![]() Umberto Fusco |
![]() Luisa Ciambella |
![]() Melissa Mongiardo |
![]() Leonardo Michelini all’incontro con Refrigeri |
![]() Vita Sozio |
![]() Filippo Rossi |
![]() Alvaro Ricci (Pd) |
Fusco: “Daremo lavoro ai giovani affidandogli la gestione degli spazi archeologici”
Riceviamo e pubblichiamo – Civica per Viterbo intende giocare un ruolo importante nella promozione del recupero di siti e aree archeologiche che oggi vertono in uno stato di profondo abbandono, recupero finalizzato anche all’occupazione giovanile.
Siamo una lista civica giovane e intendiamo caratterizzarci per un’azione di tutela del territorio e di intervento attivo sulla situazione lavorativa di questo territorio. Per questo, con la nostra presenza a Palazzo dei Priori, ci spenderemo per un piano di recupero dei siti e delle zone archeologiche nel territorio del Comune di Viterbo.
Il tutto per assegnare la gestione a società di giovani, in maniera tale da mettere a frutto, generando occupazione, una risorsa finora inutilizzata.
Civica per Viterbo partecipa alle elezioni amministrative del prossimo 26 e 27 maggio in sostegno del candidato sindaco Giulio Marini. Civica per Viterbo nasce dalla fusione tra l’esperienza di Lega Federalista, in maggioranza durante questa amministrazione, e parti della società civile.
Umberto Fusco
Civica per Viterbo
Riceviamo e pubblichiamo – Ville e giardini storici sono una risorsa di inestimabile valore. Un patrimonio storico e ambientale che va tutelato e valorizzato per condividere con il mondo la ricchezza e la bellezza dei beni culturali della regione e della Tuscia, creando nuova occupazione soprattutto giovanile.
La proposta di legge, che a breve presenteremo al consiglio regionale, prevede tre percorsi: il censimento di ville e giardini storici del Lazio, interventi e incentivi a sostegno della loro ristrutturazione e la creazione di una rete che metta a sistema i beni censiti attraverso la creazione di nuove imprese giovanili.
I beni culturali sono una risorsa importante soprattutto in un momento di crisi economica e occupazionale come quella che stiamo vivendo. Una risorsa e al tempo stesso una grande occasione di sviluppo. Perché è dai beni culturali, di cui il Lazio e la Tuscia sono un esempio di livello internazionale, che dobbiamo partire per rispondere e affrontare la sfida della globalizzazione, creando posti di lavoro soprattutto per le nuove generazioni.
Per costruire un futuro che faccia delle nostre risorse e della nostra identità culturale e storica concreti punti di riferimento. Una storia che va valorizzata e promossa per portare e consolidare il turismo sul nostro territorio. Una storia di cui essere orgogliosi.
Riccardo Valentini
Capogruppo della Lista per il Lazio
Termalismo del terzo millennio, incontro con Michelini, Sozio e Moltoni
Riceviamo e pubblichiamo – ‘La politica termale del terzo millennio’, è questo il titolo di una tavola rotonda che si terrà a Viterbo martedì 21 maggio. L’incontro è stato pensato per fare il punto sugli strumenti necessari alla costruzione di una vera politica termale per la città. Porteranno la propria esperienza professionale nel settore professori universitari e amministratori dei maggiori comuni termali italiani. Al centro la legge 323/2000 che dà mandato ai Comuni di sfruttare l’acqua termale come volano per la costruzione di sviluppo sul proprio territorio.
L’appuntamento è per le 17 al Gran Caffè Schenardi. Ad aprire i lavori il saluto del candidato sindaco Leonardo Michelini. Al suo fianco i candidati di ‘Oltre le mura’ Vita Sozio e Francesco Moltoni.
Interverranno il dottor Paolo Gruppo, ex assessore al Turismo del Comune di Abano Terme, il professor Antonio Fraioli, direttore della Scuola di Specializzazione Medicina Termale Università La Sapienza di Roma, l’avvocato Stefano Giorgilli, ex assessore al Turismo del Comune di Fiuggi; e il dottor Claudio Taglia, ex assessore alle Politiche Termali del Comune di Viterbo.
