seriale di prostitute, avrebbe violentato e rapinato tre lucciole – Arrestato stupratore seriale, tra le vittime anche una donna di Monterosi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 marzo, 2023

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