Nepi – La macelleria tabaccheria di Giancarlo Pallotti nel riquadro
Nepi – (sil.co.) – Tentata rapina in macelleria, mozzate le dita della mano destra del bandito.
Sarebbe tuttora in terapia, ma potrebbe avere riportato danni permanenti agli arti superiori e in particolare a tre dita della mano destra, il pregiudicato che verso le 20 dello scorso 29 agosto è rimasto gravemente ferito durante il tentativo di mettere a segno un colpo sfociato nel sangue presso un esercizio commerciale di Nepi adibito anche a tabaccheria. In particolare, potrebbe perdere del tutto o in parte l’uso della mano che sarebbe rimasta mutilata nonché del braccio destro, pure gravemente lesionato all’altezza del polso.
Fatta irruzione in orario di chiusura all’interno del negozio di via Gori col volto travisato, il rapinatore si sarebbe infilato dietro il bancone della carne e avrebbe intimato al macellaio: “Dammi i soldi, mo’ me devi da’ i soldi”.
Quindi, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe afferrato uno dei coltelli appoggiati sul piano di lavoro, colpendo ripetutamente alla testa la vittima.
Il macellaio, stretto dal malvivente dietro il bancone, si sarebbe a sua volta difesa impugnando un coltello con cui lo avrebbe colpito alla mano e al polso destri.
Nella colluttazione tra la vittima e l’aspirante ladro rimase gravemente ferito alla testa il titolare del negozio, Giancarlo Pallotti, che per avere reagito alla violenta aggressione è stato trovato dai soccorritori col viso una maschera di sangue ed è finito all’Andosilla dove è stato medicato con 25 punti di sutura. Il macellaio, in particolare, cui secondo il referto del pronto soccorso è stata letteralmente spaccata la testa, ha riportato una ferita lacero contusa del cuoio capelluto, dell’orecchio e guancia sinistra e del naso, frattura della volta cranica e frattura delle ossa nasali.
L’aspirante rapinatore, un noto pregiudicato trentenne del posto, A.G., arrestato poco dopo dai carabinieri al pronto soccorso dell’ospedale di Civita Castellana, dove si sarebbe recato da solo dandosi alla fuga in auto, fu trasferito all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma a causa della gravità delle lesioni riportate a una mano e a un braccio durante la colluttazione col macellaio. Lesioni a causa quali avrebbe riportato danni permanenti che potrebbero limitare per sempre la funzionalità delle articolazioni interessate.
Per il trentenne, arrestato quasi due mesi fa con l’accusa di tentata rapina aggravata e lesioni personali gravi, aggravate dall’uso di un coltello come arma, la procura potrebbe chiedere il giudizio immediato alla luce dell’evidenza delle prove.
A carico del trentenne è tuttora in corso un altro processo per rapina, presso un grande magazzino cinese di Civita Castellana, mentre è stato assolto il 15 marzo 2022 dal collegio del tribunale di Viterbo dall’accusa di due “colpi” messi a segno nel capoluogo la mattina del 2 e la sera del 5 agosto 2017, ovvero uno scippo a un’anziana in via Mazzini e un altro ai danni di una donna in via Ascenzi, quest’ultima in compagnia del marito e di alcuni amici durante una serata di movida.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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