“Se Viterbo vuole darsi un futuro deve puntare sul termalismo – dichiara il candidato Moltoni -. E’ arrivato il momento di farlo con metodo, costruendo una vera politica termale. Fino a oggi la politica termale del Comune di Viterbo, fatta salva la parentesi in cui ha ricoperto l’incarico di assessore al Termalismo Claudio Taglia, si è limitata alla pulizia delle “pozze” libere. E’ mancata una programmazione, una capacità di protagonismo e di incentivare, grazie all’ingresso sul mercato del termalismo viterbese, di nuovi imprenditori. Un’azione necessaria, non per penalizzare chi già opera bene su questo settore di mercato, ma per trasformare Viterbo in città termale. Solo così sarà infatti possibile attirare molti più turisti e dare guadagno e lavoro a molte più persone”.
Per Vita Sozio: “Il termalismo é un settore determinante per la creazione di posti di lavoro, sopratutto lavoro al femminile. Se riuscissimo a sviluppare l’industria del turismo le opportunità di lavoro sarebbero altissime. Pensiamo alle addette in settori a vocazione femminile come l’estetica, l’alberghiero, la ristorazione, il commercio e l’artigianato artistico. L’incontro di martedì serve per aprire una nuova mentalità e iniziare quel lavoro necessario alla crescita di Viterbo”.
Ufficio stampa Leonardo Michelini
Qr flashmob, Santucci: “Fare promozione turistica a costo zero si può”
Riceviamo e pubblichiamo – Un flashmob per far conoscere Viterbo nel mondo. Questa l’ultima trovata del candidato sindaco per la lista FondAzione, Gianmaria Santucci che ha promosso tramite la rete il Qr flashmob “Viterbo in viaggio nel mondo”.
“Si tratta di un modo semplice, ma soprattutto a costo zero per far conoscere la Città dei Papi nel mondo – ha affermato Gianmaria Santucci – sfruttando le nuove tecnologie come il Qr code e il più importante social network, vogliamo far conoscere le bellezze della nostra città oltre i confini nazionali, ma soprattutto vogliamo dimostrare che fare promozione turistica a costo zero si può”.
Il funzionamento è semplice: si scarica un apposito codice Qr dal sito skylabstudios.net, lo si stampa e lo si mette in primo piano mentre si scatta una foto in uno dei luoghi simbolo della città in cui ci si trova, si posta l’immagine su Facebook geolocalizzando la propria posizione e taggandoci sopra il candidato sindaco, così facendo si dà il via al Qr flashmob.
“E’ un’azione mediatica a costo zero – ha aggiunto Santucci – unica nel suo genere. Per dare vita al primo Qr flashmob basta una stampante (ma il qr code, invece che stampato, può essere posto in primo piano nella foto anche tramite un altro telefono cellulare o tablet) e uno smartphone con connessione internet, in questo modo si fa viaggiare Viterbo in ogni parte del globo e in qualsiasi parte del mondo si potrà inquadrare il codice con il quale si accede nella piazza che ospita il Palazzo papale e il Duomo, dando inizio a una visita multimediale di Viterbo”.
Questa è una delle iniziative che hanno contraddistinto la campagna 2.0 di FondAzione, infatti sempre tramite il Qr code si può accedere ad una serie di video de “Il sindaco che ti parla” con i quali vengono illustrati i punti salienti del programma elettorale.
“Si parla sempre molto di tecnologie da mettere al servizio della città e dei cittadini – ha concluso il candidato sindaco – ma poi nessuno le utilizza veramente. FondAzione ha dimostrato che con dei piccoli accorgimenti e senza spendere cifre folli si possono utilizzare tecnologie e web per mettere in vetrina la nostra città, per rendere servizi utili ai viterbesi e magari anche per abbattere le lungaggini burocratiche”.
Gianmaria Santucci
FondAzione
Chiarle (Viterbo Venti Venti): Alle poste i cani possono entrare
Riceviamo e pubblichiamo – Mauro Chiarle, candidato consigliere al Comune di Viterbo, in forze alla Lista Viterbo Venti Venti, candidato sindaco Chiara Frontini, si presenta con un programma per la rivalutazione dell’animale e il suo inserimento come risorsa per la società e scrive alla direzione delle Poste Italiane.
“Recandomi presso gli uffici postali di Viterbo – si legge nella lettera – ho potuto notare un piccolo cartello con la scritta “Divieto di ingresso ai cani”. Intendo precisare che l’unica legge in merito a divieto ingresso cani a locali pubblici in genere, cui si può far riferimento è il decreto del presidente della Repubblica 320/54 “Regolamento della polizia veterinaria” che ammette l’accesso nei locali pubblici e sui mezzi di trasporto, purché siano condotti a guinzaglio (la normativa sancisce che “Vietare l’ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale” e per esercizio commerciale si intendono anche bar e ristoranti, ed è fatto, invece, assoluto divieto di ingresso nei luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati).
