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Palazzo dei priori - Maggioranza a pezzi - Serra e Quintarelli all'attacco - Intervista a Gianmaria Santucci (Fondazione) che punta il dito contro il comune che non ha seguito i dettami della legge rivolgendosi al sottosegretario del ministero degli interni Bocci e non ai diretti interessati e poi al Civit

Incompatibilità, una bufala che mette all’angolo Michelini e Rossi

di Miyamoto Musashi
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Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

– Una bufala politico – mediatica – amministrativa che fa deflagrare la maggioranza Michelini. Una maggioranza che ancora deve partire e che è tenuta insieme solo dal collante della gestione del potere per il potere in salsa fioroniana. Senza idee e senza consenso in città.

Il caso incompatibilità, prevista dalla legge anticorruzione voluta dal governo Monti, appare più o meno così a un amministratore come Gianmaria Santucci, consigliere comunale di Fondazione, che riflette sulla questione dopo lo scontro frontale nel consiglio comunale di ieri tra pezzi di maggioranza. Scontro che ha visto Serra e Quintarelli all’attacco. Con il capogruppo Pd che ha sollevato un vero caso politico e il sindaco Michelini e il presidente del consiglio Rossi messi all’angolo.

Come valuta la pseudoquestione della incompatibilità?
“Mi sembra quasi che una norma anticorruzione su alcuni giornali, che si muovono sulla base di alcuni suggeritori, è diventata una norma per farsi la guerra dentro l’amministrazione. Quello che è successo ieri in consiglio comunale è evidente. Sulla base di una norma anticorruzione, si è fatta una battaglia dentro la maggioranza. E non mi pare che le norma preveda questo. Qualcuno vuole piegare la norma a scopi che la norma non ha. In ogni caso è chiaro che tutti, con serenità, si debbano sottoporre ai controlli previsti dalla legge”.

Un conto sono i normali controlli, altro sono i tentativi di più o meno grandi manovratori che voglio desertificare il centrosinistra. Ma chi è che suggerisce e manovra, secondo lei?
“Ah, io questo non lo so. Serra dice che è colpa del sindaco e del presidente del consiglio. Così ha detto in consiglio comunale. Serra attribuisce questa intenzione al sindaco e al presidente del consiglio. Questo se è vero non lo so. La cosa certa è che il comportamento dell’amministrazione comunale è a dir poco singolare”.

Ma andando al concreto e alla sostanza che idea si è fatto della presunta incompatibilità dei consiglieri Serra, Quintarelli e Frittelli?
“In base a quanto spiegato dagli stessi Serra e Quintarelli in consiglio, certamente loro non ricadono nelle condizioni di incompatibilità previsti dalla legge. Almeno secondo quanto emerso dal dibattito di ieri e dalle carte”.

Può spiegare meglio in quali casi c’è l’incompatibilità, in base al decreto di legge 39/2013?
“Nella sanità la cosa è molto chiara. Sicuramente il direttore generale, il direttore sanitario, il direttore amministrativo e, più in generale nelle pubblica amministrazione, dirigenti apicali con gestione di budget e di personale sono incompatibili con le cariche di consiglieri comunali, provinciali e regionali. E ribadisco non mi sembra né il caso di Serra né di Quintarelli. Almeno in base alle carte viste dopo il consiglio. Se dovessi votare, voterei per la loro assoluta compatibilità”.

Quello che stupisce è che al momento dell’insediamento c’è stata una valutazione di compatibilità con tanto di voto?
“C’è stato, in base alle autocertificazioni, il voto. Questa norma, come tutte le norme sulle incompatibilità, prevede l’autocertificazione. Ora siccome fino ad oggi nessuno ha accertato il contrario, non mi sembra ci siano problemi di incompatibilità”.

E la Frittelli?
“Non so. Non so quali siano gli incarichi ricoperti. Ieri poi non ha parlato. E quindi non posso dire nulla”.

Non le sembra che la procedura del comune, per usare un eufemismo, sia anomala?
“La vera anomalia è proprio il comportamento del comune in seguito alla segnalazione del cittadino. Il comune ha fatto bene a verificare, ma certo appare strano che invece di fare quello che prevede la legge si sia messo a scrivere una lettera al ministero degli Interni. La legge prevede che bisogna contestare al consigliere comunale l’incompatibilità e l’interessato ha quindici giorni di tempo per autocertificare e dimostrare che non esistono motivi di incompatibilità. Se per il comune persistessero i motivi di incompatibilità, il caso va segnalato al Civit e alla Corte dei conti. Non al ministero. Non si capisce perché non si è proceduto in base alla legge ma ci si è rivolti al ministero degli Interni e non al funzionario apicale del settore ma addirittura a un sottosegretario. Francamente è una procedura incomprensibile e quanto meno irrituale, perché la legge prevede cose diverse”.

Lei sa a quale sottosegretario si è rivolto con la lettera il comune?
“Sì, è stato dichiarato in consiglio, si tratta di Gianpiero Bocci”.

Un ex democristiano umbro di poco più giovane di Fioroni passato alla Margherita e quindi al Pd?
“Questa è una fortunata coincidenza. Che abbia questa estrazione politica il sottosegretario è proprio una fortunata coincidenza”, dice sorridendo Santucci.

Non è strana anche la tempistica delle varie lettere in ballo? Prima la lettera al comune, poi quella della Asl?
“La Asl credo che sia stata sollecitata…”.

E da chi?
“Credo che lo stesso cittadino che ha scritto al comune abbia scritto anche alla Asl”.

