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Montefiascone - Rogo di via Tagliamento - Si tratta di un geometra - Processo verso la prescrizione - Rinuncia delle parti a sentire l'ex comandante dei vigili del fuoco

Condominio in fiamme, colpo di spugna vicino per 18 inquilini e l’unico imputato rimasto

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Montefiascone - Incendio palazzo via Tagliamento 12

Montefiascone – Incendio palazzo via Tagliamento 12


Montefiascone – (sil.co.) – I piani alti furono divorati dalle fiamme, i piani bassi furono invece devastati dalle enormi quantità di acqua utilizzate per fare fronte all’emergenza.E’ il rogo di via Tagliamento, a Montefiascone. Ebbene, a distanza di oltre sette anni, le parti hanno deciso di rinunciare a sentire l’ex comandante dei vigili del fuoco Giuseppe Paduano, la cui testimonianza è saltata due volte, il 10 febbraio dell’anno scorso e poi di nuovo il 3 ottobre 2022.

E’ successo di nuovo, stavolta in via definitiva, all’udienza di giovedì del processo ripreso  giovedì, dopo uno stop lungo sei mesi, davanti al giudice Ilaria Inghilleri, quando, nonostante Paduano fosse presente in aula, l’ormai prossima “morte per prescrizione”, come è stato detto in aula, ha convinto i presenti a soprassedere.

Diciotto le parti civili tra condomini e amministratore, parte dei quali difesi dall’avvocato Angelo Di Silvio. L’assicurazione avrebbe risarcito i danni solo in parte.

Fatto sta che, quasi dopo otto anni dal rogo che nel 2015 ha devastato il condominio al civico 12 di via Tagliamento a Montefiascone, il processo si chiuderà a breve rimanendo fermo ai testimoni dell’accusa, mentre alla sbarra è rimasto uno solo dei due imputati, il geometra figlio di un’inquilina difeso dall’avvocato Giovanni Labate.

Fuori dal processo il titolare della ditta, un artigiano edile, che stava facendo i lavori di ristrutturazione nel palazzo di quattro piani, la cui posizione è stata stralciata un anno fa in seguito alla nullità del decreto di citazione a giudizio, non essendo stato interrogato durante le indagini preliminari, come espressamente chiesto in due memorie dall’avvocato Floriana Clementi.

Nell’ottobre 2021 hanno testimoniato gli inquilini evacuati dalle loro abitazioni il 9 settembre 2015, a causa del maxi rogo, alimentato dal fortissimo vento, che ha devastato il caseggiato e i suoi 600 metri quadri di appartamenti. Il fuoco, partito dal tetto, ha letteralmente divorato le mansarde e ci sono voluti giorni perché i vigili del fuoco riuscissero a domare anche gli ultimi focolai. Dopo sei mesi, nel marzo 2016 furono tolti i sigilli, ma prima di poter rientrare a casa gli inquilini hanno dovuto aspettare 3-4 anni.

Pesantissimo il bilancio. Nessuna vittima, ma su un totale di 28 appartamenti, 8 andarono completamente distrutti, le mansarde al quarto piano, mentre non riportarono danni strutturali i piani sottostanti, ma tutti gli impianti finirono fuori uso. Ventotto famiglie furono sfollate e aiutate con una raccolta fondi. L’intero fabbricato fu dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, interamente evacuato e sequestrato dalla procura. 


Viterbo - Nuova caserma vigili del fuoco - Il comandante provinciale Giuseppe Paduano

Vigili del fuoco – L’allora comandante provinciale Giuseppe Paduano


Vigili del fuoco eroi al lavoro per tre giorni

Lungo ed impegnativo l’intervento di spegnimento e bonifica, che ha visto impegnati uomini e mezzi per ben 3 giorni. L’allarme presso la sala operativa dei vigili del fuoco è arrivato alle ore 10,30 circa del 9 settembre 2015, lanciato da un operaio che stava effettuando una riparazione sulla copertura dell’edificio. Una squadra di vigili del fuoco che già si trovava a Montefiascone, impegnata in un intervento di rimozione di alberi pericolanti, si è subito recata sul posto. Dopo circa 4 minuti, i 5 uomini della prima partenza si sono trovati davanti alla palazzina, con il fumo e le fiamme che già uscivano da vari punti del tetto.

In totale, gli uomini del comando provinciale vigili del fuoco di Viterbo, hanno presidiato la palazzina per 3 giorni. Durante le prime 12 ore di intervento sono state impegnate 21 persone, compresi i vigili del comando di Roma e Terni, e 8 mezzi: 2 Aps (Auto pompa serbatoio), 2 Abp (Auto botte pompa), 2 autoscale, 1 piattaforma, 1 carro autoprotettori.

La particolarità della copertura ha subito fatto rendere conto i vigili del fuoco che si sarebbe trattato di un intervento molto difficile.L’edificio, derivato dalla riconversione di una vecchia scuola, presentava un quarto ed ultimo piano composto da otto appartamenti, con il tetto e le pareti esterne costruite completamente in legno lamellare, elementi isolanti e, infine, lamiera ondulata come copertura finale. Proprio da quella lamiera stavano uscendo fiamme e tanto fumo nero, da molti punti dei circa 600 metri quadrati di struttura.