L’art. 83 del menzionato decreto asserisce che chiunque voglia far entrare il proprio cane in un ristorante o bar dovrà provvedere ad adempiere a ogni misura di precauzione (museruola o guinzaglio) al fine di non cagionare pericoli per gli altri clienti del locale.
Il proprietario del locale può, però, vietare l’ingresso ad animali sporchi o maleodoranti oppure può invitare il proprietario dell’animale a uscire dal ristorante, ad esempio se l’animale infastidisce gli altri clienti.
In virtù del fatto che gli uffici postali non sono comunque bar o ristoranti ritengo logico richiamare la direzione stessa delle Poste all’ottemperanza delle leggi italiane.
Inoltre prego qualsiasi cittadino, che dovesse essere invitato a uscire da un ufficio postale perché in compagnia del proprio animale, a segnalarlo ai vigili urbani, che dovrebbero preoccuparsi di far rispettare la legge.
Preciso ulteriormente che nel caso uffici o locali volessero richiedere ordinanze di divieto tale ordinanza deve essere firmata dal sindaco, da un assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani e pubblicata sugli albi pretori dei singoli comuni.
Se una di queste indicazioni manca, l’ordinanza stessa non è valida. Inoltre i cartelli che prevedono tale divieto devono recare sul retro il numero dell’ordinanza comunale di riferimento e la data di scadenza.
Quanto sopra scritto è per informazione alla cittadinanza e per un senso di volontà di rispetto delle leggi e per tutela dei diritti dei cittadini in genere.
Mauro Chiarle
Viterbo Venti Venti
Ciambella (Pd): “Il disastro della scuola di Villanova e il bisogno di politiche scolastiche serie”
Riceviamo e pubblichiamo – Una politica scolastica più attenta e vicina alle esigenze dei giovani studenti e delle loro famiglie. Con Leonardo Michelini sindaco vogliamo un Comune capace di mettere al centro le scuole.
Il sistema scolastico cittadino ha bisogno di una cabina di regia che sia in grado di ascoltare le esigenze dei diversi istituti e si dimostri capace di intervenire in maniera efficace a risolvere situazioni di criticità. Criticità che non mancano. Forse i viterbesi non conoscono il caso della scuola elementare di Villanova. Un Istituto collocato all’interno di un palazzo, senza ascensore, dove i bambini fanno educazione fisica all’interno di una stanza.
Una struttura quindi non adatta che da decenni costa al Comune di Viterbo circa 75mila euro all’anno. Uno scandalo bello e buono se si considera che sarebbe possibile costruire una scuola nuova, sempre a Villanova, acquistabile in dieci anni pagando la stessa cifra annuale dell’affitto.
Da tempo mi sto occupando della situazione delle scuole viterbesi, per esempio con la battaglia, vinta dopo un lungo percorso, condotta insieme a genitori e insegnanti contro lo smembramento dell’Istituto De Amicis, e ho avuto modo di costruire un vero e proprio studio che intende utilizzare nella prossima amministrazione come bussola per costruire delle politiche scolastiche indirizzate a nuove rotte.
In questo mio lavoro di approfondimento sull’argomento, ho avuto modo di entrare in contatto con diverse realtà che operano in città, toccando con mano situazioni di degrado strutturale inaccettabile o difficoltà di gestione in cui sono incorse eccellenze della scuola privata”.
Ritengo che la scuola privata non debba togliere risorse a quella pubblica ma al tempo stesso rivendica l’utilizzo del buon senso e considera utile la possibilità di costruire un dialogo positivo anche tra Comune e strutture scolastiche private.
Ho incontrato le suore dell’istituto Maestre Pie Venerine, una scuola d’eccellenza che fa parte della storia di Viterbo. Ho ascoltato le loro difficoltà e visto da vicino l’impegno che mettono nell’educazione dei ragazzi e nel mantenimento di una struttura funzionale. Ritengo che un Comune che punti a mantenere alti i livelli di efficacia ed efficienza di un servizio importante come quello scolastico non debba rimanere sordo al confronto e alla costruzione di sinergie anche con istituti di formazione privati.
