Viterbo – (sil.co.) – Scandalo aeronautica, sarebbe stata regolarmente pagata la cucina fornita da un’azienda viterbese alla casa di Somma Vesuviana dell’unico arrestato finito in carcere, un ufficiale, tra i 39 indagati della maxinchiesta della procura di Velletri.
Una cucina del valore di 13mila euro, ma “prodotto da esposizione”, venduta a poco più di seimila euro, con lo sconto del 50 per cento, in quanto in mostra da quattro anni presso il punto vendita di Terni.
“Un caso emblematico di errore giudiziario, un venditore di cucine accusato di avere venduto una cucina”, secondo la difesa.
Lo avrebbe spiegato ieri al gip Giacomo Autizi, che lo ha sentito per rogatoria, lo stesso allora responsabile commerciale della Amedeo Orsolini Spa, Marcello Corsi, 51 anni, di Vasanello, ai domiciliari dal 18 aprile su disposizione del gip del tribunale di Velletri per corruzione e turbativa d’asta in concorso.
“Corsi non nega di aver intrattenuto rapporti con l’ufficiale, che appare arduo definire amicali come fa il gip, ma, elemento rilevante, ha limitato la sua attività, come avrebbe fatto qualsiasi altro venditore, alla mera presentazione dei prodotti in vendita, senza che al militare sia stata corrisposta alcuna utilità e neppure un trattamento di favore”, sostiene la difesa.
Assistito dagli avvocati Giuseppe e Caterina Picchiarelli, carte alla mano, Corsi avrebbe risposto a tutte le domande, mentre i difensori, depositando fatture e bonifici della cucina pagata, hanno chiesto la revoca della misura per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e dell’attualità del pericolo di reiterazione del reato. Nel frattempo i legali hanno depositato analoga istanza al tribunale del riesame di Roma.
“Corsi è vittima di errore giudiziario – ribadiscono gli avvocati – la procura avrebbe potuto, rectius dovuto, compiere verifiche di carattere fiscale in relazione alla cucina oggetto della presunta attività corruttiva, cucina che la procura ed il gip, senza alcuna valutazione critica, considerano scontato che non sia stata pagata”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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