Montefiascone - Incendio palazzo via Tagliamento 12

Montefiascone – Incendio palazzo via Tagliamento 12


Sulla piattaforma in attesa dell’autoscala per arrivare al tetto

La priorità è stata assicurarsi che non ci fossero ancora persone all’interno poi, in attesa dell’autoscala che sarebbe arrivata da lì a qualche minuto, i vigili del fuoco hanno utilizzato la piattaforma della ditta che stava facendo i lavori. Sono saliti fino a quanto ha permesso il piccolo mezzo ed hanno iniziato a gettare acqua sulla copertura, mentre il capo squadra, valutando la situazione, si rendeva conto che ormai si trattava di un incendio generalizzato.

Bisognava crearsi un varco tra quelle lamiere per poter bagnare il legno ed il materiale isolante sottostante. Nel frattempo, il vento di tramontana stava accelerando e favorendo l’avanzata del fuoco. Alla centrale di Viterbo viene subito richiesta un’autobotte, in modo da poter rifornire di acqua il mezzo che già stava lavorando. Intanto arriva sul posto l’autoscala a cui viene collegata la tubazione predisposta nel frattempo dai vigili, per poter così gettare acqua dalla lancia montata sul cestello. A quelle pressioni però l’acqua a disposizione basta per pochi minuti e quindi è necessario sollecitare l’invio dell’autobotte.


Non bastano 9 uomini dotati di autorespiratori

L’intervento, a questo punto, mostra tutte le difficoltà e i possibili sviluppi. Gli uomini, dotati di autorespiratori, cercano di rompere qualche lamiera nella zona nord del tetto, ma l’operazione non è facile. Il metallo è fissato al legno per mezzo di lunghe viti che, con il calore sviluppatosi, sono diventate incandescenti e si sono deformate. Arriva anche l’autobotte e si può iniziare a fare la spola tra l’idrante più vicino e il mezzo da rifornire.

Adesso ci sono 9 vigili del fuoco, ma non bastano per le proporzioni e la velocità dell’incendio. Purtroppo serve anche una seconda autobotte, quella appena arrivata non è sufficiente. In centrale si organizzano al meglio e, nonostante le persone a disposizione siano quasi terminate, inviano un altro uomo con la seconda autobotte. Un paio di vigili riescono ad entrare all’interno dell’edificio, ma già il terzo piano è invaso dal fumo.


Finiscono anche le bombole di aria compressa

Le porte delle abitazioni dell’attico sono chiuse, bisogna cercare di aprirle o entrare dal tetto perché stanno completamente bruciando. Serve una seconda autoscala, che viene richiesta al comando di Roma. Viene quindi mandata una piccola piattaforma da Montelibretti, con 2 operatori vigili del fuoco, per mezzo della quale si potrà provare ad attaccare il fuoco dalla parte opposta del tetto.

Sul posto sta arrivando anche la partenza di Gradoli, con altri 5 vigili del fuoco. Il funzionario di servizio, appena giunto, si coordina con i capi squadra per cercare di individuare i punti della struttura più vulnerabili. Finalmente si riesce a rimuovere qualche lamiera ed entrare negli appartamenti. A questo punto non bastano più le bombole di aria compressa per gli autorespiratori, servono quelle di scorta dalla centrale. Alla fine della giornata si conteranno circa 40 bombole consumate.


Fumo anche dai garage, quattro piani sotto

Il lavoro procede senza interruzione per qualche ora, poi si decide di far arrivare un’autoscala dal vicino comando di Terni, con 3 persone, in sostituzione della piattaforma di Roma. Ormai è pomeriggio e l’incendio è sotto controllo, ma il timore è che il fuoco possa attaccare anche gli appartamenti dei piani sottostanti. I vigili del fuoco riescono ad aprire la maggior parte delle porte del terzo piano e, quella che era solo un’ipotesi temuta, si mostra reale. 

Il fuoco stava infatti iniziando ad attaccare i listelli in legno del soffitto di almeno un paio di appartamenti. Come se non bastasse, il fumo stava cominciando ad uscire anche dai garage, 4 piani sotto. La preoccupazione, mentre si stanno spegnendo le grosse travi del tetto, è per tutti i cavedi che possono far arrivare il fuoco in ogni piano. Le colonne degli impianti e gli spazi vuoti delle coibentazioni, potrebbero infatti trasformarsi in strade pericolosamente percorribili dalle fiamme.


Primi pompieri all’opera per 11 ore consecutive

Nel tardo pomeriggio la situazione è ormai totalmente sotto controllo, ma bisogna ancora estinguere i tanti piccoli focolai presenti, anche all’interno dei cavedi degli impianti. Nel frattempo, intorno alla palazzina, i proprietari degli alloggi chiedono ai vigili del fuoco di poter entrare per recuperare gli effetti personali dagli appartamenti ancora salvi. A rotazione, gli uomini del comando, dopo avere accertato le condizioni di sicurezza, li accompagnano negli alloggi.

Trascorse circa 11 ore, i primi vigili del fuoco intervenuti ricevono il cambio dai loro colleghi del turno notturno, che avranno il compito di continuare il lavoro e programmare i prossimi passi. La mattina seguente verrà richiesto l’aiuto del nucleo regionale Saf (Speleo alpinistico fluviale), per calarsi dall’alto e provare a smontare quante più lamiere possibili. Solo così ci si potrà assicurare di avere spento completamente il fuoco.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 maggio, 2023

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