La mia proposta e il mio impegno sono per un Comune presente sul fronte delle politiche scolastiche. Un Comune che sappia marcare proprio con l’efficacia e l’efficienza dei servizi la differenza che separa la nostra idea di amministrazione da quella apatica e distratta dell’ormai prossimo ex sindaco Giulio Marini.
Luisa Ciambella
Candidata Pd per Michelini sindaco
Melissa Mongiardo: “Villa Lante, il Pd mantiene le promesse”
Riceviamo e pubblichiamo – Il motivo dell’incontro di questa mattina a Bagnaia è dovuto al fatto che il Partito democratico mantiene le sue promesse.
Il 16 febbraio scorso, durante la campagna elettorale per le elezioni politiche e regionali, in uniniziativa pubblica il Pd ha presentato il progetto di sviluppo delle 3 A: ambiente, agricoltura e archeologia, per rilanciare lo sviluppo nel nostro territorio.
Il progetto, presentato in quelloccasione dal professore Riccardo Valentini oggi consigliere regionale, dal professor Stefano De Angeli e dall’onorevole Ugo Sposetti prevedeva un piano di sviluppo a partire dalla risorse inutilizzate del nostro territorio. Da quel documento è nata lidea di chiedere ai nostri consiglieri regionali di presentare una proposta di legge regionale per valorizzazione dei parchi storici del Lazio e di presentare, grazie al lavoro del dottor Carlo Mascioli e della Cooperativa Staff, un progetto che punti ad un modello di intervento per le Ville storiche del Lazio a partire da uno studio di Villa Lante e del suo parco.
La valorizzazione del territorio è la chiave dello sviluppo possibile: cultura, turismo e agricoltura sono la materia prima per la rinascita di Viterbo e della Tuscia Viterbese che gode di un enorme patrimonio ambientale, turistico e artistico che fino ad oggi è stato considerato dalle amministrazioni che si sono susseguite più come un peso economico da mantenere che come una risorsa per rilanciare leconomia e lo sviluppo.
Bagnaia, oltre a ospitare Villa Lante con uno degli esempi più belli al mondo di giardino allitaliana, ha uno dei centri storici medioevali più importanti di tutto il viterbese; borgo abbandonato allincuria più totale.
Parlare di sviluppo del territorio non può e non deve essere uno slogan: cè la necessità di parlare di proposte concrete e noi siamo qui per farlo. Non si può parlare di rilancio di Villa Lante se non si parla di rilancio del suo territorio.
Cè la necessità da parte della futura amministrazione comunale, di attuare il regolamento di ornato edilizio che tuteli i borghi medioevali a partire proprio da quello di Bagnaia, per combattere il degrado urbano e per portare i centri storici non solo ad essere protetti ma anche ad essere rivitalizzati ed animati da iniziative culturali e occasioni di socializzazione che siano altro dalle costose e sterili vetrine di propaganda che già conosciamo.
Il turismo richiede la capacità di fare rete e ad una domanda di turismo sempre più diversificata deve corrispondere un’offerta altrettanto valida.
Spero che proprio da Villa Lante e dalla nostra Bagnaia oggi considerata terra di nessuno riparta lo sviluppo del nostro territorio.
Con il circolo del Partito Democratico di Bagnaia e con il gruppo Pd in comune in questi anni abbiamo cercato di sollecitare la giunta alle istanze che provenivano dal territorio, promuovendo iniziative che potessero ridare dignità alle frazioni, ma come recita un abusato detto popolare: non cè peggior sordo di chi non vuol sentire.
I territori decentrati del comune di Viterbo: Bagnaia, Grotte S. Stefano e S. Martino al Cimino, devono ritrovare il loro spazio nellagenda di governo della città, bisogna introdurre strumenti di partecipazione per avvicinare le frazioni alla città coinvolgendo i cittadini; penso ai consigli di quartiere: organismi territoriali senza oneri aggiuntivi per lamministrazione che siano in grado di rappresentare le esigenze della comunità, diffondere il principio di solidarietà e che facciano da volano per laggregazione cittadina collaborando con associazioni e comitati civici presenti in ogni territorio della nostra città.
Da qui riparte lo sviluppo della nostra città. Svegliamo insieme la bella addormentata”.
Melissa Mongiardo
Tutte le falle di Marini
Riceviamo e pubblichiamo – L’ultima azione sciagurata è stata compiuta, il bilancio consuntivo non è passato in consiglio comunale e la giunta ha tentato di approvarlo da sola, impossessandosi di poteri non suoi.