Ma perché il comune non ha fatto le stesse verifiche anche con tutti i consiglieri per i quali si poteva avere qualche dubbio?
“Il sindaco Michelini, ieri sera, ci ha spiegato che lui si è mosso sulla base di quella lettera. Della lettera del cittadino”.

Ma cosa c’entra il sindaco con il consiglio?
“Francamente è incomprensibile. La lettera del cittadino è stata inviata al sindaco e al segretario generale e non al presidente del consiglio. Ma questo non giustifica l’intromissione del sindaco”.

Il sindaco doveva consegnare tutto al presidente del consiglio. Diciamo… per un minimo di rispetto e galateo amministrativo.
“Non mi pare che il sindaco abbia una grande opinione di questo consiglio. Né tende a conoscerne le opinioni”.

Certo se poi nessuno pone la questione e difende le prerogative del consiglio… 
“Noi dell’opposizione ieri abbiamo sollevato la questione. Abbiamo iniziato a cercare di fare chiarezza, anche se non vogliamo trasformare il consiglio in un campo di battaglia. Anche se a meno di un mese dalle elezioni già stiamo a questi scontri nella maggioranza. Sinceramente siamo stati colti di sorpresa dalla battaglia interna alla maggioranza. Poi è difficile, non conoscendo le carte, stare appresso a questa maggioranza. Voglio ricordare che il sindaco ieri si è rifiutato di darci le carte che avevamo chiesto. Cosa mai accaduta a memoria di consigliere. Mai in passato erano state rifiutate le carte nel corso del consiglio comunale”.

Quali carte avevate chiesto?
“Avevamo chiesto la copia della lettera che il segretario generale ha mandato al ministero e la copia della lettera del cittadino che segnalava la fantomatica incompatibilità. Abbiamo fatto una discussione senza avere le carte. Quando le abbiamo chieste il sindaco si è rifiutato di darle. Le ha date solo dopo il consiglio”.

Questo comportamento del sindaco è legittimo o no?
“Diciamo che in questo consiglio comunale tutto è irrituale. Questa amministrazione comunale nasce irrituale. Nasce con una giunta incompleta. Nasce con una maggioranza paradossale, in cui pezzi della minoranza stanno in maggioranza. Nasce nella confusione di incompatibilità che non esistono”.

Ma lei giudica una bufala questa questione della incompatibilità?
“Sì. Certamente l’incompatibilità di Serra e Quintarelli non esiste”.

A proposito, c’è a questo punto chi parla di incompatibilità anche per il consigliere regionale Panunzi.
“Va detto che le incompatibilità sono sempre sanabili, basta dimettersi da uno dei due ruoli. Per quanto riguarda Panunzi, che è uno di quelli che potrebbe essere incompatibile, se, come credo, è in aspettativa, automaticamente annulla l’incompatibilità. Insomma, niente di drammatico. Ripeto qualcuno ha voluto artatamente ampliare di molto la portata di una legge che non ha nulla di strano. Non ci sono incompatibilità non sanabili”.

Che aria si respira in consiglio e nella politica viterbese?
“Tutto secondo me nasce da un dato di fatto che forse è stato sottovalutato. Il problema nasce dal fatto che abbiamo un sindaco che rappresenta meno di un terzo dei cittadini. Ed è la prima volta che nella storia di Viterbo abbiamo un sindaco che non rappresenta neppure un terzo della città. Ovviamente, è evidente che il sindaco è legittimato, per questo basta un voto in più. Ma è anche evidente che ci sono due terzi della città che non si sentono rappresentati. Questo crea problemi di rapporto dentro al comune, con una amministrazione che arranca e che dopo un mese non ha prodotto nulla. Inoltre questa amministrazione ha già finito la sua luna di miele con la città, e nasce tra mille critiche. Vedi la nomina di Barelli, la guerra a Serra, gli attriti col personale, i provvedimenti solo annunciati.

Va anche detto che la coalizione di centrosinistra non ha vinto per la particolare abilità di Fioroni & c. La coalizione ha preso un paio di mila voti in più di Sposetti. Il fatto vero è che il centrodestra si è disintegrato e da 21mila voti è passato a 9mila. Fioroni non esce trionfatore da queste elezioni. Non basta, per raggiungere un terzo dei consensi è stata creata una specie di coalizione all’interno della quale c’è tutto e il contrario di tutto. Questo è il clima che si respira nella città, un clima segnato da una giunta che rappresenta un quarto della città”.

Quanto dura questa amministrazione?
“Questo nessuno lo sa. Certo se dopo 29 giorni già stanno a questi scontri. Quanto possono durare lo sanno solo loro, dipende da quanto il sindaco ha la capacità di tenere insieme i pezzi di questa strana maggioranza. E da quanta capacità di sopportazione agli insulti abbia il sindaco. Ieri il sindaco è stato pesantemente bombardato dalla sua maggioranza. Ed è rimasto impassibile. Neppure Mazzoli dei tempi d’oro aveva questa faccia così imperturbabile di fronte agli attacchi della propria maggioranza”.

Per tanti versi sembra di rivivere i tempi di Gabbianelli con l’opposizione interna di Gigli?
“Beh, con tutto il rispetto, Michelini e Serra non sono all’altezza di Gabbianelli e Gigli. Con i quali ho avuto durissimi confronti e scontri. Anche questo è proporzionato al 25 per cento di rappresentanza”.

Quindi? Aridatece Gabbianelli e Gigli?
“Beh, questo proprio io non lo posso dire. Quello che dico è che Gabbianelli e Gigli rappresentavano il 56 per cento della città. Questi non arrivano a un terzo”.

Miyamoto Musashi


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9 luglio, 2013

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