Viterbo – (sil.co.) – Finito ai domiciliari il 22 aprile 2022, quando è stato arrestato in seguito all’ennesimo episodio di violenza domestica nei confronti della compagna, ieri è stato condannato in primo grado a un anno di reclusione per lesioni aggravate dal collegio del tribunale di Viterbo, che lo ha invece assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia secondo cui avrebbe picchiato la ex anche mentre era incinta.
La vittima, cui è stata riconosciuta una provvisionale in vista di un più cospicuo risarcimento dei danni in sede civile, si è costituita parte civile con l’avvocato Dominga Martines, mentre l’imputato era difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia.
L’uomo, un 34enne residente in un centro dei Cimini, è stato condannato per due violenti episodi avvenuti tra marzo e aprile dell’anno scorso.
La più violenta delle aggressioni, il 28 marzo 2022, è costata alla vittima, una 36enne, una prognosi di 30 giorni.
L’ex, per gelosia di una precedente relazione, l’avrebbe presa per il collo e per i capelli, sollevata di peso e scaraventata addosso al muro, dopo di che l’avrebbe bloccata con un ginocchio sullo sterno quindi l’avrebbe colpita con due testate sulla fronte.
Neanche un mese dopo, il 17 aprile 2022, sempre per gelosia, l’avrebbe aggredita in macchina, prendendola prima per il collo poi l’avrebbe colpita sul viso e sul corpo con schiaffi, pugni e calci, facendola finire anche in questo caso al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, dove la donna è stata medicata con una prognosi di dieci giorni.
In appena cinque mesi di convivenza, secondo l’accusa, l’imputato avrebbe picchiato e mandato tre volte la compagna in ospedale, anche mentre era incinta. La prima volta che l’avrebbe picchiata, lo avrebbe fatto subito dopo una tranquilla serata trascorsa con una coppia di amici, titolari di un ristorante sui Cimini, con cui avevano brindato al lieto evento rivelando la gravidanza. Era la sera del 24 novembre 2021. La gravidanza si è poi interrotta. Per altre ragioni. La convivenza pure, la primavera successiva, quando lui è stato arrestato dai carabinieri.
Agli atti sono stati acquisiti tre certificati del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, con prognosi di 3 giorni, 30 giorni e 10 giorni a causa delle lesioni riportate dalla vittima. Il primo referto con una prognosi di tre giorni risale appunto al 24 novembre 2021, quando era in stato interessante. Secondo l’accusa, sarebbe stata poi minacciata di morte la vigilia di Natale, il 24 dicembre 2021. Presa per i capelli, scaraventata a terra e colpita con due testate il 28 marzo 2022, quando è stata medicata dai sanitari con una prognosi di un mese. Picchiata mentre era alla guida della sua vettura, il 17 aprile 2022, quando si è salvata da conseguenze peggiori buttandosi fuori dall’auto, riportando una prognosi di dieci giorni.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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