Stessa cosa aveva fatto sul caso Itet quando si trattò di mettere dei vincoli sull’area (visto che in consiglio non passa la pratica), cosa molto simile ha sempre fatto per distribuire contributi che, anche se possono essere decisi dalla giunta, sarebbe stato opportuno portarli in consiglio comunale per ottenere una linea di indirizzo sulle attività da svolgere e, solo dopo, la giunta avrebbe dovuto elargire contributi.
Questo è quello che dovrebbe fare un’amministrazione per un fatto di trasparenza, correttezza amministrativa e politica.
Prendo spunto dall’ultima incredibile gaffe dell’Amministrazione Marini per fare alcune considerazioni e per ribadire come ci muoveremo noi se i viterbesi ci daranno l’onore di rappresentarli, affidandoci la guida della Città.
Ma facciamo un passo indietro, il buon Marini ha sempre detto che non ci sono i soldi per far nulla, ma poi spende quattrocentosessantamila euro (!!!) per contributi alla cultura, contributi elargiti a pioggia, piccoli interventi ad una marea di realtà.
E’ curioso, peraltro, notare come realtà che hanno goduto di finanziamenti vedano poi i propri membri candidati nelle liste che sostengono Marini. Nulla di illegale o di strano, per carità, ma la cosa è evidente e noi non la condividiamo. Come può, infatti, una persona che si giova di finanziamenti comunali andare poi a sedersi sugli scranni di quel Comune che deciderà sui futuri finanziamenti?
Forse sarebbe il caso, da parte di chi ha beneficiato di tali finanziamenti, ufficializzare il fatto che, se eletti, rinunceranno ad altri eventuali finanziamenti, almeno La Destra pretenderebbe ciò dai propri candidati.
Ma nulla ho visto in questo senso, questione di sensibilità.
Non ci sono i soldi, dice Marini, perché con le partecipate abbiamo avuto un buco enorme. Forse è vero, ma il Sindaco Marini dimentica che quelle partecipate sono state votate e gestite dal partito che lui rappresenta. Io non le ho mai votate e sostenute. Ma aggiungo altro, se il CEV ha creato un buco perché la raccolta della immondizia gravava fortemente sui bilanci (sei milioni di euro all’anno), come può essere migliorata la situazione ora che, grazie all’appalto che ha fatto Marini, lo stesso servizio ci costa DIECI milioni di euro all’anno?
Ma ancora, non ci sono i soldi ma si spendono un milione e mezzo per asfaltare mezza Viterbo (e qui è evidente come gli interventi che verranno fatti saranno solo delle toppe perché non puoi asfaltare mezza Città con quei soldi).
Ora il Sindaco ci dice che c’è un avanzo di amministrazione di oltre seicentomila euro ed anche qui non è un buon segno perché una Città abbandonata come la nostra se ha dei soldi da spendere per migliorarla, lo deve fare e non deve attendere la campagna elettorale per operazioni di facciata o di abbellimento momentaneo.
Ora fortunatamente il Prefetto ha tirato le orecchie a Marini ed il conto consuntivo verrà portato in consiglio comunale.
La Destra ed io non lavoreremo mai in questo modo e se i cittadini ci premieranno provvederemo a utilizzare lo strumento del bilancio partecipato, strumento grazie al quale i viterbesi non solo sapranno VERAMENTE quanti soldi realmente sono in cassa, ma potranno finalmente decidere come spenderli grazie a delle assemblee che consentiranno di scegliere gli interventi più opportuni e più interessanti per i cittadini.
Ovviamente questa sarebbe una vera rivoluzione per l’Amministrazione, una rivoluzione già messa in atto da tante amministrazioni italiane ed estere, un rivoluzione fatta con la trasparenza, la serietà ed il confronto civico, tutte parole che da sempre trovano posto nel dizionario de La Destra e che vorremmo inserire anche nel dizionario di tutti i partiti che governeranno la Città per i decenni a seguire.
Andrea Scaramuccia
Michelini: “Gli interessi di Viterbo non sono negoziabili con carriere politiche o altri incarichi istituzionali. Il sindaco si fa a tempo pieno”.
Riceviamo e pubblichiamo – “Gli interessi di Viterbo non sono negoziabili con carriere politiche o altri incarichi istituzionali. Il sindaco si fa a tempo pieno”. Così Leonardo Michelini, candidato a sindaco di Viterbo, ha aperto ieri l’incontro pubblico con il mondo economico e del lavoro.
