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Macchina del fango - L'ex giornalista dell'Opinione indagata per corruzione ha chiesto di essere interrogata

Tartaglini per due ore davanti al pm

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Viviana Tartaglini

Paolo Gianlorenzo

Gianni Moscherini

Viviana Tartaglini interrogata in procura.

E’ stata ascoltata ieri mattina dal pm di Civitavecchia Viviana Tartaglini.

L’ex giornalista dell’Opinione, indagata per corruzione, è comparsa ieri davanti al pm Lorenzo Del Giudice, titolare dell’inchiesta sulla macchina del fango contro il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei.

Ha chiesto lei di essere interrogata e, per due ore, ha risposto alle domande del magistrato. Tutte riguardanti l’infuocata campagna elettorale del maggio scorso, tra Tidei e l’ex primo cittadino Gianni Moscherini, anche lui finito sotto inchiesta.

Secondo l’ipotesi dei magistrati, Moscherini avrebbe promesso l’appalto dei lavori per le terme di Civitavecchia a Giuseppe Sarnella. In cambio, l’imprenditore indagato avrebbe finanziato parte della sua campagna elettorale, affidandosi a giornalisti come Tartaglini e l’ex direttore dell’Opinione di Viterbo e Alto Lazio Paolo Gianlorenzo per “massacrare” Tidei sui giornali.

Il sindaco ha denunciato e Tartaglini e Gianlorenzo sono finiti nel registro degli indagati, trascinando con loro il direttore dell’Opinione delle libertà Arturo Diaconale, oltre a Sarnella e Moscherini.

I giornalisti viterbesi respingono le accuse. Per l’avvocato Massimo Meloni, che difende entrambi, “si trattò solo di una pubblicità fatta da Sarnella sulle pagine dell’Opinione. Gianlorenzo e Moscherini si sono conosciuti dopo”.

La difesa è ottimista. “Il pm, chiaramente, non ci ha anticipato nulla – spiega Meloni -, ma mi è sembrato possibilista su un’archiviazione. Ci siamo dati tempo fino al 10 gennaio per depositare ulteriori documenti. Poi, probabilmente, chiederemo l’archiviazione”.

“Tartaglini ha avuto solo un incontro con Sarnella per accordarsi sulla pubblicità. Niente di più”, aggiunge l’altro avvocato della donna, Franco Taurchini.

L’inchiesta civitavecchiese è il seguito di quella aperta a Viterbo, su un’altra macchina del fango: quella a danno di Francesco Battistoni, ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, e Piero Camilli, sindaco di Grotte di Castro. Anche in quel caso si indaga su Gianlorenzo e Tartaglini, ma anche sull’ex assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli che, secondo le indagini, potrebbe aver pagato Gianlorenzo per colpire Battistoni. Nel mirino della procura c’è una delibera di stanziamento di 18mila euro, per pubblicizzare le iniziative dell’assessorato all’Agricoltura sull’Opinione.

Anche qui, la difesa è la stessa: niente manganellate mediatiche a pagamento. Era solo pubblicità.

Nel calderone rientrano anche il presunto esame truccato da giornalista della Tartaglini, il tirapugni trovato nell’ufficio di Gianlorenzo, e la truffa e il falso materiale per i due giornalisti.



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13 dicembre, 2012

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