All’evento è intervenuto l’assessore regionale alle Infrastrutture, politiche abitative e ambiente Fabio Refrigeri.
“Sono qui con Leonardo – ha spiegato l’assessore Refrigeri – oltre che per la conoscenza personale che ci lega, perché credo fortemente che si debba ripartire dalla territorialità. E’ lì il futuro dell’economia. E Leonardo lo ha capito capito bene.
Lavoreremo insieme – ha sottolineato Refrigeri – affinché Viterbo assuma un ruolo più centrale nella filiera istituzionale”.
“Fondamentali le parole dell’assessore – ha commentato Michelini -. Per rilanciare l’economia è necessario ripartire dalle realtà territoriali e valorizzarle.
Servono idee ben precise però per poter reperire i soldi per finanziarle. E’ chiaro che se mancano le idee, come è successo in questi ultimi anni, di certo non si trovano nemmeno i fondi. Inoltre, se sarò sindaco non andrò a Roma col cappello in mano, ma porterò a Viterbo le istituzioni”.
I due hanno poi illustrato alcuni dei punti del ‘Patto per Viterbo’, siglato dallo stesso Michelini con Nicola Zingaretti, con il quale la Regione si impegna a sostenere alcuni progetti per lo sviluppo della Tuscia.
All’incontro è intervenuto anche il consigliere regionale Enrico Panunzi, che ha sottolineato l’impegno del consiglio regionale del Lazio in alcuni temi che coinvolgono la Tuscia.
Hanno inoltre partecipato e sono intervenuti il presidente di Federlazio Rino Orsolini, il presidente di Unindustria Domenico Merlani, il segretario provinciale della Cgil Miranda Perinelli, il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici, il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella, il presidente di Confagricoltura Giuseppe Chiarini, il presidente della Cia Petronio Coretti, Fortunato Mannino della Cisl e il segretario della Cna Luigia Melaragni.
Ufficio stampa Leonardo Michelini
Tomasello (Solidarietà cittadina): “Viterbo città per tutti”
Riceviamo e pubblichiamo – Credo che Viterbo debba diventare una città di tutti e per tutti, non una città dove pochi privilegiati abbiano numerosi vantaggi e molti cittadini non possano godere di elementari diritti.
Credo sia arrivato il momento in cui la gente, la gente onesta, si faccia sentire in maniera pacifica ma decisa, con la consapevolezza che la politica, la buona politica, può e deve essere fatta da chi conosce veramente le esigenze della gente comune.
Credo sia ormai giunta l’ora della consapevolezza che tutti gli esseri umani hanno dei diritti inalienabili, diritto all’acqua potabile, diritto alla casa,diritto al lavoro,diritto alla salute, diritto all’assistenza, diritto ad una vita sana e ad un ambiente vivibile.
Sono sicura che quei viterbesi che in questi anni non si sono sentiti rappresentati da una opposizione asservita al potere, né da un governo scandaloso, ma in cuor loro, non hanno smesso di credere in una città più aperta, più viva e solidale, possano riconoscersi in Solidarietà cittadina.
Ho deciso di candidarmi con Solidarietà cittadina perché come diceva Paolo Borsellino la rivoluzione può essere fatta in cabina elettorale e usare un’unica arma: la matita.
Ada Tomasello
Fratelli d’Italia invita grandi e piccini all’iniziativa “Happy sunday”
Riceviamo e pubblichiamo – In attesa dell’appuntamento con Giorgia Meloni di oggi pomeriggio alle 18 in piazza della Repubblica, Fratelli d’Italia ha in cantiere un altro evento per domani, 19 maggio, ultima domenica di questa campagna elettorale per le elezioni comunali di Viterbo, una mattinata di giochi e divertimento rivolta a tutte le famiglie con una particolare attenzione ai bambini più piccoli.
L’evento si svolgerà a Pratogiardino, lo spazio verde cittadino di Viterbo, nel quale sarà possibile usufruire gratuitamente del trenino che fa il giro del parco e dell’area giochi dalle 10,30 alle 13,30 con animazione, pop corn e zucchero filato per tutti.
Durante la mattinana a Pratogiardino sarà possibile ricevere materiale informativo della campagna elettorale di Fratelli d’Italia e, più in particolare, delle iniziative in ambito sociale rivolte all’infanzia.
Fratelli d’Italia Viterbo
Insogna: “Ecco il mio lavoro di cinque anni”
Riceviamo e pubblichiamo – E’ tempo di offerte speciali, promesse, kermesse, cene, drink e chi più ne ha più ne metta. L’euforia elettorale sviluppa la creatività e la generosità dei contendenti.
Tutto è legittimo, tutto è consentito purché si rispettino le regole e le persone. Certo è che, oltre 600 candidati consiglieri e 14 candidati sindaco stanno sconvolgendo la serenità degli elettori, che si vedono pressati da numerose richieste di voto.
Questo fatto è naturale e fisiologico dell’evento elettorale.
In tutto questo movimento di contatti, di dichiarazioni e di promesse elettorali, io ritengo che tutti i consiglieri comunali uscenti, che chiedono ai cittadini elettori la loro riconferma, abbiano un dovere in più, ed è quello di dover dimostrare, con atti concreti, cosa hanno fatto in questi cinque anni di permanenza in consiglio comunale.
Non sta a me giudicare cosa abbiano fatto gli altri colleghi che si ricandidano, ma io sento come un dovere preciso il dover rendere conto della mia azione di rappresentanza cittadina, e dover far conoscere tutto quello che ho fatto in difesa degli interessi della collettività viterbese.
Innanzitutto posso dimostrare di essere stato sempre presente ai consigli e alle commissioni, ma oltre questo intendo dimostrare cosa ho fatto e detto, anche in maniera pubblica, in questi cinque anni, a tal proposito ho attivato un profilo Facebook: Sergio Insogna personaggio pubblico.
Con il presente comunicato invito a visitare questo profilo pubblico e verificare il lavoro di rappresentanza svolto tramite interrogazioni, mozioni, segnalazioni ed emendamenti che partono dal 2008 ed arrivano al 2013. Questi documenti rappresentano una parte significativa di quanto fatto e scritto nell’interesse pubblico.
Sergio Insogna
Vita Sozio (Oltre le mura): “Subito un piano per il commercio nel centro storico”
In consiglio comunale per spingere la nuova amministrazione a varare un piano per il commercio nel centro storico. Il grande scomparso nella vita della città è senza ombra di dubbio il commercio. Tante le concause che hanno determinato il collasso di un settore che negli anni passati ha saputo garantire occupazione, soprattutto femminile, e una certa vivacità economica del capoluogo della Tuscia.
La chiusura di tante attività sta avendo ricadute negative anche sui negozi rimasti aperti e se si continua di questo passo i commercianti del centro storico rischiano di diventare un specie in via d’estinzione. Per impedirlo bisogna mettere mano alla progettazione della città e approvare in comune strategie funzionali alla ripresa.
E’ di fondamentale importanza intervenire per realizzare un preciso modello di organizzazione del centro. Un modello che vada a istituire due zone con caratteristiche diverse, originando un’interazione virtuosa tra queste parti. Una prima area, secondo l’idea di Sozio, va da piazza del Comune a piazza della Rocca mentre l’altra inizia a San Lorenzo e si estende per tutta la parte più antica della città. Questa seconda andrebbe chiusa al traffico e trasformata in zona pedonale.
In pratica si dovrebbe intervenire per creare nella parte più antica del centro un vero e proprio salotto a cielo aperto. Gli interventi necessari sono: un’illuminazione adeguata (oggi assente); un manto stradale decoroso (oggi è tutto avallato e la gente rischia anche di farsi male mentre passeggia); il rifacimento dell’ornato (da attuare attraverso sgravi e fondi appositi per l’incentivazione dei restauri); panchine per sedersi; servizi igienici (oggi le persone sono costretti ad andare in bagno nei bar e ristoranti); trasformazione di tutti gli spazi a livello della strada in negozi; possibilità per servizi di ristoro di avere spazi all’esterno in concessione gratuita in cambio di investimenti nell’arredo (un arredo concordato col Comune e realizzato con l’obiettivo di rendere bella ed elegante la città).
L’aumento di attrattività della parte antica della città funzionerebbe da traino al resto del centro, soggetto a minori limitazioni del traffico e zona di passaggio obbligato per raggiungere San Pellegrino e l’area limitrofa.
Fino a oggi l’intera categoria dei commercianti è stata sempre divisa, non esprimendo rappresentanti all’interno del consiglio comunale. Mi candido per lavorare al bene collettivo ma soprattutto per portare la mia esperienza di commerciante del centro a sostegno di quel piano del commercio che fino a oggi è mancato.
Vita Sozio
Candidata di Oltre le mura per Leonardo Michelini sindaco
Rossi (Viva Viterbo): “Con questa amministrazione, Viterbo succube di Roma”
Riceviamo e pubblichiamo – “Se questa amministrazione verrà rieletta, Viterbo continuerà ad essere succube e suddita di Roma così come lo è stata negli anni precedenti. E lo dimostra il fatto che, anche in campagna elettorale, il centrodestra chiede l’aiutino da Roma. Oggi a Giorgia Meloni, che sarà a Piazza della Repubblica, lunedì a Maurizio Gasparri al Teatro Tenda. Una musica che, in caso di vittoria dell’attuale amministrazione, di certo non cambierà dopo il 27 maggio”.
A dichiararlo è il candidato sindaco, Filippo Rossi, durante il comizio di quartiere che si è svolto ieri sera a Piazza Crispi. Assieme a Rossi, sono intervenuti anche l’architetto Giovanni Cesarini e i candidati della lista civica Viva Viterbo Simonetta Navarra, Andrea Moretti e Giacomo Barelli.
“Una sudditanza – prosegue Rossi – di cui l’amministrazione uscente non si è mai liberata. Succubi della Capitale e della sua politica. Mai al servizio dei viterbesi che avrebbero invece dovuto essere il loro solo ed unico punto di riferimento. Una sudditanza anche psicologica. Il centrodestra non riesce a pensare ad una manifestazione – nemmeno ad un semplice aperitivo in qualsiasi bar – senza chiamare in campo i suoi capobastoni romani.
Senza tentare – almeno per una volta – di scendere in piazza con le loro forze. Se non riescono a fare questo passo così elementare, come potranno mai – sottolinea Rossi – governare un territorio a partire dalle sue risorse, dalla sua vera identità e dal suo patrimonio? Infatti non lo hanno mai fatto. L’idea che hanno avuto della nostra città non muove dalle sue potenzialità e ricchezze, ma è un’idea che passa attraverso gli occhi della politica e dei poteri romani. è per questo che bisogna ripartire dal civismo. Perché noi viterbesi non dobbiamo più chiedere aiuto a Roma, ma dobbiamo camminare con le nostre gambe, con l’orgoglio della nostra storia”.
Viva Viterbo
Ricci (Pd): “La nuova amministrazione deve affidare servizi a cooperative sociali”
Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo ha bisogno di costruire sviluppo finalizzato all’occupazione. La priorità per una buona amministrazione, in questo delicato momento, deve essere il lavoro. La soluzione immediata, per dare piccole risposte concrete ed evitare di lasciare indietro chi è più in difficoltà, possiamo trovarla nello strumento delle cooperative sociali di tipo B.
Le cooperative sociali possono gestire servizi socio-sanitari ed educativi, oppure attività di vario genere (agricole, industriali, commerciali o di servizi) finalizzate all’inserimento nel mercato del lavoro di persone svantaggiate. La legge prevede di riservare ai disabili almeno il 30% del personale della singola cooperativa.
Il Comune può affidare direttamente, quindi in tempi rapidi, determinati servizi a questo tipo di realtà produttive. Un’operazione quindi che può essere portata a termine già nei primi mesi della nuova amministrazione comunale. Si tratterebbe innanzitutto di un segnale chiaro che la nuova amministrazione lancia alla città: la priorità è il lavoro.
Esistono servizi che possono essere gestiti da subito, creando occupazione, seguendo questa strada dell’assegnazione a cooperative sociali. Ogni anno, il Comune di Viterbo spende per la manutenzione di Pratogiardino 150mila euro. Perché non dare lavoro, in pianta stabile, a un certo numero di ragazzi (in parte disabili) proprio all’interno del principale parco cittadino? Stesso ragionamento si può estendere alla gestione del Museo Civico che sarà trasferito all’ex mattatoio di Valle Faul ma anche nella gestione dei diversi siti termali liberi.
Naturalmente, si tratta di interventi capaci di dare occupazione a un numero limitato di persone ma è quello della concretezza e del subito il modo per segnare un netto cambio di marcia rispetto all’amministrazione Marini. Contemporaneamente l’amministrazione deve mettersi in prima linea per elaborare un progetto di sviluppo turistico, termale, edilizio e commerciale della città. Quel piano che in tutti questi anni non c’è stato, conficcando Viterbo nelle profondità di una crisi ancora più nera di quella attraversata da altre città italiane meglio strutturate.
Alvaro Ricci
Candidato del Partito democratico per Leonardo Michelini sindaco
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